Referendum costituzionale in Italia: come investire?

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I temi più caldi del momento sono senza alcun dubbio due: le elezioni presidenziali negli Stati Uniti da una parte e il referendum costituzionale in Italia dall’altra. Sono questi gli appuntamenti più decisivi delle prossime settimane che attenderanno al varco i mercati, anche perché è evidente che parliamo di due appuntamenti destinati a stravolgere l’assetto politico dei Paesi che li ospitano e che, in forza di ciò, non potranno non ripercuotersi in qualche modo anche da un punto di vista della finanza.

Referendum costituzionale e elezioni USA: due mesi caldi per le Borse?

Per questo motivo alcuni esperti del settore hanno provato a snocciolare qualche consiglio utile verso coloro i quali hanno intenzione di approfittare di questi eventi per trarre profitto negli investimenti (siano essi in Borsa, nel forex o nelle opzioni binarie non fa molta differenza).

Ad esprimersi è stato Fabio Castaldi, senior multi-asset investment manager di Pictet Am: “Rimaniamo cauti – ha detto il manager – e pensiamo che nei prossimi mesi ci sarà un riposizionamento su questo attivo. Da parte nostra, pur mantenendo questa cautela, possiamo dire che tra le nostre preferenze sul fronte degli investimenti v’è anche l’Italia”.   Antonello Piancastelli di Fideuram, ha aggiunto: “La volatilità è oggi decisamente più bassa rispetto a quella che ci fu nel 2008 o nel 2011, e i mercati azionari di tutto il mondo tendono oggi ad avere un rendimento year to date positivo. Il fenomeno più nuovo al quale assistiamo, invece, è una correlazione nell’andamento delle diverse classi di attivi”.

Ad essere più specifico per quel che riguarda il referendum costituzionale e a suggerire l’approccio da avere alla luce di questi grandi appuntamenti, è stato Sandro Daga, responsabile private banking di Deutsche Bank. Secondo Daga, “in un contesto di mercato poco chiaro, è importante mantenere un portafoglio ben diversificato e utilizzare prodotti a gestione attiva”.

Referendum: come investire se vince il Sì e come se vince il No

Su cosa bisognerebbe puntare, allora, per sfruttare il referendum costituzionale come occasione per fare affari nella finanza ad alto rischio?

A provare a fornire una risposta è Jci Capital, secondo cui la vittoria del Sì dovrebbe spingere gli investitori ad acquistare azioni dell’Eurozona ed in particolare quelle di Italia e Spagna, prestando un dovuto occhio di riguardo a banche, finanziari e assicurativi. Anche la carta USA (15%) e le azioni del Regno Unito (5%) potrebbero dar luogo a qualche interessante affare. Sul fronte obbligazionario, invece, Jci Capital consiglia di puntare le attenzioni sulle obbligazioni High yield (15%) e sulle Globali Inv. Grade Corporate EU, UK e USA (20%); e poi ancora sulle Globali Inv. Grade Govt IT, ESP, USA e UK (15%). Tutto ciò, per un chiaro motivo: perché la vittoria del Sì potrebbe spingere lo spread a scendere ulteriormente.

Nel caso in cui dovessero vincere i No, invece, Ambrosetti Sim suggerisce di puntare sull’oro (15%), sulle azioni industriali (15%), sulle azioni delle telecomunicazioni e dei consumi non ciclici (rispettivamente 15% e 20%). Via libera, in questo caso, anche a obbligazioni corporate euro (25%) e a Btp a breve scadenza (10%).