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Unicredit e Generali fuori dall’Eurostoxx 50. Ma perché?

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Le azioni Unicredit e Generali non sono più parte integrante dell’indice Eurostoxx 50, il paniere che raccoglie le 50 migliori blue chip di tutta Europa. Si tratta di un evento che è stato accolto di sorpresa da molti, ma che nella gran parte dei casi gli investitori avevano messo in conto visto che di una possibile esclusione di Unicredit e Generali dall’Eurostoxx 50 se ne parlava a dire il vero già da un po’.

Mercati finanziari: il punto

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mercati finanziari

Le banche continuano a trainare l’indice europeo. Il dollaro teme il rialzo FED e si riscontrano segnali di perdita di momentum del ciclo.

Il dollaro in ripresa ha cambiato le carte in tavola sul mercato azionario globale. Se fino a pochi giorni fa Tokyo e le borse europee erano i fanalini di coda, oggi si ritrovano in capo alla fila, con Stati Uniti e mercati emergenti che gradualmente perdono smalto.

Un equilibrio complesso e molto fragile quello che si è raggiunto negli ultimi mesi sui mercati. Tassi e dollaro stabili ostacolano gli sforzi della BCE e della Bank of Japan e mettono in difficoltà il sistema bancario e i risparmiatori. Al contrario, tasso e dollaro in rialzo li aiutano, ma solo in parte e mettono invece in difficoltà la Cina e i Paesi Emergenti, gravando anche sul settore manifatturiero americano. I margini di manovra sono ridotti e occorre raggiungere un equilibrio tenendo conto delle esigenze di ognuno. Un modesto incremento dei tassi e l’apprezzamento del dollaro potrebbero essere tollerati dal mercato, se accompagnati da una accelerazione ciclica in US.

Sugli altri mercati si riscontrano nuovi indebolimenti dello Yen e staticità sugli altri indici asiatici, ad eccezione di India e Shanghai.

In Europa si è partiti al rialzo, grazie al settore bancario, settore considerato ormai in profonda crisi che ha però creato un improvviso entusiasmo sul mercato. Una delle cause sembra essere il possibile calo della richiesta di ricapitalizzazione di Unicredito e Montepaschi. La prima starebbe coprendo parte del deficit tramite liquidazione di asset e la seconda starebbe lavorando a modifiche del piano di risanamento.

Sul fronte macro, assistiamo ad un aumento dei dati tedeschi a luglio, mentre il mercato francese appare meno brillante ed è in calo il CPI flash Eurozone di agosto.

Ma i dati più attesi, come sempre, erano quelli americani:sembra che l’economia americana si stia assestando un po’ dopo gli slanci di inizio estate. I dati presentano infatti un aumento del numero degli occupati nel settore privato ad agosto. Il petrolio è in calo e, di conseguenza, Wall Street ha preso a scendere, cancellando il rally delle borse europee, ma non quello delle banche. Sono stati colpiti anche gli emergenti, gravati dal dollaro e da dati non positivi in India, Brasile e Nigeria.

 

 

Bank of Japan sotto il radar degli investitori

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Bank of Japan

I provvedimenti del governo per dare una spinta all’economia non hanno convinto i gestori di fondi che ora hanno puntato l’attenzione Bank of Japan, attendendo le sue prossime mosse.

Il Giappone non riesce a convincere il mercato. Non sono serviti, al momento, i provvedimenti messi in campo dal governo nipponico per dare slancio all’economia del paese. Tra questi, il governo ha erogato 28 mila miliardi di yen (circa 245 miliardi di euro) con l’obiettivo di far salire il Pil dell’1,3%. Il piano, definito dal premier Shinzo Abe “un investimento per il futuro”, prevede misure per piccole e medie imprese, famiglie a basso reddito, sostegni per la ricostruzione delle zone colpite da episodi sismici, per il turismo, per le infrastrutture e così via.

Nel frattempo il piano ha portato qualche conseguenza sul piano politico, con la sostituzione dei Ministri dell’Industria e della Difesa. Hanno salvato il posto invece i ministri delle Finanze e vice-premier, quello degli Affari esteri e il segretario generale e portavoce del governo. Il ministro della Ripresa economica ha conservato la carica, così come quello agli Interni e della Salute.

Occhi puntati sulla Bank of Japan

Gli investitori, nel frattempo, sono tutti in attesa delle prossime mosse della Bank of Japan. Il prossimo 20 e 21 settembre infatti ci sarà la riunione del board, nella quale si chiarirà che cosa serve al governo per raggiungere il target di inflazione del 2%. Non ci si aspetta per il momento un aumento dei tassi di interesse.

Sul fronte inflazione non ci sono buone notizie. Gli ultimi dati sul costo della vita dicono che i prezzi al consumo sono scesi a luglio dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,5% annuo. Si tratterebbe pertanto del calo più alto da marzo 2013, un dato addirittura più basso delle attese di mercato. Ma, per fortuna, ci sono anche buone notizie. L’indice Pmi manifatturiero, ad esempio, ha registrato un balzo lo scorso mese raggiungendo quota 49,3 rispetto al 48,1 di giugno, segnando un record da febbraio scorso e migliorando il dato preliminare che era di 49. Dopo un secondo trimestre che ha registrato la peggiore performance degli ultimi tre anni e mezzo, il terzo trimestre dell’anno si apre con segnali di ripresa.

 

Unicredit verso l’aumento di capitale: pronto un piano di cessioni

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Il nuovo amministratore delegato di Unicredit Jean Pierre Mustier, sembra avere le idee molto chiare in merito a come gestire l’aumento di capitale che la banca è stata chiamata a realizzare. Come conferma un articolo apparso proprio di recente sulle pagine di Repubblica, il numero uno di Unicredit sta lavorando per alleggerire l’ammontare dell’aumento di capitale facendo affidamento a un programma di cessioni.

Aumento di capitale Unicredit: il piano di dismissioni studiato da Mustier

Nelle passate settimane si era già parlato della possibilità, ad esempio, che Unicredit cedesse una volta per tutte il pacchetto azionario detenuto nella polacca Bank Pekao. Quella mossa avrebbe permesso a Unicredit di dare forma a questo suo annunciato programma di cessioni, e al tempo stesso avrebbe fatto comodo allo stesso governo polacco che nel solco della sua nuova avventura politica ha annunciato l’intenzione di “riappropriarsi” di questo suo Istituto di credito. Ma Bank Pekao non sembra sia l’unica grossa cessione a cui Unicredit si sta preparando, visto che pochi giorni dopo i giornali hanno rilanciato la notizia di una possibile vendita di FinecoBank. Fino ad arrivare a ieri, quando una nuova ondata di voci è tornata a paventare di possibili movimenti riguardanti Pioneer.

Insomma, pare proprio che Jean Pierre Mustier si stia dando un gran bel da fare per liberarsi di un po’ di proprietà che sono tuttora parte del gruppo: la volontà sarebbe quella di puntare a una cessione complessiva di tutte queste realtà “minori”. Considerando i contorni che la faccenda sta assumendo in questi ultimi giorni, è pertanto altamente probabile che nel piano di dismissioni possa rientrarci persino l’8.5% che Unicredit detiene in Mediobanca.

Insomma, per Unicredit si sta per aprire una stagione estremamente calda, con un amministratore delegato che per tentare di ridurre al minimo l’ammontare dell’aumento di capitale sta provando a liberarsi di tutto ciò che a questo punto viene considerato “superfluo”. Coinvolgere al minimo i soci è l’obiettivo primario, e la sfida che Jean Pierre Mustier intende giocarsi verterà proprio sulla sua capacità di far fronte a uno scopo che non è ambizioso, ma qualcosa di più!

E a dirlo sono i calcoli: seppure Unicredit dovesse riuscire a incassare 8 miliardi dal piano di cessioni, la ricapitalizzazione necessaria rimarrebbe comunque da 7 miliardi. Numeri importanti, quindi, che si concretizzeranno in ogni caso non prima di fine anno.

Apple vs Ue, ma non è la sola: anche Amazon e McDonald’s nel mirino

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apple

Non solo Apple. Anche McDonald’s, Amazon e Fiat Chrysler Automobilies non hanno mai avuto ottimi rapporti con l’Unione Europea. Negli ultimi giorni si è discusso molto della sanzione che la Commissione Europea ha comminato nei confronti di Apple, sebbene più che parlare di sanzione sia più corretto definire la mossa di Bruxelles come un “recupero fiscale” a tutti gli effetti (un po’ come si trattasse di una mega cartella esattoriale, per capirci). Ma cos’è successo di preciso?

Monte dei Paschi di Siena, un autunno caldo: ecco cosa la aspetta

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Per Monte dei Paschi di Siena sta per sopraggiungere quello che con ogni probabilità sarà il momento più delicato della sua storia recente. A partire dal prossimo mese di settembre, infatti, il tanto atteso piano di risanamento dell’istituto di credito entrerà nel vivo e inizierà così a trasformarsi in un qualcosa di finalmente concreto.

TTIP, nulla di fatto: l’accordo è definitivamente fallito

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Ha fatto parlare di sé per mesi e mesi, ma in questi ultimi giorni una dichiarazione rilasciata dal governo tedesco ha spento in un battibaleno tutti i discorsi, le polemiche e i dibattiti che si sono susseguiti nel merito. Sembra insomma che il TTIP (Transatlantic trade and investment partnership), cioè l’accordo commerciale di libero scambio su cui Stati Uniti ed Europa stavano lavorando a ritmo serrato, sia definitivamente fallito.

John Doe, aggiornamento di borsa

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Materie Prime: Oro dove sta andando?

La PBOC (Banca Popolare Cinese) ha iniettato fondi nel sistema finanziario attraverso un’operazione di reverse repo, per la prima volta da febbraio. La reazione del mercato azionario appare nulla, in quanto Wall Street ha registrato solo piccoli guadagni. I principali indici statunitensi sono stati scambiati a livelli record e l’azionario di riferimento europeo ha avuto una reazione mista mentre il dollaro ha confermato come i commercianti si aspettino un innalzamento dei tassi nel breve periodo.

Gli investitori sono molto cauti in queste ore che precedono il discorso di Janet Yellen, della Banca Centrale Europea. Il discorso della Yellen sarà strettamente monitorato per cercare di trovare degli indizi circa la politica monetaria degli Stati Uniti e il percorso dei tassi di interesse.

L’oro si è consolidato per la maggior parte dell’estate sulla resistenza inclinata verso il basso e il supporto a 1.310. L’oro ha raggiunto il suo massimo estivo a 1.318 il 16 giugno Settembre è tuttavia uno dei mesi più forti per l’Oro, secondo i trend mensili. Questo è dovuto all’aumento della domanda dell’India prima della tradizionale stagione dei matrimoni, che è nel mese di ottobre.

Quindi potrebbe essere possibile notare un aumento dell’Oro, già dalla fine delle vacanze: il momento di investire in oro è arrivato.

Forex: EUR/USD sale, ma dove è diretto?

Venerdì sarà senza dubbio una giornata chiave per questa coppia, in quanto gli investitori sono tutti molto concentrati dal discorso di Janet Yellen a Jackson Hole, nel Wyoming. Il tasso di cambio della coppia EUR/USD, è riuscito comunque a rimanere al di ora della media mobile a 10 giorni (indicatore molto importante sul breve termine) che al momento si trova a 1.1259, quindi questo è certamente un dato positivo. La resistenza più importante per la coppia EUR/USD, e che potrebbe quindi fornire molta pressione di vendita alla coppia, è ancora quella dei massimi di agosto a 1,1360. I traders sono tuttavia ancora molto nervosi e preoccupati dal fatto che la Yellen, potrebbe confermare le parole del Vice, che è stato molto hawkish nelle settimane passate.

euro usd

Le coppia EUR/USD è in grande recupero dai giorni del crollo post-Brexit. La resistenza di 1,10 si è rivelata un grande punto di riferimento, che ha permesso di far scattare gli acquirenti, che hanno sostenuto la coppia fino a tornare verso i massimi proprio prima della Brexit. Importanti i supporti che stanno tra 1,1236 e 1,1200, che se rotti potrebbero dar luogo ad una nuova caduta verso gli 1,1100. Importante la resistenza di 1,1367, che è ancora la resistenza nel breve periodo.

Azioni: ecco i 10 titoli italiani più amati dagli Hedge Fund

ansaldo

Per concludere, riportiamo la ricerca degli analisti di Factsec, che ha pubblicato la lista delle dieci società italiani su cui investire in questa seconda parte del 2016:

  1. Ansaldo Sts
  2. Eni
  3. Snam
  4. Buzzi Unicem
  5. Leonardo-Finmeccanica
  6. Intesa Sanpaolo
  7. Autogrill
  8. Italcementi
  9. Yoox
  10. Bpm

Si tratta di titoli dove tutti i fondi speculativi sono molto esposti. Il record è di Ansaldo Sts, che attualmente ha 318 milioni di dollari in esposizione da parte degli Hedge Fund. Il titolo è salito del 6% da inizio anno, nonostante la grande crisi che ha colpito l’azionario.

Portogallo fuori dai piani di acquisto della BCE? Il rischio è concreto

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portogallo

Non solo il sistema finanziario italiano. Tra le preoccupazioni della Banca Centrale Europea (BCE) ci finisce anche la situazione del Portogallo, una nazione che già in passato non aveva mancato di destare qualche preoccupazione e che ora, proprio quando si riteneva fosse ritornata sulla retta via, sembra possa ritrovarsi a dover fare i conti con un clima non poi così positivo.

Terremoto, conseguenze per la Borsa: gli effetti sulle assicurazioni

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Le azioni Generali aprono la seduta odierna all’insegna di un timido rialzo, con un guadagno che si attesta a +0.27% e che prova quanto meno a recuperare il 2.48% lasciato sul terreno nella giornata di ieri. L’ipotesi maggiormente condivisa è che a trascinare al ribasso il titolo del Leone di Trieste sia stato proprio il terremoto che ha colpito dritto al cuore del Lazio e delle Marche, anche se è altrettanto comune l’idea che per i prossimi giorni ci sarà un impatto limitato sull’andamento delle azioni del gruppo assicurativo.