La Brexit diventa Bregret: cosa significa?

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La Gran Bretagna appare ancora una volta divisa sull’argomento Brexit. Da un recente sondaggio effettuato da YouGov per il Times, uno dei più autorevoli istituiti di statistiche, è infatti emerso che il 45% dei cittadini non è felice della Brexit mentre il 43% continua a considerarlo un passaggio positivo. La percentuale restante, che è del 12%, non sa esprimersi a riguardo.

Una variazione che può apparire piccola ma che, messa a raffronto con il piccolo scarto avvenuto quando si ottenne la maggioranza per la Brexit, rende il tutto degno di nota, mostrando un paese che, potendo, tornerebbe indietro restando nell’Unione Europea.

Un esito che appare in contrasto con quanto ha ripetuto più volte Theresa May che nei primi giorni di campagna elettorale, in vista delle elezioni anticipate, programmate per l’8 Giugno, ha ripetuto più volte che il paese è sempre più unito sulla Bretix e che ad andarle contro sono solo i partiti di opposizione.

Sembra quindi il periodo del Bregret, parola usata per indicare il rammarico dell’uscita dall’Unione Europea. La parola è infatti formata dall’unione di Bre (per Bretix) e di Regret (che significa, appunto, rammarico).

Certo, un sondaggio da solo potrebbe non significare nulla. Il campanello d’allarme sembra però aver suonato tanto da spingere il partito Conservatore di Theresa May, che al momento risulta essere il favorito, a dare alcuni improvvisi segni di apertura come la volontà di pensare alla tutela dei cittadini Ue residenti nell’isola o l’accordo di transizione sul mercato unico. Piccoli segnali che in vista delle prossime elezioni acquisiscono un peso non indifferente.

Intanto gli oppositori della Brexit sperano nella possibilità di un secondo referendum o nel blocco della decisione di lasciare l’Unione Europea. Per loro, infatti, lasciare l’Ue comporterebbe un prezzo fin troppo alto. Cosa che, evidentemente, anche i cittadini, hanno iniziato a capire, tornando sui propri passi. Un esempio tra tanti l’annuncio della Deutsche Bank che ha già dichiarato che in caso di uscita totale ha già in mente di spostare 4 mila dipendenti dagli uffici di Londra ad un’altra sede. Un pensiero condiviso anche da altre banche.

Intanto, una notizia positiva arriva dal commercio di automobili che sembra andare alla grande con un 8,4% di crescita che rappresenta il livello più alto registrato negli ultimi 17 anni. Un successo che le compagnie d’auto temono possa esaurirsi a causa dei dazi doganali necessari all’esportazione. Anche qui, Theresa May ha detto la sua, promettendo di occuparsi della situazione e di proteggere l’industria automobilistica.