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Alexander Van der Bellen eletto presidente in Austria. Ma chi è?

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alexander van der bellen

Mentre l’Italia si esprimeva sul referendum costituzionale, anche l’Austria andava al voto: gli austriaci hanno eletto infatti il loro nuovo presidente. Per il paese d’oltre frontiera si sono concluse così le elezioni dalla campagna elettorale più lunga di sempre, dal momento che l’appuntamento del maggio scorso era stato annullato per via di alcune irregolarità riscontrate nelle operazioni di voto.

Brexit, spunta un documento segreto: svelato il piano del governo Uk

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brexit documento segreto

A quanto pare il Regno Unito avrebbe un piano segreto sul fronte Brexit, e a rivelarlo ci sarebbe un documento che è stato trafugato proprio negli ultimi giorni. A più di 5 mesi di distanza dal referendum che ha sancito l’abbandono del Regno Unito dall’Unione Europea, ecco quindi che si va consumando un nuovo colpo di scena. Sembra infatti che il fotografo inglese Steve Back sia riuscito ad immortalare un documento scritto a mano, un documento molto importante perché sarebbe quello che rivela il piano “segreto” del governo britannico sulla Brexit.

Referendum costituzionale: 8 banche a rischio se vince il No

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financial times

I riflettori della stampa internazionale continuano a rimanere puntati sull’evento politico più importante dell’anno: il referendum costituzionale che si terrà il 4 dicembre prossimo. Il Financial Times, già schieratosi per il Sì alla riforma, è tornato a farsi sentire prospettando quel che potrebbe accadere se dovesse vincere il No.

Monte dei Paschi vara aumento di capitale: si aspetta solo il referendum

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monte dei paschi morelli

Dopo dieci ore di riunione, l’assemblea straordinaria di Monte dei Paschi di Siena ha approvato il piano di salvataggio dell’istituto, dando il via libera al maxi aumento di capitale da 5 miliardi di euro.

Generali smentisce esuberi e sul referendum propende per il Sì

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generali assicurazioni

Ieri le Generali hanno presentato alla comunità finanziaria le modifiche al piano industriale presentato nel mese di maggio 2015, annunciando così un pesante taglio dei costi per 200 milioni senza tuttavia compromettere i posti di lavoro, a differenza di quanto si era vociferato invece negli ultimi giorni.

Bitcoin, la quotazione vola: verso i 1.000 dollari grazie all’India

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bitcoin

Correva l’8 novembre scorso quando, nello stesso giorno in cui gli Stati Uniti celebravano le elezioni presidenziali, il governo di Nuova Delhi annunciava il ritiro dal circolo monetario delle banconote da 500 e da 1.000 rupie.

In quella stessa data, in India un Bitcoin era arrivato ad essere commercializzato a una media di 52.000 rupie (785 dollari al cambio), vale a dire a un 10% in più rispetto ai prezzi globali che in quella stessa giornata battevano i 709 dollari. In questo momento invece, un Bitcoin in India può essere acquistato a 64.000 rupie (930 dollari), cioè al 25% in più rispetto alle quotazioni che ci sono nel resto del mondo.

Ma cosa stanno a suggerire questi dati? Sicuramente l’apprezzamento dei Bitcoin è indice della demonetizzazione in corso d’opera in India, paese nel quale vivono 1.3 miliardi di persone e che è anche considerato economia emergente proprio per via della sua progressiva industrializzazione.

I Bitcoin volano verso i 1.000 dollari?

Nell’introduzione abbiamo detto che i Bitcoin, nella prima settimana di novembre, venivano quotati a 785 dollari circa. E abbiamo annunciato altresì che ora, la stessa criptovaluta, viene invece scambiata intorno ai 930 dollari. E’ evidente insomma che i Bitcoin stiano acquisendo valore, e se nel merito dovessero esserci ancora dei dubbi, allora potremmo guardare a quello che ci dice l’applicazione Zebpay, la quale segnala un +50% di download di Bitcoin in India registrato in pochi giorni di tempo: sembra insomma che sempre più indiani stiano convertendo la rupia in moneta digitale, e che lo stiano facendo proprio per sfuggire alla battaglia annunciata dal governo contro l’economia nera.

Secondo il CEO di CivicKey, Vinny Lingham, è sufficiente che anche solo l’1% della popolazione indiana guardi ai Bitcoin per permettere alla criptovaluta di raggiungere immediatamente i 1.000 dollari. Sembra che l’1% sia una percentuale bassa, ma se consideriamo che in India vivono più di un miliardo di persone, un punto percentuale sta comunque a significare 13 milioni di persone che si spostano da un tipo di moneta verso un’altra: ecco perché è ragionevole pensare che un Bitcoin quotato a 1.000 dollari non sia una cosa poi così improbabile.

Tenendo conto del fatto che il valore complessivo delle banconote ritirate dal mercato ammonta a 220 miliardi di dollari, e che anche solo una piccola parte di loro potrebbe alimentare i Bitcoin, ecco allora che il boom delle quotazioni potrebbe essere molto più probabile rispetto a quanto si potrebbe pensare. C’è però una possibilità, seppur minima, che gli indiani più facoltosi, anziché spostarsi sui Bitcoin finiscano col prediligere beni di rifugio un po’ più classici come l’oro.

Unicredit traina giù Piazza Affari: aumento di capitale necessario

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Unicredit sta valutando diverse azioni pur di rafforzare in tempi quanto più brevi la propria situazione patrimoniale, anche se al momento non sembra sia stata presa una decisione definitiva in merito all’entità della ricapitalizzazione. Tramite una nota diffusa nella serata di ieri, la banca ha comunque voluto mettere al corrente investitori e non sul piano di ristrutturazione su cui è al lavoro.

Unicredit alle prese con il suo piano di rilancio

L’istituto di Piazza Aulenti ha affermato prima di tutto di aver intrapreso un riesame strategico che interesserà tutto quanto il gruppo. La revisione strategica si sta concentrando in particolare nel tentativo di cercare di capire come rafforzare e ottimizzare la situazione patrimoniale del gruppo, ma anche come migliorarne la redditività e garantire una evoluzione del business che sia capace di affrontare le sfide future.

Nel comunicato, il numero uno di Unicredit Jean Pierre Mustier ha sottolineato che in questo piano di restyling verranno coinvolte tutte le principali aree della banca, e che “ci sarà particolare attenzione alle opportunità di ottimizzazione del capitale, a una ulteriore riduzione degli oneri e a una miglioramento della disciplina del rischio”.

Mustier ha poi confermato la volontà del gruppo di voler procedere verso un possibile aumento di capitale, anche se per il momento non si può dire che ci sia una certezza vera e propria nel merito: Unicredit ha precisato infatti di non aver deliberato alcunché “sulle azioni che il gruppo intraprenderà nell’ambito delle sue iniziative di ottimizzazione del capitale”. Qualcosa di più si dovrebbe comunque sapere tra meno di un mese, visto che i risultati della revisione strategica verranno comunicati ai mercati nella giornata del 13 dicembre prossimo.

Le prossime (possibili) mosse di Unicredit

Nonostante l’altolà di Mustier, le indiscrezioni di stampa non si placano e rilanciano quelli che sarebbero i due assi nella manica di Unicredit nel tentativo di procedere col rilancio del gruppo: da una parte si parla del chiacchieratissimo aumento di capitale da 18 miliardi di euro, e dall’altra si parla della cessione dell’asset manager Pioneer per il quale sembra che la cordata Poste Italiane-Anima Holding-Cassa depositi e prestiti sia la candidata in pole position.

Unicredit in rosso affossa Piazza Affari

Il piano “lacrime e sangue” a cui Unicredit non si è sentita di chiudere la porta, però, sta continuando a destare malumori nei mercati. Il timore degli investitori è che, come per Mps, anche il gruppo di Mustier possa finire vittima di un punto di non ritorno.

Non a caso il titolo dell’istituto non sembra intenzionato a fermare la corsa al ribasso: nelle ultime ore le azioni Unicredit sono scese in picchiata fino a risultare comprese in un intervallo tra 1.975 e 1.925 euro. Il rischio, a questo punto sempre più probabile, è che nelle ore a seguire possa esserci una conferma di questo breakout: in quel caso verrebbero rimessi in gioco i minimi estivi compresi tra 1.750 e 1.700.

Fed, Janet Yellen al Congresso: cosa accadrà nell’era Trump?

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janet yellen fed

Janet Yellen, presidente della Federal Reserve, è attesa per le prossime ore a un appuntamento davvero molto importante: riferire al Congresso degli Stati Uniti d’America sull’andamento dell’economia statunitense. Ma dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali, quali saranno le prossime sfide che attendono al varco la Fed?

Nintendo vola in Borsa: merito di Super Mario Run

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Il titolo di Nintendo svetta in alto: la giornata finanziaria del colosso nipponico si apre nelle migliore delle maniere. Ad influenzare questo dato positivo è senza ombra di dubbio la notizia dell’ufficializzazione di Super Mario Run, il nuovo gioco che Nintendo ha sviluppato appositamente per iPhone e iPad. Ma di quanto stanno crescendo le azioni del gigante giapponese?

Poste Italiane verso nuove partnership, e sul referendum si schiera per il Sì

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Poste Italiane investirà 300 milioni di euro per l’ammodernamento digitale del gruppo, e lo farà con un piano di investimenti che si protrarrà fino al 2020. In un’intervista concessa a Class Cnbc, l’amministratore delegato Francesco Caio ha tracciato la roadmap e illustrato i progetti e le linee guida che animeranno lo spirito del gruppo fino al 2020.