Nem (criptovaluta)

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nem criptovaluta

NEM è una criptovaluta piuttosto nuova, affacciatasi da poco sul mercato. Per dovere di cronaca va precisato che NEM è il nome dell’ecosistema, mentre XEM è il nome del token. Noi però, per una semplice questione di comodità, continueremo ad usare l’abbreviazione NEM per identificare sia la moneta che la rete che vi sta dietro. Clicca qui per iniziare il trading sul NEM

Come nasce NEM

Il NEM nasce grazie all’idea di un utente del forum Bitcoin Talk, il cui user id è UtopianFuture. Nel gennaio 2014 questo utente, che è poi riuscito a rimanere nel segreto anche nei mesi a venire, ha fatto richiesta di partecipazione al forum BitcoinTalk con obiettivo tanto chiaro quanto prevedibile: dar vita a una criptomoneta.

Da quel momento in poi questo utente si è quindi dato un gran da fare per sviluppare un linguaggio Java su cui potesse poggiare l’esistenza di una nuova moneta digitale, di una moneta che esattamente come le altre sarebbe poi stata guidata da due principi: dal peer-to-peer e dal supporto di una piattaforma blockchain. A differenza delle altre, però, il NEM è stato arricchito di caratteristiche nuove, come l’algoritmo di consenso proof-of-importance, gli indirizzi a forma multipla, i messaggi criptati e un’integrazione con il software Eigentrust++.

La prima versione Alpha del progetto è stata rilasciata nel 2014, mentre la Beta è arrivata soltanto qualche mese dopo. Per parlare di versione stabile a tutti gli effetti si è dovuto attendere il 31 marzo 2015, e ancora oggi ci sono importanti progetti che guardano a un ulteriore aggiornamento dell’ecosistema: il prossimo update prenderà il nome di “catapult” e verrà reso disponibile nel corso dell’anno.

NEM nel dettaglio: cos’è e come funziona

Cerchiamo di capire un po’ meglio come funziona questa criptovaluta. Intanto bisogna chiarire che le due parti più importanti di questa moneta sono il nodo e il client, entrambi appoggiati su un’infrastruttura Server NIS. Le monete che circolano in questa infrastruttura riescono appunto a circolare grazie a un portafoglio NanoWallet (che come forse saprete già, è molto utile per chiunque operi con le criptovalute, al di là della variante scelta).

Da questa prima presentazione si evince che il NEM ha un’architettura modulare che permette al portafoglio di tenersi al sicuro da qualsiasi tipo di attacco esterno. Il perché è semplice e dovuto al fatto che il sistema è stato progettato in maniera tale che non siano possibili attacchi diretti al software NEM, per cui anche nel caso in cui dovessero esserci attacchi al NIS, di fatto, i portafogli utente non verranno mai compromessi.

Per semplificare un po’ la questione possiamo dire che ci sono delle caratteristiche principali che distinguono il NEM. Intanto, il fatto che sia stato progettato totalmente da zero e che quindi non sia un fork di altre criptovalute, fa di lui qualcosa di “diverso” rispetto a quanto siamo abituati a vedere.

E poi ci sono altre caratteristiche che bene o male hanno una loro rilevanza: l’algoritmo proof-of-importance che privilegia gli utenti più attivi, la presenza di asset personalizzabili (Mosaic), il sistema di protezione anti-spam, la sincronizzazione decentrata dei nodi, la messaggistica crittografata, l’improbabilità di una inflazione monetaria (visto che tutti i nove miliardi di monete sono già stati immessi sul mercato al momento del lancio), nonché una grande distribuzione globale che punta ad essere egualitaria.

Proof of Importance nel NEM: che cosa significa?

Almeno un paio di volte abbiamo accennato all’algoritmo proof-of-importance, ma esattamente di cosa si tratta? Come dice il nome stesso, questo algoritmo introduce il concetto di reputazione nel mondo delle criptomonete. In sostanza, l’importanza di un utente nell’ambito del network NEM viene definita tenendo conto delle monete presenti all’interno del suo account e dal numero di transazioni fatta da e verso il portafoglio.

L’algoritmo in questione fa uso del sistema NCDawareRank utile per definire la centralità della rete e tutta un’altra serie di fattori che delineano quello che in ambito finanziario viene detto “consensus”. Insomma, il Proof of Importance è un qualcosa di totalmente nuovo nel settore, in quanto di solito le criptovalute guardano alla ripartizione dei costi, più che al peso che ogni singolo utente ha all’interno della rete.

Il parametro Proof of Stake fatto proprio dal NEM considera importante l’apporto dato dall’utente in quanto a volume delle transazioni. E questo meccanismo, in fondo, serve a fidelizzare gli utenti stessi: in questo modo gli utenti non solo vengono incentivati a mantenere i NEM, ma anche ad utilizzarli in maniera attiva (quindi sotto forma di transazioni). Fatto sta che per poter essere “eletto”, un utente deve possedere almeno 10mila token.

Come comprare NEM: guida all’investimento

Fino a poco tempo fa, acquistare NEM non era cosa facile. Ora però grazie al proliferare delle piattaforme di trading, tutto è diventato più semplice. Il NEM può infatti essere trovato su piattaforme di trading sicure e regolamentate come iqoption. Non tutti i broker si sono specializzati in criptovalute, per cui non è detto che il primo broker che vi capita sott’occhio sia preparato (si può dare per scontato che un broker permetta la negoziazione di azioni o valute, ma non di criptomonete).

Per meglio progettare i vostri investimenti in NEM, vi sarà utile sapere che questa piattaforma e la sua rispettiva moneta (lo XEM) sono ormai piuttosto note in tutto il mondo, ma che trovano l’apice della loro popolarità in Giappone. D’altronde questa realtà nasce in Giappone, e sempre il Giappone ne ha legalizzato l’emissione e la movimentazione all’interno dei suoi confini (così come del resto è stato fatto anche con le altrocriptovalute). Inoltre c’è da dire che NEM è diventato popolare anche grazie al supporto dato da Zaif exchange, che per chi non lo sapesse è uno degli exchange più importanti del Paese insieme a coincheck e bitFlyer.

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