Blog

Ftse Mib, analisi al 17 gennaio 2018

0
Ftse Mib, analisi al 17 gennaio 2018

Nella nostra analisi tecnica odierna parleremo del nostro indice Ftse Mib.
Il nostro indice è già stato oggetto di nostre precedenti analisi tecniche di medio lungo termine. In particolare, il giorno 15 gennaio avevamo evidenziato a tutti i nostri lettori che i prezzi dopo aver terminano la fase di ritracciamento che aveva fermato la propria discesa in area 21.614 hanno ripreso il loro bullish trend di fondo e dopo il breakout di area 23.144 il Ftse Mib ha fatto registrare nuovi massimi di periodo.

Ftse Mib, analisi al 17 gennaio 2018
Powered by Trading View

Cosa aspettarsi sul nostro indice per la giornata odierna? Analizzando il grafico a 15 minuti osserviamo un doppio minimo di breve termine (evidenziato sul grafico con le frecce viola) in area 23.350. A nostro parere, il Ftse Mib ha bisogno di un momento di pausa, per cui nella giornata odierna non ci aspettiamo grandi rialzi. Osserviamo inoltre, la presenza di un gap aperto in area 23340 (freccia arancione) che nel breve a nostro avviso dovrà essere chiuso. Inserendo, infine, l’indicatore Ichomoku notiamo che fin quanto la Lagging Span (linea verde doppia) si troverà al di sotto dei prezzi siamo in presenza di una fase di correzione di breve termine.

L’indice FTSE MIB è disponibile per operazioni long e short sulla piattaforma di trading CFD Plus500.

Cosa aspettarsi invece per il futuro su un time frame di medio/lungo termine? Il Ftse Mib è diretto in area 24.000 il cui breakout sarà fondamentale per conoscere il destino dell’indice domestico per i prossimi anni. Infatti, la rottura della suddetta area sancirà l’inizio di un nuovo ciclo rialzista con la fine della fase di accumulo che perdura ormai da molti anni.

Nel momento in cui scriviamo il Ftse Mib batte quota 23.478.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Ricordiamo, infine, che indice indici azionari rappresentano la media ponderata dei titoli del proprio paniere.

XRP e Ripple, paradossi tra progetto e valuta digitale

0
XRP e Ripple, due realtà in relazione paradossale

Gli XRP o “ripples”, rappresentano le unità di valuta digitale del sistema Ripple. Sebbene rappresentino soltanto una parte del progetto, la parte “finanziaria”, questi finiscono per ottenere sempre più visibilità rispetto allo stesso. Questa grande attenzione alla valuta rispetto al progetto rivela il grande paradosso che si è andato via via a creare a proposito delle blockchain e degli strumenti di transazione alternativi.

Infatti, se da una parte la tecnologia delle blockchain si sta rivelando sempre più utile ed apprezzata, facendo passi da gigante nel divenire un potenziale strumento per il futuro (prossimo), dall’altra le movimentazioni speculative occultano le potenzialità dei progetti per via dei forti rialzi e ribassi che soventemente occorrono in tale mercato altamente volatile.

Se da una parte vi sono migliaia di progettisti ed esperti informatici che lavorano in rete per offrire un servizio sempre più veloce ed affidabile, dall’altra migliaia di investitori comprano valute digitali non in quanto interessati al progetto bensì al loro valore di scambio.

Per i progetti, se da una parte vi è questa paradossale situazione di quasi anonimato rispetto al valore di scambio della propria valuta digitale, dall’altra non vi è un grande sconvolgimento, poiché spesso inizialmente progettate per avere un valore economico minore di quello raggiunto in questi tempi di alta speculazione.

Ripple rappresenta un perfetto esempio. A differenza di altre valute digitali, gli XRP disponibili sono oltre 99 miliardi, una quantità tale che rende evidente che sin dall’inizio non si puntasse certo a raggiungere una valutazione unitaria di centinaia (o decine) di dollari. Capire quale sia il giusto valore per gli XRP di Ripple è difficile dirlo, forse impossibile, ma di certo il valore oggi considerato “basso” (rispetto ai 3$ di pochi giorni fa) di circa 1$ certo non lo è, considerando i valori di soli pochi mesi fa.

Non è bene confondere, quindi, il valore degli XRP, con il valore del progetto Ripple.

A tal proposito, saranno di sicuro giovamento per il progetto così come per la valuta digitale, ulteriori integrazioni come quella operata in ultimo da MoneyGram, che si è aggiunta a numerose altre istituzioni e società che hanno adottato Ripple per le sue potenzialità.

Ripple, Bitcoin, Ethereum: la nottata è passata?

0
Il rimbalzo vicino a quota 10200 del Bitcoin

Nella famosa commedia Napoli Milionaria c’è una popolare battuta che dice “Adda passà ‘a nuttata”. In un certo modo, “deve superare la crisi” è ciò che si augurano migliaia di investitori in criptovalute di tutto il mondo. Soprattutto, è bene il caso di dirlo, coloro che in queste ore stanno valutando se sia il momento giusto per comprare, in aggiunta a coloro che stanno mantenendo in modo ferreo le proprie posizioni.

Per le maggiori criptovalute tra cui Bitcoin, Ethereum e Ripple, è stata di fatto una pessima nottata. Il bitcoin (BTC) ha quasi toccato quota 10.000$, mentre l’ether (ETH) è sceso sotto quota 900$. I ripple (XRP), invece, sono scesi sotto quota 1 dollaro.

La nottata è passata e alle prime ore del mattino vi è stata una lieve ripresa, frenata successivamente da un ulteriore ribasso, che tuttavia non ha toccato i livelli di questa notte. Si tratta di un primo segnale di inversione di tendenza? Troppo presto per dirlo. Di certo, tempi di consolidamento le criptovalute ne offrono davvero pochi e brevissimi, soprattutto in tali casi.

E a proposito di “tali casi”, possiamo fare un paragone di ciò che è successo ieri, con quello che è successo il 22 dicembre, quando il crollo del bitcoin causato da un attacco hacker ad una piattaforma exchange fece crollare il suo prezzo e causando successivamente forti speculazioni, trascinando con sé tutte le criptovalute minori e infine anche quelle di Ethereum e Ripple.

Rottura del supporto a 12400 per il bitcoin
Powered by Trading View

Ebbene, nonostante la giornata del 22 sia stata la più “memorabile”, il ribasso del bitcoin iniziò già dal 18, per poi registrare un ribasso più marcato il giorno 22. Il trend è durato fino al giorno 30, passato il quale il BTC ha ripreso fiato, fino ad essere scosso a giorni alterni dalle dichiarazioni dei governi di Sud Corea e Cina, circa il divieto di contrattazione di bitcoin.

Nel grafico, la linea blu sta ad indicare non solo la durata del piccolo ciclo ribassista durato dal 18 al 30, ma anche una linea di supporto a 12.400$ per il brevissimo termine, che stanotte è stata decisamente violata.

Interessante, dal punto di vista dell’analisi tecnica, sarà vedere cosa accadrà quando il BTC tornerà vicino alla quota tonda di 10.000$, una soglia che potrebbe portare ad un rimbalzo, forse limitato, così come successo stanotte verso quota 10.200$.

Il rimbalzo vicino a quota 10200 del Bitcoin
Powered by Trading View

In questo momento, alle ore 10:12 di mercoledì 17 gennaio, la quotazione BTC segna quota 10.522 sul dollaro. 

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Azimut, vola in borsa

0
Azimut, vola in borsa

Azimut vola in borsa: cosa spinge gli acquisti? Dopo l’uscita della notizia la quale informava che Azimut si stava preparando a distribuire nella prossima primavera un dividendo di 2 euro per azione (il doppio del 2016) in previsione di un utile netto 2017 tra 215 e 225 milioni, il titolo ha compiuto un forte balzo in avanti chiudendo la scorsa giornata di contrattazione con un rialzo di oltre il 12%.

Analizziamo ora l’azione da un punto di vista tecnico.
Analizzando il grafico monthly del titolo Azimut per mezzo di candele cumulate Heikin Ashi possiamo osservare come l’azione dal 2009 al 2015 si è mossa in un bullish trend che ha portato le quotazioni da 2,94€ a 29,80€ con un rialzo di quasi il 1000% nel giro di sei anni di contrattazione. Successivamente l’azione è entrata in una fase di correzione che si è arrestata sull’ex resistenza statica posta in area 12,90€ (linea viola orizzontale). Da qui i prezzi sono rimbalzati.

Azimut, vola in borsa
Powered by Trading View

Analizzando il grafico daily per mezzo di candele classiche osserviamo la lunga candela positiva che il titolo ha fatto registrare nella scorsa giornata di contrattazione accompagnata da volumi in forte aumento (cerchio blu). Inoltre, osserviamo come il supporto dinamico ascendente sia stato nuovamente testato senza essere attraversato al ribasso (freccia viola).

Cosa aspettarsi per il futuro? A nostro avviso, nel medio periodo Azimut ha ancora spazio per salire e far accrescere le proprie quotazioni. Tuttavia siamo in presenza di un titolo abbastanza volatile e ancora privo di forte direzionalità.

Nel momento in cui scriviamo l’azione Azimut batte quota 18,67€.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Perché la Cina vuole vietare il Bitcoin

0
La Cina vuole vietare i Bitcoin, andiamo alla ricerca della vera ragione

In questi giorni le notizie o meglio le dichiarazioni provenienti da Corea del Sud e Cina stanno letteralmente affossando le valute digitali, che hanno perso soltanto nelle ultime 48 ore ciò che hanno guadagnato in due settimane. Tali dichiarazioni provengono dalle fonti governative, che per diverse ragioni stanno valutando l’idea di vietare la compravendita di Bitcoin e altre criptovalute in Corea del Sud e Cina.

Ebbene, se la Corea del Sud, paese in cui ricordiamo avviene un’alta percentuale di criptovalute, è preoccupata circa il possibile utilizzo di Bitcoin dal mondo del malaffare e da parte dei giovani sempre più “drogati” del fenomeno, in Cina la situazione è differente.

Sebbene infatti negli ultimi giorni fosse circolata la notizia del possibile divieto del mining di Bitcoin (ovvero la “ricerca” di Bitcoin online sfruttando la potenza di processori) per via del grande dispendio di corrente elettrica, ora viene gradualmente affiorando la vera ragione per cui la Cina vorrebbe vietare i Bitcoin: la fuga di capitali all’estero.

La Cina ha fatto passi da gigante verso il “capitalismo” e il “liberalismo economico” ma li lascia agire all’interno di un recinto ben controllato.

Non occorrono ricerche su siti o tomi di macroeconomia per sapere che tipo di economia e politica economica propenda in Cina. Se persino i mercati azionari agiscono sotto il controllo dello Stato, figurarsi se possa farlo una criptovaluta decentralizzata e ancora non regolamentata. Uno Stato che deve avere il controllo su tutto, difficilmente “lascia fare” ad un ultimo arrivato, per giunta molto chiassoso.

A prescindere dal progetto bitcoin e dalle ragioni per cui la sua criptomoneta venga contrattata in Cina, il governo cinese difficilmente lascerà tutto così com’è, a maggior ragione dopo aver scoperto le grandi energie spese per il mining.

In questo momento, alle 09:04 del 17 gennaio, la quotazione Bitcoin segna 11.120$, con una variazione di circa il 13% in meno rispetto a 24 ore fa.

Ripple, posizioni a breve termine, tra rialzisti e ribassisti

0
Ripple tra le dichiarazioni di Sud Corea e Cina

Nell’articolo riguardante il crollo delle criptovalute pubblicato stamattina abbiamo evidenziato come le dichiarazioni del ministro delle finanze sud coreano abbiano gettato  benzina sul fuoco delle contrattazioni. Le criptovalute sono scese tutte di valore, tra cui in primis Bitcoin, Ethereum e Ripple, le tre valute digitali maggiormente scambiate sul mercato.

Alle dichiarazioni del ministro delle finanze sud coreano, si sono aggiunte anche notizie provenienti dalla Cina, dove pare si stiano prendendo provvedimento per bloccare alcune piattaforme di scambi su criptovalute, sia dal punto di vista dell’utenza, sia dal punto di vista dell’offerta. Le notizie a tal proposito sono tuttavia ancora fumose, dato il particolare contesto politico ed economico in cui si svolgono i fatti.

Alle ore 12:03 di oggi martedì 16 gennaio, le medie dei prezzi fornite da CoinMarketCap vedono il Ripple a quota 1,31$ con una perdita di oltre il 27% nelle ultime 24 ore.

Una giornata di particolare interesse dal punto di vista delle contrattazioni, poiché se una parte del mercato è propensa a vendere, un’altra è propensa ad aspettare il giusto livello di prezzi per ricomprare. Una situazione già vista il 22 dicembre, giorno in cui il Bitcoin era sceso fino a quota 11.000$, in poche ore, partendo da una quota vicina ai 20.000$.

A coloro che stanno vendendo, quindi, si aggiungono coloro che aspettano il momento giusto per riacquistare. Così come, nel trading con strumenti finanziari tipo CFD, si dividono tra coloro che chiudono posizioni long precedentemente aperte e coloro che invece aspettano il momento giusto per aprirne di nuove. Inoltre, sempre nel trading con CFD, vi sono gli utenti specializzati proprio nei ribassi, che aprono posizioni di tipo short al fine di trarre profitto dai ribassi.

Gli XRP di Ripple, oltre che sulle piattaforme exchange, sono infatti disponibili sulle principali piattaforme per il trading al rialzo e al ribasso tramite CFD, tra cui la piattaforma di trading di Trade.com.

Petrolio: analisi tecnica al 16 gennaio 2018

0
Petrolio: analisi tecnica al 16 gennaio 2018

Nella nostra quotidiana analisi tecnica del 22/12/2017 sul Petrolio avevamo posto l’attenzione dei nostri lettori sull’attraente up trend che la materia prima ha cavalcato dal 1999 al 2008 che ha portato le quotazioni a guadagnare circa il 1300%. Successivamente i prezzi hanno invertito rotta arrivando a quota 27,00$. Avevamo, inoltre, scritto che in questo momento è in atto un nuovo bullish trend di medio termine ed anche su un time frame di breve termine, dopo il doppio minimo evidenziato sul grafico con le frecce arancioni, il Petrolio ha invertito rotta impostandosi al rialzo. Avevamo concluso dicendo che i prezzi avrebbero potuto dirigersi verso la resistenza dinamica ascendente (linea arancione) e la rottura di area 63,00$ (linea rossa orizzontale) avrebbe dato la spinta al alle quotazioni verso nuovi top di periodo. Quando scrivevamo tutto ciò eravamo sulla candela evidenziata con il cerchio arancione a quota 58,10$.

Petrolio: analisi tecnica al 16 gennaio 2018
Powered by Trading View

Cosa è successo successivamente? I prezzi del Petrolio sono continuati a correre verso l’alto brekkando al rialzo anche area 63,00$, guadagnando oltre il 10% dalla nostra precedente analisi e raggiungendo nuovi top di periodo. Ancora una prova di forza, dunque, da parte della materia prima.

Cosa aspettarsi per il futuro su questa materia prima? A nostro avviso, il Petrolio ha ancora spazio per salire e raggiungere nuove vette. Molto importante sarò osservare il comportamento dei prezzi a ridosso della resistenza dinamica discendente di lungo termine.

Per fare trading sul prezzo del petrolio si può utilizzare la piattaforma di trading CFD Plus500.

Nel momento della scrittura il Petrolio batte quota 64,36$.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Ripple, Bitcoin, Ethereum: perché oggi crollano le criptovalute?

0
16 Gennaio le criptovalute tra cui Bitcoin, Ripple e Ethereum crollano a seguito delle dichiarazioni provenienti da Corea del Sud

Tutte le valute digitali e criptovalute oggi perdono diversi punti percentuali per via delle dichiarazioni provenienti da Seoul da parte del ministro delle finanze Sud Coreano Kim Dong-Yeon, il quale in una trasmissione radiofonica della TBS ha affermato che il ban delle valute digitali è ancora una “live option”, ovvero un’opzione viva, sul tavolo.

Se ieri le posizioni sembravano distendersi dopo le prime dichiarazioni di guerra alle criptovalute, oggi non è più così. A pagare il prezzo di queste dichiarazioni sono tutte le criptovalute, tra cui le più importanti ovvero  i BTC di Bitcoin, gli ETH di Ethereum e gli XRP di Ripple.

Il peso della Sud Corea per questo settore è particolarmente influente, poiché si calcolano che 1/3 delle criptovalute circolanti possa essere negoziato e mantenuto proprio in tale territorio, che insieme al Giappone occupa oltre il 50% dello stesso.

Il divieto di scambio di criptovalute resta quindi un’opzione possibile in Sud Corea, un’opzione che considerati i prezzi avrà portato già migliaia di sudcoreani (e non solo) a vendere. Una situazione, questa, che potrebbe portare i prezzi delle valute digitali a quote significativamente basse, nell’arco di poche ore.

Importanti e anzi decisive saranno quindi eventuali ulteriori dichiarazioni da parte degli stessi componenti del governo Sud Coreano. Per ora, l’ufficio del presidente Sud Coreano non ha ancora preso decisioni ufficiali. Questo aspetto evidenzia come le valute digitali siano altamente sensibili alle semplici dichiarazioni, fattore che potenzia ulteriormente la loro volatilità.

In questo momento, alle ore 10:35, le medie delle quotazioni riportate da CoinMarketCap registrano Bitcoin a 12.014$ (-13% in un giorno), Ethereum 1.079$ (-18%), Ripple 1,37$ (-25%).

Dal punto di vista meramente analitico dei prezzi, saranno da valutare, oltre a vendite di massa, anche i riacquisti da parte di coloro che continueranno a crederci e che prenderebbero “il posto” dei venditori odierni.

Andrebbe tuttavia evidenziata la differenza tra criptovalute e progetti blockchain, in cui le stesse valute digitali girano.

Il mondo delle criptovalute, da un punto di vista finanziario, è altamente volatile. Ad ogni modo, c’è da evidenziare che per alcuni progetti il valore delle valute rappresentano solo una parte “secondaria”, come ad esempio per Ripple ed Ethereum. Inizialmente, tale discorso valeva anche per il Bitcoin, divenuto successivamente prettamente un fenomeno speculativo. Per Ripple ed Ethereum, così come per altre realtà, il progetto serio e interessante, resta.

La tecnologia delle blockchain può essere applicata in numerosi e notevoli ambiti, e può rappresentare una parte importante del futuro del business. Tuttavia, oggi si parlerà nuovamente dei prezzi delle criptovalute, ma non dei progetti.

Ethereum, tra record e voci di nuove hard fork

0

A partire dall’inizio del 2018, la quotazione degli Ether di Ethereum è quasi raddoppiata, passando da una media di 756$ ad una superiore ai 1.300$, ottenendo il suo record storico. Non male, considerando che sono passate appena due settimane. Ma perché il prezzo degli ETH è salito così tanto negli ultimi giorni?

Le motivazioni sono principalmente due e hanno a che fare sia con la fiducia degli investitori a lungo termine, sia con quelli a breve termine.

Chi investe a lungo termine sta offrendo fiducia ad un progetto che prende sempre più piede in diverse realtà di business e non solo. Ethereum viene valutato sempre più positivamente per eventuali utilizzi a livello burocratico. Oltre agli smart contracts, la blockchain inoltre si presterebbe molto bene per diverse altre applicazioni.

Chi investe a breve termine invece ha ottenuto altrettanti buoni risultati, non solo per il rialzo di circa il 100% del valore in pochi giorni (cosa decisamente non da poco) ma anche per l’eventualità che il prezzo degli Ether di Ethereum possa salire per via della possibilità di una grande iniezione di fiducia dovuta alla crescita sempre più rapida del progetto e dell’interesse mostrato da società e istituzioni.

La criptovaluta di Ethereum è disponibile sia su piattaforme exchange sia su piattaforme di trading per operazioni al rialzo e al ribasso, tra cui la piattaforma di trading CFD Trade.com.

In questo momento, ore 17:15 di lunedì 15 gennaio, la capitalizzazione di Ethereum è pari a 128,6 miliardi di dollari, la quantità disponibile è pari a poco meno di 97 milioni di Ether, la quotazione media di CoinMarketCap è pari a 1.326$.

Le prestazioni degli Ether di Ethereum dall'inizio dell'anno
Powered by Trading View

Hard Fork EtherZero: voci o realtà?

Da circa un mese sui forum specializzati si rincorrono voci circa una possibile nuova hard fork di Ethereum, che darebbe vita a un’ulteriore valuta digitale e che favorirebbe chi già possiede degli Ether su determinati portafogli. Tali notizie non sono ancora presenti sul sito ufficiale di Ethereum, dove l’ultima news riguardante eventuali hard fork riguarda la cosiddetta Byzantium Hard Fork, avvenuta a fine ottobre dello scorso anno. Le seguenti informazioni quindi non sono ufficiali di Ethereum, ma sono prese da forum specializzati e dal sito che sta portando avanti il progetto. Prima di investire o aprire eventuali posizioni su Ethereum o progetti affini, consigliamo di aspettare notizie ufficiali.

Per i prossimi giorni sarebbe stata programmata l’hard fork di Ethereum, che darebbe vita alla nascita di una nuova valuta digitale denominata EtherZero (ETZ). La scissione sarebbe stata pianificata al fine di introdurre masternodes alla blockchain, con un totale di valuta circolante che pari a 116 milioni di ETZ. Alcuni siti azzardano persino una data: la prima serata di venerdì 19 gennaio, tra le 20 e le 22 ora italiana.

Secondo i promotori, con quest hard fork, chi già possiede Ethereum riceverebbe un uguale numero di EtherZero. Ad esempio, chi possiede 10 Ether, riceverebbe gratuitamente 10 EtherZero, che si andrebbero ad aggiungere agli Ether già posseduti. Ciò avverrebbe nei portafogli compatibili. I portafogli che consentono di controllare le chiavi private solitamente supportano le hard fork di default.

Indice Ftse Mib, verso area 24.000?

0
Indice Ftse Mib, verso area 24.000?

Nella nostra analisi tecnica del 02 gennaio 2018 sul nostro indice Ftse Mib avevamo detto che analizzandolo da un punto di vista di lungo termine, possiamo osservare come dal 2009 ad oggi i prezzi si stanno muovendo in una lunga e ampia fase laterale la quale vista su un time frame di lungo termine sembrerebbe una fase di accumulo il cui breakout dei prezzi del livello di 24000 punti darebbe la spinta ai prezzi verso nuovi top di periodo. Inoltre, avevamo scritto che su un time frame di breve termine la tendenza dell’indice Ftse Mib è impostata al rialzo. Infine avevamo sottolineato che il nostro indice dopo aver concluso la fase di storno avrebbe ripreso il suo bullish trend. Quando scrivevamo tutto ciò eravamo sulla candela evidenziata con il cerchio arancione a quota 21.853.

Indice Ftse Mib, verso area 24.000?
Powered by Trading View

Cosa è successo successivamente? I prezzi dopo aver terminano la fase di correzione che si è arrestata in area 21.614 hanno ripreso a correre verso l’alto e con la rottura di area 23.144 (linea rossa orizzontale) l’indice ha fatto registrare nuovi massimi di periodo.

Cosa aspettarsi per il futuro? A nostro parere la strada verso l’obiettivo primario di 24.000 punti è ormai spianata. Come abbiamo già detto, a tale livello sarà fondamentale osservare il comportamento dei prezzi ed in particolare se ci sarà o meno il breakout che sancirà, con buone probabilità, l’inizio di un nuovo ciclo rialzista di lungo termine.

Nel momento in cui scriviamo il Ftse Mib batte quota 23.429.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento. Ricordiamo, inoltre, che le nostre analisi non fanno riferimento a brevi/brevissimi time frame.