Blog Page 27

Borse in caduta libera: è la giornata peggiore dalla Brexit

0
borse

Le Borse hanno aperto la seduta settimanale in profondo rosso, registrando i ribassi più profondi dalla Brexit in poi. La forte spirale di vendite sul mercato azionario che è all’origine di tutto quanto ciò, è stata scatenata fondamentalmente da due ragioni: da un forte aumento dei rendimenti obbligazionari e dalla possibilità sempre più concreta che la Federal Reserve americana possa aumentare una volta per tutti i tassi di interesse (il timore è che l’aumento possa essere deciso già nella riunione di settembre).

Twitter in vendita, tra azioni che crollano e potenziali acquirenti

0
twitter

Twitter è in vendita. Secondo indiscrezioni che hanno iniziato a circolare ormai da un po’ ma che ultimamente si sono fatte sempre più insistenti, sembra proprio che il social network dei cinguettii stia diventando oggetto di trattativa tra gli attuali proprietari e i prossimi possibili acquirenti. Pare insomma che l’ipotesi cessione sia quanto più veritiera, ma le cose potrebbero non andare esattamente come da programmi.

Mr. Zara è l’uomo più ricco del mondo

0
zara

Sono in tanti a chiedersi “chi è l’uomo più ricco del mondo?” Fino a qualche giorno fa tutti sapevamo essere Bill Gates, il patron di Microsoft, che è rimasto in testa per anni, ma che ha dovuto abbandonare il podio per cederlo ad un altro gigante dell’imprenditoria, in ascesa ormai da anni e tutto europeo.

Secondo Forbes si tratta di Amancio Ortega, ottantenne proprietario di Zara. Un nome che circola già da tempo, che si era già aggiudicato il titolo di uomo più ricco d’Europa e che aveva già rubato il podio a Gates nel 2015 ma solo per un giorno. Oggi batte Gates per un miliardo e mezzo di dollari in più e sembra che resterà sul podio più a lungo.

Le azioni della holding di Ortega infatti, la Inditex, nome che include marchi quali Zara, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Pull and Bear and Oysho, sono salite del 2,5%, aumentando il patrimonio personale di Ortega di 1,7 miliardi di dollari, per un patrimonio totale di 79,5 miliardi di dollari, contro i 77,8 miliardi di Bill Gates.

Amancio Ortega è figlio di un ferroviere spagnolo che ha iniziato la sua carriera dal gradino più basso, era infatti commesso in un negozio della sua città natale. Nel 1963, con un patrimonio di 100 dollari, fonda la Confecciones GOA, insieme alla moglie, iniziando a produrre pigiami, lingerie e camicie da notte, nel loro salotto. Nel 1975, Amancio e l’ormai ex moglie decidono di aprire un negozio dal nome Zara, otto anni dopo aveva già nove punti vendita in Spagna e nel 1984 Ortega inaugura un centro logistico di oltre tremila metri quadrati.

Qual è il segreto del successo? Intuito, tenacia e rapidità sulla concorrenza. A differenza degli altri competitors, Inditex non basa la sua fama sulla pubblicità ma sulla rapidità, caratteristica che l’ha resa famosa. Se Gap o H&M impiegavano circa cinque mesi per progettazione, creazione, distribuzione e vendita dei prodotti, a Zara servivano tre settimane, con conseguente risparmio sulle spese di magazzino e maggiore disponibilità verso i clienti.

Ortega ha presentato al mondo la sua creazione nel 2001 entrando subito nella classifica di Forbes con un patrimonio di 6,6 miliardi di dollari. I costanti guadagni hanno fatto sì che Ortega potesse salire velocemente anno dopo anno tutti i gradini che lo hanno condotto oggi in cima alla classifica.

 

 

 

 

 

Bye bye cash

0
cash

La carta moneta invade il mondo, basti pensare agli stimoli di quantitative easing delle banche centrali di tutto il mondo che emettono ogni anno centinaia di miliardi sotto forma di banconote di grosso taglio. Questo contante non fa che facilitare l’economia illegale, secondo la testata The Guardian, che comincia a pensare all’idea di una società con meno circolo, che potrebbe far guadagnare milioni di dollari alle economie.

L’uso di contante è già da tempo in calo, a causa del maggiore utilizzo delle carte di debito, dei trasferimenti elettronici, dei pagamenti mobili, sopratutto per le transazioni di medie e grandi dimensioni.

Il contante giova alla criminalità organizzata e alle economie illegali in genere, perchè ne facilita le attività, è anonimo e si può trasportare facilmente. Naturalmente ci sono anche molti altri modi, quali corrompere i funzionari, impegnarsi in attività finanziarie criminose ed evadere le tasse, ma sono più difficoltose. Anche le cripto valute quali i Bitcoin sono interessanti ma il loro valore oscilla molto e i governi hanno a disposizione diversi strumenti per limitarne l’uso, per non parlare del fatto che il grande vantaggio del contante è quello di essere accettato ovunque.

Negli Stati Uniti l’evasione fiscale costa circa 700 dollari l’anno, in Europa le cifre sono anche maggiori. Il crimine e la corruzione generano spese maggiori, basti pensare alle droghe illegali, le attività di racket, il traffico di esseri umani, il terrorismo, ecc. La soppressione del contante, in questo caso, potrebbe giovare alle economie facendo loro risparmiare svariati miliardi.

Il contante favorisce inoltre l’immigrazione clandestina proprio perchè il contante è un metodo anonimo e non tracciabile. Secondo The Guardian limitare il contante potrebbe essere un modo alternativo per limitare l’immigrazione.

I governi sembrano però non rendersi conto degli aspetti negativi del contante in quanto sono troppo presi dai profitti derivanti dalla stampa di carta moneta. Si registra però una piccola inversione di tendenza a riguardo, in quanto la BCE ha annunciato un ritiro graduale delle banconote da 500 Euro, notizia accolta con enorme resistenza da Germania e Austria. Grecia e Italia invece hanno iniziato a scoraggiare l’uso di contante mettendo un tetto per gli acquisti con cash, il tutto per aumentare le entrate fiscali.

Come ridurre l’uso del contante

Innanzitutto occorrerebbe consentire ai cittadini comuni di continuare ad utilizzare denaro contante per gli acquisti di piccole dimensioni, mettendo in crisi coloro che praticano attività illegali. Il piano dovrebbe muoversi molto gradualmente per consentire adattamenti e correzioni nell’eventualità in cui si presentassero errori o imprevisti da correggere. Per ultimo, le riforme sul contante dovrebbero essere sensibili alle esigenze delle famiglie a basso reddito.

Insomma ridurre l’utilizzo di contante non metterà da solo la parola fine al crimine e all’evasione fiscale ma potrebbe costringere l’economia ad utilizzare strumenti di pagamento meno rischiosi.

 

 

Corruzione nel mondo: l’Italia maglia nera d’Europa

0
corruzione

Probabilmente non rappresenta affatto una novità, fatto sta che anche quest’anno l’Italia finita tra le posizioni più discusse della classifica redatta da Transparency International sul livello di corruzione nei vari Paesi del mondo. La corruzione nell’ambito statale è una piaga che affligge sempre più stati, ma per avere una visione di insieme di questo fenomeno e per capire chi nell’ultimo anno si è comportato meglio e chi invece ha fatto peggio, diamo subito un’occhiata ai posti più interessanti di questa classifica.

Monte dei Paschi di Siena, chi sarà nuovo ad? Morelli e Passera in pole

0
monte paschi di siena

Chi sarà il nuovo amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena? Dopo l’addio a sorpresa da parte di Viola, l’istituto senese si ritrova ad affrontare una nuova grana: l’addio di Viola annunciato durante il consiglio di amministrazione di giovedì è piovuto come un fulmine a ciel sereno e ora si deve procedere di corsa alla nomina del successore.

Le Banche centrali e la loro influenza sulle Borse

0
banche centrali

Federal Reserve, Banca Centrale Europea, Bank of Japan, Bank of England, People’s Bank of China. Le riunioni di politica monetaria sono ormai fondamentali per gli investitori dei mercati finanziari, visto che le decisioni delle banche centrali influenzano sempre di più le Borse a livello globale.

Il supporto delle banche centrali all’economia reale sta lentamente distruggendo gli investimenti finanziari. Deflazione, tassi negativi, Quantitative Easing: tutte azioni effettuate per aiutare l’economia reale in difficoltà ma che, allo stesso tempo, stanno deteriorando i mercati stessi e l’economia, influenzando l’andamento delle piazze finanziarie in modo negativo.

La Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse portandoli a zero nel 2008, in seguito alla crisi, e li ha rialzati in minima parte sono a dicembre 2015, dopo aver effettuato tre Quantitative Easings.

La Bank of Japan cerca da anni di stimolare l’economia giapponese attraverso tassi negativi e quantitative easing ma senza successo.

La BCE ha preso a fare lo stesso ma con risultati pessimi, quali crescita minima o nulla in Europa.

Il mercato è drogato, proprio a causa della liquidità immessa dagli istituti centrali e gli investitori non sanno come investire i loro soldi. Così la BCE pensa ad un ampliamento del quantitative easing all’azionario e la Bank of Japan è la maggior azionista di 400 aziende quotate sul Tokyo Stock Exchange.

 

Le politiche monetarie della BCE non stanno per niente stimolando l’inflazione, anzi è vero il contrario. Non riescono a spingere gli investitori finanziari a spostare la loro liquidità sull’economia reale in quanto sono tutte in deterioramento.

Inoltre i rendimenti dei titoli di Stato non rispecchiano più il rischio del Paese, ne sono un esempio i Btp italiani che offrono meno rendimento dei Treasury americani. I titoli azionari sono ipervalutati rispetto alle future prospettive di crescita e non è difficile immaginare nuove vendite sui mercati finanziari vista anche la crescente instabilità politica in Europa ad esempio e il progressivo deterioramento delle economie. Gli investitori sono pertanto scoraggiati ad investire ed incoraggiati a risparmiare, con conseguente depressione dell’economia.

Le Banche centrali non sembrano accorgersi del loro operato e del fatto che le politiche errate non danno modo ai mercati di evidenziare le lacune delle economie reali, incrementando ulteriormente le bolle speculative, come accaduto a Wall Street.

In Europa il rischio maggiore è la fine del Quantitative Easing che creerà non pochi problemi ai detentori di titoli di Stato sovrani. L’economia europea si deteriora e le politiche monetarie delle banche centrali stanno aumentando il rischio di deflagrazione economica.

Apple: la rivoluzione può attendere

0
iphone

Se eravate in attesa di un’innovazione rivoluzionaria allora Apple vi deluderà questa volta.

 

Il nuovo IPhone è migliorato, fa tutto meglio e più velocemente, resiste all’acqua e alla polvere e ha una fotocamera perfetta per il fotografo professionista che ha la necessità di avere sempre con sè una fotocamera potente e tascabile. E’ più potente, ha una batteria più resistente, ma chi si aspettava qualcosa di più è rimasto deluso. I margini di miglioramento di questa tecnologia sono ancora ampi: tutti vogliono un telefono con una batteria migliore, uno schermo migliore, più veloce e potente e in grado di fare sempre di più ed è quello che ha fatto Cook: seguire le richieste dei fruitori piuttosto che proporre soluzioni innovative che il pubblico non richiede ancora e che avrebbero potuto far correre rischi alla sua azienda.

Cook ha presentato un Apple Watch migliore, con GPS, resistente all’acqua e alla polvere e con tante funzioni per i nuotatori e ha realizzato alcune personalizzazioni, come quella con Nike con un orologio più resistente e più bello.

Nessun riferimento ai numeri di vendita, poca enfasi e autocelebrazione, nessuna previsione o anticipazione per il futuro; tutte cose che fanno pensare ad un cambiamento profondo all’interno dell’azienda, che sembra non puntare più sull’IPhone come prodotto sul quale costruire il futuro dell’azienda. Ovviamente resterà un prodotto centrale ancora per un bel po’, ma l’azienda ha bisogno di focalizzarsi su altro per scoprire il nuovo prodotto cult dell’era digitale. Alcuni dicono che Apple stia lavorando ad un televisore altri ad un’automobile, nessuno ha le idee chiare, nessuno sa davvero che cosa Tim Cook abbia in mente.

Una novità però Apple la introduce: il wireless. Scompare infatti la porta audio alla quale collegare il jack analogico, considerata ormai superata. Chi vorrà collegare i cavi dovrà collegare le proprie cuffie con il jack attraverso un adattatore, oppure usare le nuove cuffie o auricolari dotati del nuovo connettore.

Sempre per togliere di mezzo i fili una volta per tutte, Apple lancia Air Pods: auricolari wireless accompagnati da cuffie anch’esse wireless che sembrano essere un concentrato puro di tecnologia e che niente hanno a che fare con gli auricolari del passato. Gli Air Pods si collegano automaticamente ad IPhone, Watch o IPad con un unico account ICloud. Un passo avanti rischioso ma che già in passato aveva portato successo ad Apple con l’eliminazione del floppy disk, del lettore CD e DVD e di molte altre porte sui portatili.

Apple quindi si concentra sull’innovazione di un mercato secondario rispetto a quello della telefonia e si concentra sul pubblico dei giovanissimi che ascoltano musica quasi unicamente attraverso device mobili. Insomma un’attenzione generazionale per far restare l’IPhone sufficientemente “cool” anche per i più giovani.

Enel in pole position per i tassi di interesse bassi

0
enel

Enel si piazza in pole position per sfruttare al meglio le eventuali opportunità che le si presentano, sopratutto per quanto concerne le condizioni di rifinanziamento.

Questo è il pensiero degli analisti di Ubs che sostengono che, proprio a causa dei tassi d’interesse molto bassi che caratterizzano lo scenario corrente, da inizio anno le utilities europee abbiano già emesso obbligazioni per circa 5 miliardi di euro ad un costo inferiore all’1,6%, nettamente al di sotto del costo medio attuale del debito al 4%.

Lo scorso mese, Edp, azienda con un’alta leva finanziaria, ha immesso nel mercato un bond a 7 anni da 1 miliardo a un costo dell’1,1%. Di conseguenza, si prevede che, entro il 2018, occorrerà rifinanziare circa il 20% dell’indebitamento lordo, facendo presagire un costo medio inferiore dell’80%, con probabile ritocco in positivo delle stime sull’utile per azione. Gli analisti ritengono possibile un rialzo dell’eps dal 5% al 13% al 2018. Il modo in cui le società saranno in grado di sfruttare la situazione dipende dalla diversa maturità del debito, dal costo dello stesso e dalla minore o maggiore sensibilità verso i debiti previdenziali o i tassi di rendimento delle reti regolamentate.

Secondo Ubs, questo contesto permetterà a Gas, Enel e Edp di uscirne vincitori. Si tratta di titoli sui quali la banca d’affari ha ribadito il rating buy. Le tre aziende possiedono infatti, secondo Ubs, un’alta percentuale di obbligazioni in scadenza nel periodo 2016-2018, possono sfruttare i possibili risparmi dati dal rifinanziamento, alla luce di un elevato costo di uscita e hanno un’esposizione limitata verso gli oneri previdenziali e verso un potenziale ribasso dei ricavi regolamentati permessi. Tali benefici dovrebbero essere sufficienti ad assicurare un solito rialzo delle stime del consenso, anche in caso di nuova crescita dei tassi dai livelli correnti.

Nel frattempo, a Piazza Affari il titolo Enel è in rialzo dello 0,1%, mentre proseguono le manovre del gruppo sul fronte della fibra e sul piano di concessione degli impianti dismessi sul territorio italiano.

Il CEO del gruppo, Francesco Starace, ha dichiarato in un’intervista come nel nuovo piano industriale, la cui presentazione è prevista per il 22 novembre prossimo, l’attenzione sarà data maggiormente al settore retail, seguito dalla fibra (area di rinnovato interesse dopo l’acquisizione di Metroweb). Proprio l’annessione di Metroweb, che sarà finalizzata a fine novembre, permetterà ad Enel di sviluppare le competenze industriali e l’esperienza della neo annessa, migliorando il profilo finanziario del gruppo.

Obiettivo della società è quello di portare il margine sui ricavi al 71% entro fine 2018, per raggiungere l’85% entro il 2030. Molto importante a riguardo sarà il ruolo e la progressione della nuova nata, Enel Open Fiber, che potrebbe sbarcare in Borsa a breve. La nuova nata ha aggiornato il piano strategico, aumentando gli investimenti e impiegando l’85% degli stessi nel periodo 2016-2021 e aumentando il numero di città interessate da 224 a 250.

Enel sta inoltre vendendo pezzo per pezzo le diverse componenti appartenenti agli impianti non più funzionanti. Si tratta di un processo piuttosto lungo, vi sono infatti stabilimenti che risultano ancora in fase di studio per la valutazione di un’eventuale riqualificazione.

 

Pendolino: accordo fra Ntv e Alstom

0
pendolino

Ntv, compagnia ferroviaria privata che fa concorrenza alle Ferrovie dello Stato sull’alta velocità, firma un contratto da 450 milioni con Alstom, compagnia che vanta una forte presenza in Italia, per quattro nuovi Pendolino. 

Il Presidente di Ntv, Andrea Faragalli Zenobi, e l’Amministratore Delegato di Alstom Ferroviaria, Michele Viale, hanno da poco firmato il contratto che prevede l’acquisto di quattro nuovi Pendolino e relativa manutenzione, nonchè l’estensione da 20 a 30 anni per la manutenzione della flotta dei dodici Pendolino destinati a Ntv.

L’opzione di acquisto dei quattro nuovi Pendolino era già prevista nel contratto firmato dalle due società ad ottobre 2015. Contratto che prevedeva la fornitura di una prima flotta di otto Pendolino in costruzione a Savigliano e la cui consegna è attesa per dicembre 2017.

450 milioni il valore del nuovo contratto: 230 milioni per i nuovi Pendolino e manutenzione e 220 milioni per l’estensione della manutenzione per i vecchi Pendolino.

Con i nuovi Pendolino, che si aggiungeranno ai 25 treni Italo già in servizio, la Ntv aumenterà la sua flotta, che toccherà quota 37 treni. Italo, inoltre, è stato costruito da Alstom nello stabilimento torinese, in sinergia con altri stabilimenti italiani del gruppo.

9 milioni i passeggeri registrati da Ntv lo scorso anno e l’obiettivo quest’anno è quello di raggiungere i 10 milioni. Un ulteriore obiettivo è quello di rendere sempre più capillare la presenza dei servizi ad alta velocità sul territorio nazionale e, grazie a questa ulteriore aggiunta al parco treni presente, verranno servite nuove destinazioni e potenziate quelle già esistenti, la Milano-Napoli ad esempio.

Già avviata la progettazione e la produzione del nuovo treno da parte dello stabilimento Alstom di Savigliano, in collaborazione con il sito di Sesto San Giovanni per i sistemi di trazione e quello di Bologna per i sistemi di segnalamento. La manutenzione del nuovo treno invece verrà effettuata nello stabilimento di Nola (Napoli), che si era già occupato della manutenzione di Italo.

Il Pendolino è uno dei prodotti di punta di Alstom, che permetterà all’azienda di adeguarlo agli standard attuali di sicurezza, aprendo nuove opportunità di vendita sui mercati esteri. Il Pendolino per Ntv ha le stesse caratteristiche e specifiche tecniche degli altri già in produzione: si parla di una velocità di 250 km/h, una lunghezza di 187 metri, 7 carrozze capaci di ospitare 480 passeggeri.

Il Pendolino, progettato in Italia negli anni 70 a Savigliano da Fiat Ferroviaria, è uno dei treni ad alta velocità più collaudati al mondo ed è in servizio in 14 Paesi, tra cui Italia, Austria, Germania, Cina, Repubblica Ceca, Regno Unito e Polonia. Il Pendolino è stato il primo treno ad alta velocità a integrare la tecnologia ad assetto variabile, in grado cioè di inclinarsi fino a 8 gradi in curva, raggiungendo velocità più elevate rispetto agli altri convogli, il tutto in piena sicurezza e all’insegna di un comfort ottimale per i passeggeri.