Sud Corea: exchange Bitcoin dichiara fallimento dopo hacking

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Exchange Bitcoin in Sud Corea dichiara fallimento

Una piattaforma di scambio su bitcoin e altre criptovalute in Sud Corea oggi ha dichiarato bancarotta dopo essere stata oggetto di attacco hacker per la seconda volta quest’anno. Questo avvenimento ha scosso le quotazioni del BTC e delle altre criptovalute, le quali da un punto di vista speculativo generalmente ne seguono i movimenti di prezzo, soprattutto in presenza di grandi scossoni.

La piattaforma Youbit ha dichiarato di aver perso il 17% dei suoi asset nell’ultimo attacco avvenuto oggi. Per tale motivo, ha deciso di chiudere tutti i trade, sospendere i depositi e i prelievi e iniziare la procedura di fallimento.

In questo momento, le 11:51 del 19 dicembre, il Bitcoin è passato in meno di due ore da 18.715 a 18.050. Evidenziamo che non si tratta di una variazione, al momento, particolarmente pesante. Si consideri la movimentazione dei prezzi di bitcoin nella giornata di ieri, giorno in cui i bitcoin hanno esordito sul CME.

La Sud Corea, così come il Giappone, si tratta comunque di un territorio importante per le criptovalute e soprattutto per il bitcoin, così come abbiamo evidenziato in un precedente articolo.

Tale avvenimento dovrebbe essere preso in grande considerazione, al fine di rendere più sicure le transazioni per gli investitori. Una giornata, quella di oggi, che riporta in auge i cosiddetti “orsi”, i ribassisti del trading online. Per il trading di CFD, da non confondere con le piattaforme di scambio criptovalute, sono infatti possibili sia operazioni al rialzo, sia operazioni al ribasso. Un esempio di piattaforma di trading CFD molto popolare è la Plus500.

 

 

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Paolo Ferrari è laureato in Lettere ma negli anni la sua passione per il settore economico e finanziario lo ha portato a seguire ulteriori percorsi di formazione, accademica e sul campo, fino a divenire un riconosciuto esperto di strumenti finanziari, settore in cui opera e scrive dal 2009.