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Bitcoin sopra gli 11 mila dollari, prima volta da gennaio

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Il prezzo del Bitcoin torna sopra 11 mila dollari per la prima volta da gennaio.

Per la prima volta dal mese di gennaio, il prezzo di Bitcoin torna sopra quota 11 mila dollari. Il merito di questo risultato è dovuto principalmente al temporaneo armistizio che i governi hanno concesso alla criptovaluta. Dopo aver subito durissimi colpi a causa delle forti regolamentazioni in Corea del Sud, divieti in Cina e alle minacce di regolamentazione e divieti in altri paesi, la criptomoneta sfrutta l’ossigeno a disposizione per tornare sopra il livello diecimila, seguito dal livello undicimila.

Non accadeva dal mese di gennaio, mese in cui, lo ricordiamo, il Bitcoin ha dapprima effettuato un tentativo di recupero a seguito delle grosse perdite di dicembre, ma senza successo. A spingerlo in basso, i riflettori dei ministeri della finanza di mezzo mondo, che commentavano a proposito del bitcoin, con promesse (o minacce) di forte regolamentazioni. Alcuni di questi sono passati dalle parole ai fatti, come in Corea del Sud, in cui è diventato obbligatorio identificarsi per poter accedere alle compravendite di bitcoin.

La motivazione alla base di tali misure è data dalla trasparenza richiesta dalle autorità, al fine di non consentire che il bitcoin diventi uno strumento finanziario in mano alla criminalità, che potrebbe effettuare operazioni di riciclaggio. Ancora, sono molto forti le preoccupazioni legate al terrorismo.

Il prezzo del bitcoin fino al giorno 6 febbraio ha pagato anche il panico generatosi tra i vari possessori, nel gergo tecnico denominati “holders”. Questi infatti hanno visto crollare il prezzo del BTC fino a 6.000 dollari e più volte in tanti hanno avuto il richiamo alla vendita. Per proteggere gli ultimi profitti prima di un possibile tracollo, oppure per proteggersi da ulteriori perdite.

Dal giorno 6 febbraio invece si è concretizzata una inversione di tendenza, per il bitcoin e per tutte le altre criptovalute a seguito, sulle quali il bitcoin s’impone con una correlazione molto forte, nonostante la diversità dei progetti in campo dietro a ogni asset digitale.

Come dopo ogni risalita di china, si intravedono nuovamente gli analisti che parlano di previsioni sul bitcoin nel 2018. C’è chi parla di 25 mila dollari (Tom Lee, un nome ben noto a Wall Street) e addirittura 100 mila dollari (Kay Van-Petersen, analista di Saxo Bank). Per contro, Goldman Sachs resta dell’idea che andrà “a zero”, un’ipotesi che non nega neanche il sempre razionale e cinico Vitalik Buterin (creatore di Ethereum), il quale afferma che le criptovalute sono talmente volatili che potrebbero arrivare “a zero” in qualsiasi momento.

In realtà, dietro le parole di Buterin c’è la presa di coscienza che per il momento dietro molte criptovalute non c’è un’attenzione al loro progetto sottostante o ai loro obbiettivi, piuttosto una corsa all’acquisto per fini di lucro.

Cambio Litecoin Euro, nuovi rialzi in arrivo?

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Cambio Litecoin Euro, nuovi rialzi in arrivo?

Nella nostra precedente analisi tecnica del 12 dicembre 2017 sul cambio Litecoin Euro avevamo messo in evidenza la prosecuzione della salita che i prezzi avevano fatto registrare mettendo a segno nel giro di 24 ore una performance positiva di oltre il 55%. Avevamo aggiunto che il cross continuava a far registrare forti volumi (cerchio viola) segnale di interessamento alla criptovaluta da parte degli istituzionali. Avevano scritto, inoltre, che il nostro indicatore “fascio di medie” ci aveva messo in allerta sul possibile rialzo del Litecoin già da ottobre di quest’anno cambiando colore da grigio a verde. Quando scrivevamo tutto ciò eravamo sulla candela evidenziata con il cerchio arancione a quota 202,22€.

Cambio Litecoin Euro, nuovi rialzi in arrivo?
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Cosa è successo successivamente? Le quotazioni del cambio Litecoin Euro dopo aver raggiunto nuovi massimi storici in area 318,00€ hanno compiuto un millimetrico pullback sull’ex resistenza divenuta ora supporto (linea blu orizzontale) con volumi in diminuzione oltre ad aver testato la media mobile a 200 periodi. Da qui i prezzi hanno ripreso il loro bullish trend facendo registrare, inoltre, volumi in aumento (cerchio blu). In questo momento i prezzi si stanno muovendo in una fase laterale di brevissimo termine.

Cosa attendersi a questo punto per il futuro? A nostro avviso il cross Litecoin Euro nel medio termine sembrerebbe proiettato verso nuovi rialzi. Osserviamo anche come i nostri indicatori sono in area positiva. Molto probabilmente, infine, la fase di storno che ha visto protagonista tutto il mondo cripto sembrerebbe terminata su molte criptovalute.

Nel momento in cui scriviamo Litecoin batte nei confronti dell’euro quota 180,85.

Litecoin è disponibile per la contrattazione sulle più importanti exchange tra cui Coinbase e su piattaforme di trading tra cui eToro e Plus500.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento. Ricordiamo, inoltre, che le criptovalute sono soggette ad un’alta volatilità.

Bitcoin e istituzioni finanziarie, dal 2009 a Mario Draghi

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Bitcoin, una storia che parte nel 2011 e trova in Draghi l'ultimo capitolo

Mentre il valore del Bitcoin risale sopra quota 10.000$, è aumentato anche il valore dell’invito al senso di buona prudenza utile in ogni tipo di investimento, la stessa prudenza chiamata a gran voce dal presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Le voci che lanciavano il Bitcoin in una salita senza intoppi, si sono rivelate errate, oltre che smemorate. Infatti, sin dalla sua nascita la valuta digitale BTC ha imparato a conoscere molto bene due grandi ostacoli al suo cammino: le istituzioni finanziarie e lo stesso mercato. A questi, si aggiunge anche l’imprevedibilità (o perfetta prevedibilità) dell’essere umano.

La prima bolla del Bitcoin, nel 2011

Per quanto riguarda il passato del Bitcoin, è doveroso ricordare come dopo il suo primo grande rialzo nel 2011, vi furono delle sconcertanti novità che fecero crollare il suo prezzo, che dopo essere arrivato a 32$ partendo da 3$, crollò a 2$. Risalì di molto due anni dopo, durante la crisi finanziaria di Cipro. Quella del 2011 fu la prima vera “bolla Bitcoin”.

Il progetto di Satoshi Nakamoto per la decentralizzazione

Il fatto che il Bitcoin risalì a seguito della crisi finanziaria di Cipro non è un caso, poiché sin dal suo inizio, il BTC fu creato da “Satoshi Nakamoto” a seguito della grande crisi finanziaria del 2008, che fece fallire numerose società in tutto il mondo. L’obbiettivo del progetto era proprio quello di offrire un’alternativa alle valute legali, ovvero quelle imposte dalle istituzioni centrali, le stesse che non avevano vigilato abbastanza sulla situazione che ha di fatto crollare lo stesso sistema. Il cavallo di battaglia era quindi la decentralizzazione.

L’obbiettivo del Bitcoin era quello di offrire uno strumento di pagamento che non dovesse sottostare all’inflazione e ai tassi d’interesse che avrebbero potuto influenzare il suo valore, utilizzabile per transazioni in tutto il mondo, a prescindere dalla nazionalità di utilizzo. Dai benestanti USA ai paesi africani. Ovunque il BTC avrebbe avuto lo stesso valore. In caso di guerra o di crac finanziari, il Bitcoin avrebbe seguito la sua strada, diversa da quella delle banche centrali. Anziché perdere il proprio denaro depositato in banca, si potevano acquistare Bitcoin senza alcun tipo di regolamentazione.

Il mercato, croce e delizia del Bitcoin

Il valore del Bitcoin lasciato quindi solo al mercato. A tal proposito, fin quando il Bitcoin non fu promosso ad un puro “allettante investimento”, il suo prezzo vide una crescita costante, senza particolari balzi. Insomma, si trattava di una valuta digitale che cresceva di pari passo al suo progetto. Nel 2017, questo concetto è stato spazzato via. Il Bitcoin è diventato “oro digitale” e i tempi del Klondyke a confronto furono una gara di bocce. Tutto il mondo (ma proprio tutto) ha iniziato a parlare di Bitcoin e chiunque abbia potuto o voluto, ha investito in BTC senza pensarci più di tanto, anche senza sapere nulla sul progetto. Il Bitcoin saliva di valore e tanto bastava. E tanto accadeva.

Nel 2017 Bitcoin hanno sfondato quota 20.000$ e tutto sembrava promettere bene. Fino al giorno 16 dicembre, giorno in cui Bitcoin ha iniziato a perdere terreno fino al giorno 22, in cui valeva circa 14.000$, proseguendo al ribasso fino al 30 dicembre andando sotto i 13.000$.

Dal 6 gennaio al 5 febbraio 2017, Bitcoin è passato da 17.000$ a meno di 7.000$. Oggi, sabato 16 febbraio, è risalito sopra quota 10.000$. Praticamente la metà rispetto a soli 2 mesi fa. Le quotazioni sono di Coinbase, la principale exchange per la contrattazione su Bitcoin, disponibile anche su altre come Plus500.

Il Bitcoin non è una valuta istituzionale e si vede. Le valute istituzionali non perdono il 50% del proprio valore in un mese, se non in caso di conflitti mondiali. La scarsa disponibilità di bitcoin circolanti e la grande movimentazione creano per l’appunto questi squilibri.

Ad ogni modo, 10.000$ o 7.000$ sono molti più delle poche centinaia di dollari che valevano soltanto qualche anno fa. Il futuro, tuttavia, è assolutamente incerto, così come le effettive modalità di utilizzo. Inoltre, le stesse istituzioni a cui ha mosso guerra, hanno iniziato a rispondere per via della crescente importanza e popolarità, a suon di divieti e regolamentazioni. 

Lo stesso Mario Draghi, che citavamo ad inizio articolo, ha detto tuttavia che “non spetta alla BCE” decidere sul suo divieto. Per quanto riguarda la Comunità Europea, quindi, la situazione è differente da quella Coreana e Cinese.

 

Perché Ripple è usata dalle banche?

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Cosa rende Ripple appetibile per le banche

Ogni asset digitale e soprattutto ogni progetto sottostante ad esse ha una storia a sé e Ripple ne ha una che è legata alle banche sin dal principio. Ma cosa rende questo progetto diverso dagli altri? Come mai la sua tecnologia è stata implementata al sistema di grandi istituzioni bancarie come Unicredit, Banco Santander, UBS, Crédit Agricole e tante altre, oltre a network di pagamento come MasterCard? Si contano un centinaio di grossi clienti, tra i quali in ultimo si sono aggiunti anche MoneyGram e Western Union tra le società specializzate in trasferimenti, la banca RAK e la Banca Centrale Saudita (che segue quella del Regno Unito) per quanto riguarda le istituzioni bancarie.

Il successo della tecnologia Ripple è indiscutibile. Ma cosa rende la sua tecnologia tanto appetibile e come mai è adottata principalmente da due tipologie di soggetti, ovvero banche e network di pagamento?

La spiegazione è una sola e basta a rispondere a entrambe le domande: si tratta di una tecnologia di tipo blockchain progettata appositamente per garantire trasferimenti di fondi istantanei, a costo quasi azzerato, verso tutto il mondo.

La questione delle transazioni transfrontaliere. 

Per le banche è un prodotto ottimale per le transazioni transfrontaliere, quelle che in inglese viene denominato “cross-border transactions”.

Ma cosa è una transazione transfrontaliera? Con questo termine si intende una transazione in valuta straniera o una transazione in una valuta domestica in cui almeno una delle controparti sia locata fuori dal paese della valuta domestica.

E proprio le transazioni transfrontaliere consentono alle istituzioni bancarie che ne fanno uso di risparmiare sui trasferimenti di denaro funzionali per la propria attività, così come consentono a un lavoratore di inviare del denaro al proprio paese, pagando una quantità infinitesimale di XRP.

Gli XRP come carburante.

Un aspetto interessante degli XRP utilizzati ai fini dei pagamenti transfrontalieri è che si “dissolvono”. Questo meccanismo è assolutamente voluto, poiché si intende evitare la creazione di transazioni seriali di bot. Ed è per questo motivo che sebbene la società Ripple abbia creato 100 milioni di XRP, ne ha messi sul mercato solo 38 milioni. I milioni mancanti, sono destinati a “sparire”, con la sola funzione di rendere possibili le transazioni.

Gli stessi XRP occorrono al sistema di Ripple nel caso non si riesca a trovare una catena di fiducia per il trasferimento di beni. Sul loro valore però decide solo il mercato, sul quale ancora per il momento gioca molto la speculazione piuttosto che la fiducia.

La velocità, importante per il cambio dei tassi.

Le transazioni tramite Ripple sono molto veloci. Durano 4 secondi e per tale motivo le variazioni dei tassi di cambio (es. per i pagamenti in valuta diversa rispetto a quella domestica in cui sono diretti) diventano questione da poco.

L’obbiettivo dichiarato di Ripple è quello di rendere i trasferimenti di denaro veloci come l’invio di una email.

Ripple, è ufficiale: Western Union testa il sistema

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Western Union dichiara ufficialmente inizio test di Ripple

Come già anticipato nell’articolo del 14 febbraio, la Western Union ha deciso ufficialmente di avviare un proprio test di valutazione del sistema Ripple. Il gigante internazionale per il trasferimento bancario, molto utilizzato per le sue basse commissioni, ha deciso di intraprendere la strada della blockchain per offrire ai suoi clienti condizioni ancora più competitive.

Nella giornata di martedì, il CEO della società, Hikmet Ersek, aveva annunciato agli analisti che la sua compagnia stava sperimentando la tecnologia di Ripple al fine di gestire le transazioni monetarie e ottenere una grande complessiva ottimizzazione del sistema.

Ma c’è anche una novità rispetto alle affermazioni di martedì. Infatti, la Western Union ha confermato anche l’avvio di test con la valuta nativa di Ripple, ovvero la XRP.

Indiscrezioni su MoneyGram e l’utilizzo degli XRP

Sebbene sia ormai notizia da circa un mese, Ersek ha confermato come anche la concorrente MoneyGram abbia effettivamente iniziato a testare la tecnologia Ripple. Anche in questo caso, tuttavia, la novità è data dalla rivelazione che anche MoneyGram starebbe testando gli XRP per i trasferimenti di denaro.

Si tratta di una rivelazione importante, poiché fino ad ora la maggior parte dei grossi clienti raggiunti da Ripple hanno preferito restare distanti dalla valuta digitale. Questi due giganti delle transazioni monetarie potrebbero segnare il cambio di passo, l’inversione di tendenza.

Tuttavia, l’utilizzo degli XRP da parte delle banche è una condizione piuttosto essenziale per la crescita di Ripple, intesa come progetto. Ripple, che così tanto successo ottiene tra i soggetti istituzionali e le società, non può fare a meno che in qualche caso si scelga effettivamente di testare anche la valuta nativa. Va da sé che in questo modo diventa sempre più probabile il fatto che “sempre più seguiranno”.

Ripple è disponibile per le contrattazioni su piattaforme exchange e di trading tra cui la piattaforma di trading CFD Plus500.

La blockchain di Ripple come priorità per Western Union

Il CEO di Western Union ad ogni modo ha precisato che sebbene si stia valutando anche l’utilizzo degli XRP, la priorità assoluta del test riguarda la blockchain, la tecnologia che consente tramite un ledger condiviso di ottenere più velocità, trasparenza e riduzione dei costi. Gli stessi costi su cui la Western Union fonda tutta la propria strategia di mercato.

 

Non si nasconde, tuttavia, l’interesse sempre crescente per gli XRP, per la loro velocità rispetto al sistema SWIFT. Il progetto pilota di Ripple in cui si utilizzano XRP si chiama XRapid, che si distingue da quello senza, denominato XCurrent.

 

 

Litepay, come funziona il nuovo sistema di pagamento

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Il prezzo di Litecoin sale grazie a Litepay

A partire dal prossimo 26 febbraio sarà ufficialmente attivo Litepay, il nuovo sistema di pagamento introdotto dal team di progettazione di Litecoin. Nelle intenzioni dei creatori, questa nuova piattaforma porterà enormi vantaggi grazie a un sistema sicuro e veloce che permette di effettuare transazioni immediate in ogni parte del mondo.

La principale caratteristica di questo nuovo circuito di pagamento internazionale sta nell’emissione di una carta del tutto simile a una prepagata, collegata al possesso di moneta digitale Litecoin. Il valore contenuto in essa dipenderà dalle fluttuazioni nel rapporto di scambio con le valute reali, e permetterà di effettuare acquisti e trasferimenti alla stessa compatibilità con il circuito Visa. La tecnologia blockchain, alla base della piattaforma di Litecoin, permetterà una transazione istantanea, negoziata dal sistema direttamente con l’istituto bancario o finanziario della controparte, con una commissione su ogni transazione dell’1%: un costo competitivo rispetto al 3% standard richiesto dalle carte di credito tradizionali o ai 5$ del circuito concorrente BitPay.

Litecoin è disponibile alla contrattazione tramite la piattaforma di trading CFD Plus500.

Cambio Cardano Dollaro, prosegue il trend ribassista

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Cambio Cardano Dollaro, prosegue il trend ribassista

Nella nostra precedente analisi quotidiana del 12 gennaio 2018 su cambio Cardano Dollaro avevamo sottolineato come le quotazioni della criptovaluta sono continuati a scendere proseguendo il loro ritracciamento, perdendo dai propri top oltre il 60% fermandosi in area 0,53 dove potevamo notare un millimetrico pullback. Da qui le quotazioni erano rimbalzate. Avevamo concluso dicendo che la criptovaluta avrebbe potuto riprendere il suo up trend ma fondamentale sarebbe stato osservare il comportamento dei prezzi nelle successive sedute di contrattazione ed attendere quindi sempre le conferme da parte del mercato. Quando scrivevamo tutto ciò eravamo sulla candela evidenziata con la freccia blu a quota 0,7166$.

Cambio Cardano Dollaro, prosegue il trend ribassista
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Cosa è successo successivamente? I prezzi del cambio Cardano Dollaro sono continuati a muoversi verso il basso ritestando ripetutamente il supporto statico che avevamo individuato in area 0,53$ (linea arancione orizzontale). Il giorno 30 gennaio il supporto non ha retto ed i prezzi sono crollati verso il livello di 0,26$ circa (linea viola orizzontale) facendo registrare in chirurgico doppio minimo che deve essere ancora confermato (frecce viola). In questo momento il cross si sta muovendo in una fase laterale di brevissimo termine.

Cosa attendersi per il futuro sul cambio Cardano Dollaro? A nostro avviso, solo il ritorno dei prezzi con volumi in aumento al di sopra di area 0,53$ potrebbe spingere le quotazioni verso nuovi ed interessanti rialzi. Alcune criptovalute sembrano essere uscite dai forti ribassi del mese scorso, ma Cardano, per il momento, non è una di quelle.

Nel momento in cui scriviamo la criptovaluta Cardano viene scambiato nei confronti del Dollaro a quota 0,3768 con un ribasso di circa il 4%.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento. Ricordiamo, inoltre, che le criptovalute sono soggette ad un’alta volatilità.

Cambio Ethereum Euro, lo storno è alle spalle?

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Cambio Ethereum Euro, lo storno è alle spalle?

Nella nostra precedente analisi del 05 gennaio 2018 analizzando il cambio Ethereum Euro per mezzo di candele classiche avevamo evidenziato i forti rialzi di oltre il 90% che la criptovaluta aveva messo a segno nei confronti della moneta unica. Durante la salita a avevamo evidenziato che non erano mancati importanti ritracciamenti. Successivamente le quotazioni hanno ripreso il loro trend rialzista che le aveva portato su nuovi top storici. Avevamo concluso dicendo che il trend del cambio Ethereum Euro si confermava bullish. Quando scrivevamo tutto ciò eravamo sulla candela evidenziata con il cerchio arancione in area 828,00€.

Cambio Ethereum Euro, lo storno è alle spalle?
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Cosa è successo successivamente? Le quotazioni hanno raggiunto nuove vette sempre più alte fino ad area 1.168,50€ che ad oggi rappresenta il massimo storico del cambio Ethereum Euro. Da qui i prezzi hanno ripreso fiato muovendosi in una fase ribassista di breve termine compiendo un abbondante storno. Tale ripiegamento si è arrestato in area 451,00€ disegnando un doppio minimo (frecce blu). Da qui la criptovaluta è ripartita al rialzo riprendendo il proprio trend rialzista di fondo. In questo momento le quotazioni stanno attraversando anche la trendline 1/1 del ventaglio di Gann.

Cosa aspettarsi per il futuro? A nostro parere la violazione rialzista e con volumi di area 810,00€ aprirebbe le porta a nuovi scenari rialzisti. Osserviamo, infine, come alcuni nostri indicatori sono ancora in area negativa.

Nel momento in cui scriviamo l’Ethereum batte nei confronti dell’Euro quota 764,00 con un rialzo di quasi 9 punti percentuali.

Ethereum è disponibile alla contrattazione tramite la piattaforma di trading CFD Plus500.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento. Ricordiamo, inoltre, che le criptovalute sono soggette ad un’alta volatilità.

Il prezzo di Litecoin sale? Merito di Litepay.

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Il prezzo di Litecoin sale grazie a Litepay

Litecoin sta diventando grande e cercando di intraprendere il passo decisivo per mostrare tutte le sue potenzialità e crescere nella classifica di capitalizzazione delle criptovalute e asset digitali. In questi giorni infatti, l’organizzazione ha deciso di sciogliere le redini e di lanciare la sua corsa.

Come si può notare dalle quotazioni, il prezzo di Litecoin ha preso il volo sin da qualche giorno e solo oggi segna un +27% rispetto a 24 ore fa. Il suo valore è arrivato a 231$ e la capitalizzazione appena sotto i 13 miliardi di dollari. Nella classifica delle criptovalute a maggior capitalizzazione, oggi il LTC si trova al quinto posto tra il Bitcoin Cash (23 miliardi) e Cardano, a 10 miliardi, di cui abbiamo parlato ieri in un articolo su ADA, il suo token.

Solo il 6 febbraio, la quotazione del Litecoin segnava 118$. Un raddoppio di valore, quindi, in appena 9 giorni di contrattazioni. Ma cosa è successo in questi giorni che possa spiegare tale rialzo?

Innanzitutto, c’è da dire che sebbene controverse, le voci sulla possibile Hard Fork di Litecoin hanno acceso i riflettori sulla stessa criptovaluta, che è stata soggetta a molto interesse. Tali voci dicevano che si sarebbero ottenuti 10 Litecoin Cash per ogni Litecoin ottenuto.

Queste voci riguardanti la fork, tuttavia, hanno creato solo confusione. Lo stesso fondatore di Litecoin, Charlie Lee, dice che tale hard fork altro non è che una truffa e che nessuno dovrebbe parteciparvi.

La seconda ragione che ha alimentato interesse e il prezzo del Litecoin è stato il rilascio anticipato di Litepay in 41 paesi del mondo, tra cui USA, Germania, Regno Unito, Giappone e Cina. Infatti, la data di rilascio inizialmente programmata era quella del 26 febbraio. Proprio in virtù dell’aumento di valore, tale novità sembra ben promettere anche per i prossimi giorni.

Litecoin è disponibile alla contrattazione tramite la piattaforma di trading CFD Plus500.

Litepay è di fatto la prima criptovaluta per i pagamenti fiat nell’universo delle criptovalute. Si tratta di una grande opportunità in cui le transazioni verranno processate più facilmente utilizzando criptovaluta e Litecoin sarà la sola a farlo. Se Litepay avrà successo, la criptovaluta potrebbe ottenere rialzi molto consistenti.

Con Litepay, Litecoin cercherà di esplorare le infinite possibilità di essere una valuta digitale ma al tempo stesso un servizio di pagamento utilizzabile da molti possessori di criptovalute e trader. Usando Litapay, Litecoin finalmente giustifica la sua esistenza nell’universo delle criptovalute. Nei prossimi tempi, scopriremo le effettive possibilità di utilizzo di Litepay per gli acquisti.

Partite Iva, nel 2017 costi in ulteriore aumento: 514 euro in più

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Arrivano i primi dati sulle partite IVA in Italia nel 2017

Nonostante il congelamento dell’onere contributivo riguardante la Gestione Separata, i costi delle partite Iva sono continuati ad aumentare anche nell’anno 2017, e lo hanno fatto per un valore complessivo di 2.4 miliardi di euro. In pratica l’aumento medio registrato è pari a 514 euro, con costi che sono passati da 9.577 euro a 10.091 euro.

A diffondere questi dati è un dossier della Fondazione nazionale dei commercialisti, che rileva come l’aumento dei costi nel mondo del partite Iva abbia portato le stesse a movimentare adempimenti fiscali per 60,4 miliardi di euro, a fronte dei 58,1 miliardi del 2015.

“La situazione che si è andata creando ha raggiunto un livello di allarme tale per cui sia il contribuente che il professionista, nel loro rapporto con il Fisco e la Pubblica Amministrazione, hanno la sensazione di essere visti più come sudditi che come cittadini attivi di uno Stato di diritto”, ha commentato amareggiato il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani.

“Ci troviamo di fronte ad un vero caos normativo e applicativo, complesso sia da gestire che da interpretare, e che è arrivato al punto di costringere gli studi professionali a lavorare male, in un perenne stato di emergenza e con disagi che si ripercuotono sui contribuenti”. Da qui l’auspicio dei commercialisti affinché la normativa che attiene alle partite Iva venga profondamente rivista e che il sistema fiscale diventi oggetto di rivisitazione.

Ma come vengono fuori tutti questi costi? A detta dei commercialisti, al di là di imposte, tasse e contributi, ciò che pesa sono tutti quegli oneri fiscali che hanno a che fare con la strategia di lotta all’evasione fiscale, ultimamente costruita a suon di misure quali reverse charge, split payment, trasmissione periodica delle liquidazioni Iva, comunicazione altrettanto costante delle fatture emesse e ricevute (vedi spesometro) e fatturazione elettronica obbligatoria nei confronti della Pubblica Amministrazione (che di qui a breve diverrà tale anche nei rapporti tra privati).