Unicredit accelera aumento di capitale: si chiuderà entro fine febbraio

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La settimana di Unicredit si aprirà con una riunione straordinaria del board. In teoria ci si sarebbe potuti dare più tempo, ma nelle ultime ore è emersa la necessità di alcuni adempimenti extra che dovranno portare a una ricapitalizzazione quanto più veloce. E allora l’istituto guidato da Jean Pierre Mustier preme sull’acceleratore.

Aumento di capitale più veloce: la nuova agenda di Unicredit

L’obiettivo di Unicredit è di chiudere la questione relativa all’aumento di capitale entro la fine di febbraio, per cui i tempi non solo sono stretti, ma è anche la situazione ad essere alquanto atipica: la banca infatti si ritroverà con un aumento sul mercato ancor prima che il bilancio 2016 abbia ricevuto il suo via libera! L’agenda prevede così un consiglio di amministrazione fissato per lunedì 30 gennaio, un altro cda per mercoledì teso ad approvare il prospetto e la forchetta di prezzo, e poi ci sarà il 6 febbraio, data che dovrebbe segnare l’apertura dell’offerta che si concluderà solo venerdì 24.

Unicredit e le banche d’affari che la stanno seguendo in questo aumento, puntano a sfruttare il buon momento che il gruppo sta attraversando sul mercato proprio per mettere a segno la famigerata ricapitalizzazione. Come ha fatto notare il Governatore Visco, “quando ci sono piani industriali chiari, ambiziosi e allo stesso tempo credibili, i capitali arrivano”. E questo Unicredit lo sa bene, perché la sua idea di valorizzare il profilo di una banca commerciale proiettata all’Europa, ripulita dagli Npl e padrona delle leve di costi e rischi, non può non piacere agli investitori: è un po’ come se l’istituto di Mustier si sia voluto dare una somiglianza con Bnp.

A riprova di come i mercati tutto sommato stiano con Unicredit, interviene il dato di pochi giorni fa: l’altroieri, quando si sono iniziate a diffondere voci di una possibile anticipazione dell’aumento di capitale rispetto alla data inizialmente fissata al 13 febbraio, il titolo bancario ha chiuso con una perdita del 5.17%, ma visto l’ammontare dell’aumento ci si poteva francamente aspettare una risposta di gran lunga peggiore.

Aumento di capitale Unicredit: come si muovono gli azionisti?

Le nuove scadenze però avrebbero colto di sorpresa diversi azionisti che, dal canto loro, si erano fatti un programma impostato secondo le vecchie date. Capital Research, primo azionista, dovrebbe comunque sottoscrivere pro quota, esattamente come Aabar e le fondazioni Verona e Torino, intenzionate a mantenere una loro voce in capitolo. Chi dovrebbe fare qualche passo indietro è Carimonte, i cui soci non possono muoversi troppo a causa dei limiti imposti dal protocollo Acri-Mef.

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