Bitcoin, in Corea del Sud ispezionate 6 banche

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Bitcoin al ribasso dopo ispezioni in banche Corea del Sud

Giornata negativa per il Bitcoin, che incassa una perdita di oltre il 15% per poi recuperare nel tardo pomeriggio, mentre arrivano non confortanti da uno dei paesi in cui si investe maggiormente in BTC, ovvero la Corea del Sud.

In questo momento, alle 18:57 del giorno 8 gennaio 2018, Bitcoin batte quota 14.720$ (quotazioni Binance) con una variazione del -7,86% nell’ultima giornata di contrattazioni.

Tornando alle notizie provenienti dall’oriente, il governo della Sud Corea ha ordinato ispezioni in sei banche locali al fine di controllare i servizi su valute virtuali offerti ai clienti. Tali banche, offrono conti in valuta virtuale ad istituzioni, in un contesto in cui cresce la preoccupazione che la crescita dell’utilizzo di tali valute potrebbe aumentare di molto le potenzialità criminali.

Tale preoccupazione rappresenta la motivazione principale, poiché viene precisato dalle stesse autorità che le banche non sono accusate di nulla in particolare. Tra i clienti, tuttavia, potrebbero esservi soggetti che sfruttano le forti variazioni delle criptovalute per fini illeciti. Ad esempio, il riciclaggio.

Tali misure, ad ogni modo, erano state già annunciate il mese scorso. Si erano in tale occasione annunciati provvedimenti di regolarizzazione volte al divieto di anonimato dei conti con criptovalute o, in alternativa, l’offuscamento delle piattaforme exchange.

Le sei banche in questione sono: NH Bank, Industrial Bank of Korea, Shinhan Bank, Koomkin Bank, Woori Bank e Korea Development Bank.

Tutto ciò ha causato un’ondata di perplessità da parte dei correntisti e degli investitori in Bitcoin, soprattutto asiatici. Ricordiamo, a tal proposito, che proprio in Giappone e Sud Corea risiedono i principali investitori e speculatori in Bitcoin, così come evidenziato da più studi, tra cui uno recentemente condotto dalla Deutsche Bank.

Inoltre, tutto ciò si aggiunge a ciò che è già successo proprio in Sud Corea, dove la piattaforma Youbit ha dichiarato fallimento dopo il secondo attacco hacker. Anche questo fattore preoccupa particolarmente le autorità, che ritengono la Sud Corea (per via dei tanti investitori sud coreani) un obbiettivo sensibile per gli attacchi hacker.

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Paolo Ferrari è laureato in Lettere ma negli anni la sua passione per il settore economico e finanziario lo ha portato a seguire ulteriori percorsi di formazione, accademica e sul campo, fino a divenire un riconosciuto esperto di strumenti finanziari, settore in cui opera e scrive dal 2009.