Venezuela in crisi: la situazione degenera

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Continua la crisi in Venezuela che con scontri continui da parte dell’opposizione contro il presidente Nicolas Maduro, ha già portato ad oltre trenta i morti durante le proteste. Una vera rivolta sociale che sta causando gravi conseguenze sia a Caracas che ad altre città.

La ministra degli Esteri del Venezuela Delcy Rodriguez ha annunciato il ritiro dall’Osa (l’organizzazione degli Stati Americani) accusando l’organizzazione di aver insistito con azioni intrusive contro la sovranità della patria.

Intanto l’opposizione ha convocato una nuova protesta prevista per lunedì primo Maggio nella piazza di Caracas. L’intento è quello di rendere omaggio alle tante vittime che dall’inizio del mese continuano ad aumentare e alle quali, negli ultimi giorni, si sono uniti Christian Ochoa, ventenne ferito da un’arma da fuoco a Valencia e Juan Pablo Pernalete, altro ventenne colpito in faccia da un lacrimogeno mentre si trovava in piazza, a Caracas, per difendere la libertà.

Un paese in piena rivolta e che, a detta di Henrique Capriles, potrà vedere la fine della crisi solo con le elezioni anticipate ed attualmente in programma solo per la fine del 2018. Il leader dell’opposizione ha accusato il presidente Nicolas Maduro di aver messo in atto una feroce repressione che viola costantemente sia la Costituzione che i diritti umani. A suo avviso, quella di negare il diritto di voto ai venezuelani è una scelta insensata che non potrà durare a lungo. Il paese sta vivendo un periodo di forte crisi e solo il 20% dei venezuelani sembra essere a favore dell’attuale presidente.

Parole forti alle quali si sono unite anche quelle di Janeth Marquez, la direttrice di Caritas Venezuela che parlando della crisi che coinvolge l’80% della popolazione, le cui difficoltà più grandi consistono nel reperire cibo e farmaci ha dichiarato che ci sono persone che sono arrivate a perdere fino a 20 chili a causa della mancanza d cibo. La Caritas, come la stessa direttrice ha spiegato, sta cercando in tutti modi di rispondere all’emergenza umanitaria sia attraverso l’organizzazione di mense solidali che con la distribuzione dei medicinali. Ciò nonostante, le loro azioni non bastano e vengono rese ancor più difficili dalla scarsa sicurezza di alcune parrocchie e dalla presenza in loco di gruppi armati.

Anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha detto la sua condannando le continue violazioni dell’ordine democratico in Venezuela e dichiarando che “il parlamento europeo ha approvato una risoluzione di condanna della brutale oppressione esercitata dalle forze di sicurezza venezuelane e dai gruppi armati irregolari contro le proteste pacifiche in Venezuela.”

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