Criptovalute: i 4 punti di forza (o di debolezza?) da conoscere

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Ultimamente non si fa che parlare di criptovalute. Oggi giorno infatti è caduto il concetto di moneta fisica, di quella moneta cioè che abbiamo sempre utilizzato per effettuare transazioni commerciali.

E insieme al concetto di moneta tradizionale sta pian piano crollando anche quello di monopolio nell’emissione della moneta, un monopolio che finora è sempre stato detenuto dalle varie banche centrali di riferimento e che ha fatto sì che la moneta diventasse sempre più un affare di tipo politico che non di tipo prettamente economico. Insomma, la nascita delle criptomonete sta scardinando tutti i vecchi sistemi e dando vita a un qualcosa di nuovo, di rivoluzionario!

Cosa sono le criptovalute

Le criptovalute in buona sostanza sono una forma di denaro digitale che viene prodotto da una rete decentralizzata, open source e peer to peer.

In parole povere quando parliamo di criptomoneta facciamo riferimento a un sistema finanziario indipendente e anonimo che permette alle persone di produrre, trasferire e negoziare denaro in tutta sicurezza e soprattutto in modo assolutamente libero: la vera rivoluzione di tutto ciò sta proprio nel fatto che le persone diventano le banche centrali della situazione, e a loro è demandata quella che conosciamo come “politica monetaria”.

Le monete digitali più famose al giorno d’oggi sono senza dubbio il Bitcoin, l’Ethereum e il Litecoin, ma ne esistono altre che sono magari meno capitalizzate, ma comunque molto importanti e popolari. Dal momento in cui parliamo di un mondo totalmente nuovo e in forte crescita, è bene considerare alcuni aspetti delle criptovalute che forse sono stati un po’ troppo ignorati. Anche perché diciamocelo: per avere il polso della situazione e trarre il meglio da questo mercato occorre farsi trovare preparati a 360 gradi!

1 – Non c’è solo il Bitcoin

Nonostante il Bitcoin sia la criptovaluta attualmente più nota, ce ne sono di altre che hanno fatto ingresso nel mercato. D’altronde, chi ha seguito sin dagli inizi questa storia delle criptovalute ricorderà senz’altro che in un primo momento non si parlava d’altro che di Bitcion: sembrava che questa fosse l’unica criptomoneta in circolazione e l’unico nemico giurato che i governi e le banche centrali avrebbero dovuto fronteggiare.

E invece no, perché negli ultimi tempi sono nate tante altre realtà che vanno appunto dai già citati Ethereum e Litecoin, ma che chiamano in causa altri importanti players come Nem, Monero, Dash, Ripple, Iota e così via. Insomma, di monete digitali ne stanno nascendo a iosa, a riprova di come questo sia ormai diventato un segmento di mercato oggettivamente inarrestabile.

2 – Riconoscimento istituzionale

Attualmente la gran parte delle criptovalute opera al di fuori dei confini tracciati dai governi e dalle istituzioni di tutto il mondo, fatta eccezione per alcuni casi che sono più unici che rari (come il Giappone, che al contrario degli altri paesi ha deciso di riconoscere questa nuova forma di pagamento). Ciò significa che le monete digitali possono prestarsi ad operazioni illegali ed essere quindi esposte a problemi di varia natura. L’anonimato garantito e il rifiuto dei governi di riconoscerne l’esistenza, in sostanza, sta facendo sì che le criptomonete vengano utilizzate da operatori spesso poco raccomandabili.

Da un lato questa esistenza “sul filo della legalità” crea non pochi problemi, ma dall’altro permette agli investitori un margine di manovra più ampio e quindi una maggiore possibilità di trarre profitto dal mercato delle criptovalute.

Non sappiamo come evolverà questa faccenda, ma è altamente probabile che prima o poi i governi decideranno di metterci le mani sopra (come qualunque cosa nasca spontaneamente dal mercato): l’ipotesi che i governi possano arrivare a mettere le mani sopra il Bitcoin, l’Ethereum e via dicendo deve spingervi a sfruttare ora i vantaggi offerti da questo mondo, perché poi, con un eventuale intervento normativo, le cose potrebbero cambiare parecchio.

3 – Anonimato garantito

Nel punto precedente abbiamo fatto riferimento alla questione sicurezza. Ebbene, anche da questo punto di vista ci sono due lati della stessa medaglia, perché se è vero che l’anonimato garantito dalle criptovalute dà spazio ad operazioni illegali, dall’altro garantisce una certa sicurezza anche a chi opera “nel giusto”.

Un esempio? Se con la moneta tradizionale le aziende possono tracciare i loro clienti, e quindi quelli che sono i loro gusti, le loro debolezze e i loro desideri, con le criptovalute queste indagini sono molto più complicate (se non impossibile) proprio perché in questo caso c’è un anonimato che chiude ad ogni possibile ingresso esterno. Ciò fa sì che i consumatori possano godere di una maggiore tutela e soprattutto che i loro dati non vengano più smerciati di azienda in azienda (e utilizzati quindi per operazioni di marketing aggressivo).

4 – I metodi di pagamento non sono più quelli di una volta

Le criptovalute rappresentano un’incredibile opportunità di investimento, ma come sappiamo costituiscono anche un’alternativa ai tradizionali metodi di pagamento. Metodi che spesso si sono rivelati fallaci, permeabili, lenti, costosi e poco efficienti.

Ebbene, le monete digitali si chiamano fuori da questo ricatto innanzitutto perché non impongono tariffe varie (non essendo appunto proprietà di nessuno), e poi, non essendo guidate dal profitto, non sono pilotabili da qualcuno (governo o grande corporazione) a danno di qualcun altro (il consumatore finale): le criptovalute nascono dalle persone, per le persone.