Cosa sono i crediti deteriorati o Non-performing loans (NPL)

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crediti deteriorati (npl)

Spesso e volentieri in ambito finanziario si sente parlare dei crediti deteriorati, e nel caso italiano li abbiamo sentiti nominare parecchio quando è venuta fuori la crisi del sistema bancario, con il Monte dei Paschi di Siena a fare da capofila. I crediti deteriorati, anche detti Non-performing loans (NPL), rappresentano quindi un elemento che bisogna conoscere se si vuol avere a che fare con la finanza, anche perché la crisi delle banche ci ha dimostrato come questi possano avere un impatto estremamente forte sul loro “territorio”.

Cosa sono i crediti deteriorati (NPL)

I crediti deteriorati sono quei crediti che non si riesce a riscuotere facilmente. Vuoi per via della loro scadenza, vuoi per l’ammontare, vuoi per problemi di vario genere, questi crediti sono definiti “non performing” perché sono appunto dei prestiti che non fruttano al 100%. Per capire meglio i termini della questione è opportuno fare un distinguo, perché gli NPL vengono appunto suddivisi in base a diversi criteri, il più importante dei quali è il valore dell’esposizione. Questi criteri quindi definiscono quattro tipologie di NPL: le sofferenze, gli incagli, le esposizioni strutturate e le esposizioni scadute.

Le sofferenze sono crediti che appaiono difficilmente esigibili a seguito di un grave stato di insolvenza in cui versa il debitore. E’ un po’ il caso di un prestito che essendo stato concesso a un privato X o a un’azienda Y rivelatasi insolvente, è praticamente impossibile (o quanto meno assai difficile) da recuperare.

Gli incagli determinano una situazione meno grave di quella creata dalle sofferenze, tanto che vengono comunemente visti come “lo stadio precedente” delle sofferenze stesse. Ciò non significa che siano facili da sbloccare, ma rispetto alle sofferenze sono comunque meno complessi da gestire (anche perché dall’altra parte hanno non un debitore insolvente, ma un debitore che magari versa semplicemente in uno stato di momentanea difficoltà).

Le esposizioni ristrutturate sono ancora meno gravi in quanto rappresentano tutti quei crediti che nel corso del tempo hanno visto mutare le loro condizioni. In pratica le esposizioni ristrutturate non sono altro che crediti le cui condizioni contrattuali si sono modificate magari a seguito di una difficoltà del debitore, che fa appunto allungare le scadenze di pagamento e quindi modificare il contratto originario. Le esposizioni ristrutturate sono quindi uno strumento che le banche possono usare per andare incontro alle difficoltà dei suoi debitori, perché anziché classificare come inesigibile il credito, cercano di recuperarlo ristrutturando, appunto, il contratto.

Le esposizioni scadute invece sono quei crediti che per varie ragioni non possono essere ritenuti incagli, sofferenze né esposizioni ristrutturate, ma che comunque risultano insoluti da almeno sei mesi.

Perché le banche italiane sono piene di crediti deteriorati?

A questo punto sorge una domanda quasi inevitabile: “Come ha fatto il sistema bancario italiano ad accumulare così tanti crediti deteriorati?”. Intanto c’è da dire che questa situazione non riguarda la sola Italia, perché anche gli Stati Uniti, così come altri paesi europei, hanno vissuto un’esperienza o uguale o molto simile alla nostra.

In ogni caso, il motivo per cui l’Italia straborda di crediti deteriorati si sviluppa in due tipi di realtà: da una parte abbiamo un cattivo modo di operare da parte delle banche italiane e delle varie finanziarie, che negli anni passati hanno concesso prestiti e mutui anche a chi non aveva un profilo altamente raccomandabile; dall’altra parte abbiamo una difficoltà economica generalizzata che ha colpito famiglie e imprese e che quindi ha messo a dura prova la difficoltà dei contribuenti di ripagare i loro debiti.