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Donald Trump presidente USA? L’analisi di Citigroup

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Un’eventuale vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti – che si terranno nel mese di novembre – stanno tenendo in apprensione non solo gli americani, ma anche il resto del mondo. Citigroup ha così deciso di mettere a disposizione dei trader alcuni suggerimenti nel caso in cui il repubblicano dovesse battere Hillary Clinton e vincere la corsa alla Casa Bianca.

Deutsche Bank: gli USA chiedono 14 miliardi per i subprime

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Le autorità federali statunitensi nell’ambito di una vertenza legale chiedono al colosso creditizio tedesco 14 miliardi di dollari per chiudere un occhio sul ruolo molto attivo della banca nella vicenda dei mutui subprime.

Una vera e propria tragedia quella dei mutui subprime, o meglio del loro impacchettamento in titoli di finanza strutturata, che ottennero dalle più importanti società di rating del pianeta la tripla A che garantì a quei titoli di essere acquistati dai fondi pensione, dalle compagnie assicurative e da investitori tranquilli per l’alto rating e per la clausola di riacquisto che i venditori stessi inserivano nei contratti.

Nel 2007 andarono in default due o tre entità finanziarie statunitensi per motivi di liquidità di cui nessuno capiva allora i motivi ma che erano strettamente legati a quella spirale viziosa fatta di calo vistoso dei prezzi delle case, difficoltà dei mutuatari a far fronte alle rate da pagare che, tipico dei subprime, dopo i primi cinque anni, schizzavano verso l’alto.

Forse la crisi finanziaria si sarebbe evitata se al governo non ci fossero stati George W. Bush, coinvolto nello scandalo delle Saving and Loans qualche anno prima proprio per aver erogato mutui con estrema leggerezza; il ministro del Tesoro Hank Paulson, ex numero uno di Goldman Sachs che sapeva benissimo che quei titoli comprendevano in minima parte i mutui e poi tutt’altro. Roba che sarebbe crollata in presenza di una certa percentuale di default della componente mutui, acendo scattare le clausole di riacquisto a carico dei venditori degli stessi titoli con conseguente default di chi li aveva venduti. E il presidente della Federal Reserve, Benjamin Bernanke, influenzato dal predecessore Alan Greenspan, studioso di storia dell’economia, specializzato in crisi finanziarie.

Questi tre avrebbero potuto impedire la crisi se non fosse intervenuto il blocco totale della liquidità che richiese alle banche centrali coinvolte (BCE, Federal Reserve, Bank of England) interventi per svariate centinaia di miliardi.

Quando le cose iniziarono a peggiorare scomparve l’intera categoria di entità finanziarie specializzate nell’erogazione dei mutui che non potevano reggere le nuove richieste di riacquisto dei mutui erogati e ceduti a banche di varia dimensione. Seguì crollo del mercato immobiliare e milioni di americani espropriati delle loro case, milioni di disoccupati, il fallimento di centinaia di banche e quello di Lehman Brothers, l’acquisizione di Merrill Lynch da parte di Bank of America.

Deutsche Bank rifiuta di pagari i 14 miliardi di dollari e inizia una trattativa tra i suoi legali americani e il Governo statunitense , trattative che probabilmente ridurranno la cifra, ma rimane il peso della richiesta fatta ad un giudice federale di nominare una personalità indipendente incaricata di valutare cosa è nascosto nei forzieri delle sue due enormi divisioni di Corporate & Investment Banking.

Merkel: le regionali non sono a suo vantaggio

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Secondo le prime proiezioni delle elezioni regionali che si sono tenute in Germania, Berlino ha perso la sua grande coalizione. La CDU (Unione Cristiano-Democratica) resta in seconda posizione registrando però il peggior risultato di sempre.

E’ chiaro che i risultati delle regionali rispecchiano un quadro politico incerto in Germania, con partiti che si moltiplicano. Sono infatti sei al momento le formazioni che hanno superato la soglia del 5% e che si sono aggiudicate un posto in Parlamento.

La Spd (il Partito Socialdemocratico) di Michael Mueller perde cinque punti rispetto al 2011, ma resta il partito più forte con poco più del 22%. I Verdi conquistano il 16,4%, la Linke balza al 15,4%. Sbalorditivi i risultati dell’Afd (Alternativa per la Germania), i populisti anti immigrazione, che per la prima volta ottengono seggi e confermano il loro successo soprattutto nell’Est con un 14%, contro il 9% della Berlino ovest. L’Afd entra così nel decimo parlamento regionale. Tra l’altro, secondo il canale tv Zdf, il 22% degli elettori arriva dalla Cdu.

I liberali della Fdp (il Partito Democratico libero) superano la soglia di sbarramento e si assicurano un posto nel senato cittadino con il 6,5%.

Mueller si è detto soddisfatto del risultato ma anche molto arrabbiato per il risultato registrato da Afd. Il sindaco ha dichiarato che non ci sarà alcuna collaborazione con Afd. Cdu e Spd non hanno comunque i voti per governare, con 66 seggi invece che i 149 del Parlamento regionale di Berlino, al di là del fatto che il sindaco avesse già escluso una prosecuzione della Grande coalizione.

Se non altro i dati relativi all’affluenza alle urne sono alti: si è passati infatti dal 60,2% al 67,3%.

Alitalia e sindacati trovano l’accordo: revocato sciopero del 22 settembre

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Lo sciopero del 22 settembre programmato dal personale di bordo Alitalia è stato revocato. I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl hanno infatti sottoscritto un testo comune tramite cui si annuncia un dietrofront sullo scipero di 24 ore. L’unica sigla a non aver firmato il documento è stata l’associazione professionale Anpac che però, stando a quanto riferiscono le fonti, potrebbe tornare a trattare nel merito già nel corso delle prossime ore.

Risparmiare: 15 consigli per farlo ogni giorno

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Risparmiare: è l’obiettivo di tutti. In un mondo così instabile nessuno è certo di stare sempre sulla cresta dell’onda per cui è meglio pensare a risparmiare quanto più si può, mettendo da parte i soldi per i tempi duri!

Ecco una lista di 15 consigli per chi vuole iniziare a mettere i soldi da parte, stilata da CNBN.

1. Trascorri del tempo con i tuoi soldi 

Mettetevi a tavolino una volta a settimana per analizzare le vostre casse, registrare le entrate e stabilire i vostri obiettivi finanziari.

2. Pianifica i tuoi pasti per tutta la settimana

Pianificare i pasti per l’intera settimana è una delle strategie per risparmiare. Trascorrere un paio d’ore a settimana in un supermercato per fare acquisti di modo che il vostro frigo non sia vuoto a metà settimana e non siate costretti a mangiare fuori o ordinare take away. Mangiando a casa risparmiate e anche la vostra salute ne beneficierà.

3. Basta con la pay tv

Basta con la TV satellitare! Secondo CNBC servizi on line come Netflix e Amazon Prime abbassano i costi degli abbonamenti.

4. Organizza un potluck

Si tratta di una cena con amici dove “ognuno partecipa portando qualcosa”.

5. Usa Airbnb per i tuoi viaggi

Trovare un alloggio conveniente per i tuoi viaggi è un’altra fonte di risparmio notevole. Usa servizi come Airbnb per trovare appartamenti dotati di cucina così potrai preparare i pasti da solo senza spendere denaro in ristoranti e fast food.

6. Gestisci gli acquisti di impulso

Oggi per acquistare on line basta un click ma se vuoi risparmiare devi imparare a gestire gli acquisti di impulso. Aspetta 48 ore prima di comprare qualunque cosa e capirai che molti oggetti che definivi “essenziali” in realtà non lo erano.

7. Cure di bellezza “fai da te”

Prenditi cura di te stesso risparmiando utilizzando app e blog per imparare trattamenti di bellezza che potrai fare da solo a casa, risparmiando.

8. Calcola bene tempo e soldi

Fai una classifica dei compiti che devi svolgere e se ti rendi conto che alcuni compiti ti tolgono tempo per attività più remunerative delega! Fai fare questi lavoretti ad altri utilizzando app quali Fiverr e Task Rabbit, dove troverai professionisti di ogni settore che saranno pronti ad aiutarti dietro compenso.

9. Diventa creativo con i regali

Opta per regali low cost per parenti e amici, qualcosa che puoi preparare tu e fare bella figura comunque.

10. Scegli la qualità sulla quantità

Discorso che si applica a tutto: dagli oggetti, ai vestiti, all’elettronica, al cibo.

11. Studia un po’ di finanza

Imparare nuove strategie per risparmiare denaro e raggiungere gli scopi della tua vita ti farà bene.

12. Stabilisci i tuoi scopi finanziari e tracciali

Stabilisci i tuoi obiettivi in modo specifico e raggiungili con determinazione. Man mano potresti perdere motivazione per questo è opportuno tenere traccia di ogni piccola conquista e progresso.

13. Analizza le tue emozioni

Le spese eccessive possono nascondere dei disagi. Se sei un maniaco dello shopping magari sei annoiato, stressato o ti senti solo. Impara a distinguere le tue emozioni per evitare che vadano ad inficiare sulle tue spese.

14. Lavora di più

Lavorare di più ti aiuterà a capire il valore dei soldi e ti toglierà tempo per fare acquisti inutili. Ma questa strategia funziona solo se ami il lavoro che fai.

15. Non paragonare la tua vita a quella degli altri

Non paragonarti agli altri, pensa ai tuoi obiettivi e vai per la tua strada.

Damasco: la Russia richiede riunione ONU

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In seguito all’uccisione di 62 soldati del regime di Damasco ad opera di militari americani in Siria, la Russia richiede riunione immediata del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà nella notte, su richiesta della Russia, per discutere degli attacchi aerei da parte della coalizione guidata dagli Usa in Siria che, secondo quanto sostiene Mosca, ha preso di mira e ucciso militari siriani. Il ministero degli esteri siriano ha chiesto al Consiglio di sicurezza di condannare gli attacchi, definendoli “un’aggressione da parte degli USA”.

Maria Zajarova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che dopo il bombardamento contro l’esercito siriano, è chiaro che la Casa Bianca difende l’Isis.

Il Pentagono ha ammesso la possibilità che il bombardamento della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti in Siria abbia ucciso personale dell’esercito e distrutto veicoli del governo siriano in una postazione dell’esercito vicino all’aeroporto di Deir al-Zor. L’attacco aereo avrebbe spianato la strada ai combattenti dello Stato islamico per invadere la postazione a Jebel Tharda, secondo le fonti.

Il Pentagono ha aggiunto che le forze della coalizione ritenevano di colpire la postazione di un gruppo di militanti dello Stato Islamico, che seguivano da tempo. Secondo il Pentagono, il personale militare russo aveva avvertito le forze americane che era possibile che il personale e i mezzi facessero parte dell’esercito siriano e la coalizione ha deciso di fermare l’attacco. Sembra quindi che l’unità militare siriana non sia stata colpita volontariamente e che, dice il Pentagono, il problema è che in Siria le diverse milizie e i diversi gruppi militari operano in prossimità.

La coalizione analizzerà l’attacco ma nel frattempo si attengono gli esiti dell’incontro richiesto dalla Russia per discutere dell’accaduto.

 

Unicredit: il suo destino è sempre più legato a quello di Poste Italiane

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Le azioni Unicredit non sembrano ancora dare cenni di ripresa in Borsa. Il suo destino sembra essere sempre più legato a quello di Poste Italiane, interessate a rilevare Pioneer.

La cessione sul mercato di una nuova quota di Poste Italiane (il 30%) è destinata a saltare. Il governo aveva messo in atto questa privatizzazione per alleggerire il debito pubblico italiano ma sembra che l’operazione non avrà seguito. Il ministero dell’Economia e principale azionista di Poste Italiane, aveva ipotizzato un collocamento entro la fine del 2016 ma sembra che l’operazione difficilmente diventerà realtà a causa dei timori legati alle condizioni precarie di mercato e a causa dei diversi progetti che l’esecutivo ha in mente per Poste Italiane.

Quest’ultima infatti figura tra i soggetti interessati all’acquisto del gigante del risparmio gestito, Pioneer, al momento in mano ad Unicredit. Dalla cessione di Pioneer Unicredit vorrebbe incassare quanto necessario a limitare l’importo di un eventuale aumento di capitale che gli analisti stimano tra i 5 e gli 8 miliardi di euro.

A volersi accaparrare Pioneer ci sono anche Amundi, Allianz, Macquarie, Axa e vari fondi di private equity, ma difficilmente il governo lascerà che il debito pubblico italiano vada a finire in mani straniere.

Poste Italiane sarebbe disposta a sborsare tra i 2 e i 3 miliardi di euro per Pioneer Investments e il termine ultimo per la presentazione delle offerte non vincolanti è stato fissato per oggi. Aggiudicandosi Pioneer, Poste Italiane consoliderebbe la sua posizione nel risparmio gestito. Il gruppo infatti controlla già il 10,3% di Anima Sgr e con l’aggiunta di Pioneer formerebbe il terzo polo italiano del risparmio gestito con 280 miliardi di masse in gestione. Al primo posto Generali con 471,4 miliardi di euro e al secondo Intesa Sanpaolo con 364,2 miliardi di euro. Ma gli analisti hanno diversi dubbi in merito all’effettiva utilità dell’operazione per Poste Italiane e ipotizzano impatti negativi per Anima.

Nel frattempo, le azioni Unicredit sono in ribasso, cedendo il 2,15% a quota 2,0940, così come il titolo Poste Italiane, in ribasso dello 0,89% a quota 6,125 euro per azione.

Stati Uniti: l’economia peggiora

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L’America non è più quella di una volta: l’economia peggiora e gli investitori sono in stand by in attesa di conoscere le intenzioni della Fed il 21 settembre prossimo.

I dati relativi all’occupazione di agosto (151 mila nuovi posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione rimasto invariato al 4,9%), inferiori alle previsioni (180 mila nuovi posti e una discesa di 0,1 punti al 4,8% del tasso di disoccupazione) sottolineano il fatto che l’economia americana è in difficoltà. A questo si aggiunge il rallentamento in alcuni dei settori principali per il Paese, quali auto, linee aeree e produzione di petrolio.

I fondi hanno perso circa il 2%, stessa cosa per l’andamento dei singoli prodotti venduti in Italia.

I dati macro di agosto, di solito, sono i peggiori dell’anno, ma, questa volta, in aggiunta si è registrato un calo delle ore di lavoro, con conseguente effetto sui salari. Il quadro che si delinea pertanto è alquanto preoccupante, soprattutto se non verranno messe in atto azioni per invertire la tendenza.

La ripresa del mercato è stabile dal 2011: le aziende hanno aggiustato gli orari di lavoro settimanali per gli impiegati per far fronte alle esigenze create da eventi meteo, scioperi e movimenti dell’economia. Tuttavia, gli orari di lavoro sono diminuiti progressivamente, a prescindere dalle condizioni delle industrie.

Tutto è nelle mani della Federal Reserve ormai che il prossimo 21 settembre comunicherà le sue scelte di politica monetaria, dalle quali si capirà qual è il reale stato dell’economia americana e come si intende procedere.

Janet Yellen, governatore della Fed, ha comunicato che ogni riunione potrebbe essere utile per proseguire nel processo di normalizzazione della politica monetaria. Nel frattempo, i membri del Fomc alternano dichiarazioni pro stretta o a favore dello status quo; il tutto per testare come reagiscono i mercati alle diverse ipotesi ad oggi sul tavolo. Questi test di mercato della Fed però potrebbero causare un aumento di volatilità per tutte le asset class nel breve periodo; le mosse della Fed però dipendono dall’andamento dei dati. Gli analisti pensano sia immprobabile che la Fed aumenti i tassi di interesse in occasione della prossima riunione del Fomc. Non ci resta che aspettare per la conferma.

 

Deutsche Bank rischia il fallimento: cosa sta accadendo

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Grossa batosta in Borsa per Deutsche Bank: il titolo della banca tedesca ha perso oltre 9 punti percentuali sul finire della settimana, accusando un vero e proprio colpo grosso che rimarrà negli annuari della sua storia. Ad essersi abbattuta come un fulmine a ciel sereno sull’istituto tedesco è la supermulta da 14 miliardi di dollari rifilata dal Dipartimento di Giustizia americano per chiudere una volta per tutte la causa sui mutui subprime. Il problema, però, è che questo evento non si ripercuoterà solo ed esclusivamente sulla Deutsche Bank, ma rischia di diventare qualcosa di molto più grande, di molto più importante e serio per l’intero comparto europeo.

Telecomunicazioni: UE contro Youtube e Google news

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Diritto delle telecomunicazioni e tutela del diritto d’autore: la Commissione Europea intende proporre una profonda innovazione in questi ambiti per permettere alle case editrici e discografiche di ottenere maggiori ricavi da Google per l’utilizzo dei loro contenuti.

L’adozione di queste norme sarà particolarmente lenta e complessa, vista la probabile opposizione degli Stati membri.

L’obiettivo della Commissione europea è quello di costituire un mercato unico del digitale. Primo tra tutti la diffusione della banda larga, che dovrebbe essere assicurata da tutti gli Stati membri. L’Unione Europea ha come obiettivo il raggiungimento di 100 MB di velocità di navigazione nel 2025 per i privati, da portare a 1 GB negli edifici pubblici o negli ospedali. Traguardo che sarà raggiunto anche incrementando la fibra ottica, scelta che porterà probabilmente allo scontro con le compagnie di telecomunicazioni, che al momento utilizzano i più tradizionali cavi in rame.

La Commissione vuole creare regole comuni, che facilitino la competizione tra gli operatori e, ancora una volta, Google è nel mirino a causa del suo dominio nel settore. Con le nuove normative a tutela del copyright saranno richieste royalty per gli aggregatori on line che anticipano i contenuti condivisi sui siti. Il tutto per permettere alle case editrici di guadagnare attraverso Google News. Lo stesso anche per Youtube: le case discografiche infatti dovrebbero guadagnare di più dai video ospitati sul sito, di modo da avvicinarsi di più ai servizi di Spotify o Apple Music.

Gli Stati membri dell’Unione europea hanno dichiarato di voler disciplinare autonomamente il mercato digitale nazionale e al Parlamento europeo norme troppo favorevoli al diritto d’autore non sembrano incontrare la maggioranza. La battaglia politica pertanto potrebbe rivelarsi lunga e molto lenta, esattamente come quella riguardante il roaming e le nuove regole che lo disciplinano.