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Federal Reserve e beige book: segnali di crescita dall’economia Usa

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La Federal Reserve rende noti i dati del Beige Book

Se nell’ultimo scorcio di 2017 l’economia americana è cresciuta ad un ritmo lento, i salari al contempo hanno continuato a aumentare. È questa l’analisi offerta dalla Federal Reserve nelle pagine del suo report di inizio anno, che individua da una parte un meccanismo inflattivo contenuto, con una crescita dei prezzi e in generale dell’economia del paese ad un ritmo cautamente definito “dal modesto al moderato”, mentre d’altra parte l’ottimismo delle imprese ha premiato il lavoro, innalzando in modo generalizzato il livello degli stipendi.

Otto volte all’anno l’istituto centrale finanziario della più importante economia del mondo studia le dinamiche dei mercati e pubblica il Beige book, una ricerca periodica utile non solo a registrare le evoluzioni dei singoli settori produttivi e distretti locali, ma anche a prevedere la direzione dei principali indicatori economici nel medio termine. Rispetto al report precedente, sottolineano gli analisti della Fed, sono stati riscontrati messaggi positivi dall’industria manifatturiera, dei trasporti e delle costruzioni; segnali contrastanti e di non facile lettura, per il momento, giungono invece da agricoltura e settore energetico.

L’andamento dei prezzi rimane al momento comunque tiepido e contenuto: il tasso di inflazione resta al di sotto dell’obiettivo fissato dalla banca centrale americana del 2% per il prossimo quinquennio. Ciò non impedisce agli analisti della Fed di auspicare comunque, nel report, un aumento dei tassi di interesse sull’onda dei tre apprezzamenti registrati nel 2017.

Leggera battuta di arresto nella crescita dei posti di lavoro rispetto alle precedenti previsioni dello scorso dicembre, registrata principalmente nel commercio al dettaglio, compensata però da un generale aumento dei salari di buon auspicio per la salute delle imprese sul suolo Usa: “In alcuni distretti – scrive il Beige Book – le attività hanno segnalato una capacità di aumentare i prezzi di vendita”. Stessa dinamica in rialzo in tutto il paese per il mercato immobiliare.

FTSE MIB, analisi giornaliera del 18 gennaio 2018

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Ftse Mib, analisi al 18 gennaio 2018

Solamente ieri, nella nostra analisi tecnica giornaliera parlavamo del nostro indice Ftse Mib. Cosa dicevamo? Avevamo posto l’attenzione dei nostri lettori sul grafico a 15 minuti sul quale avevamo osservato un doppio minimo (frecce viola) in area 23.350. Avevamo aggiunto che, a nostro parere, l’indice della Borsa di Milano aveva bisogno di una fisiologica pausa dopo la forte salita degli ultimi giorni, per cui per la giornata di ieri non ci attendevamo grandi rialzi. Quando scrivevamo tutto ciò erano le ore 11,00 ed eravamo sulla candela evidenziata con il cerchio arancione.

Ftse Mib, analisi al 18 gennaio 2018
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Cosa è successo durante la giornata? I prezzi hanno fatto registrare leggere oscillazioni prendendosi la pausa di cui avevamo parlato. Osserviamo, inoltre, che ogni qualvolta i prezzi escono in maniera decisa dalle bande di bollinger, rientrano all’interno delle stesse con molta rapidità (frecce blu).

Cosa aspettarsi sul nostro indice per la giornata odierna? A nostro avviso, anche nell’odierna giornata di contrattazione i prezzi dell’indice domestico non faranno registrare forti oscillazioni positive. Ricordiamo, infine, che in area 23.340 c’è un gap da chiudere.
Sul time frame di breve/medio termine restiamo fermi sulla nostra idea e crediamo che il Mib sia diretto in area 24.000.

Nel momento in cui scriviamo l’indice azionario Ftse Mib batte quota 23.555.

Sull’indice azionario italiano si può negoziare tramite il sistema internazionale di negoziazione CFD Plus500.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Ricordiamo, infine, che gli indici azionari sono strumenti molto poco volatili.

Criptovalute, perché stanno risalendo? Punto al 18 gennaio

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Le criptovalute risalgono dopo la crisi causata dalla Corea del Sud

Così come abbiamo evidenziato in un precedente articolo, le criptovalute hanno ripreso a salire a partire da ieri sera. Le motivazioni sono da attribuire a diversi fattori, più e meno noti, che comprendono le sempre più frequenti dichiarazioni di esperti di criptovalute che confermano quanto sarebbero facilmente raggirabili, da parte degli utenti sud coreani, le eventuali restrizioni approntate dal governo.

Se a questo si aggiunge una ripresa della fiducia da parte di chi nutre interesse per l’investimento in criptovalute, con la possibilità di riproporsi approfittando di un prezzo conveniente, ecco che l’effetto domino si rafforza. Gli acquisti, a partire da ieri sera, sono stati piuttosto costanti e tutt’ora sono in atto.

In questo momento, alle ore 09.51 del 18 gennaio 2018, le quotazioni CoinMarketCap riportano il Bitcoin a 11.075$, Ethereum a 990$, Ripple a 1,36$. Salgono anche Cardano, Litecoin, NEM, NEO, Stellar, DASH, IOTA e EOS, mentre Bitcoin Cash perde qualcosa su base giornaliera.

A questi fattori si aggiungono in modo sempre più prorompente quelli associabili al mercato dei futures basati su Bitcoin, al quale diversi analisti associano delle particolari movimentazioni della criptovaluta sul mercato. Un’associazione che andrebbe sicuramente approfondita e che diverrà un nostro sicuro prossimo ambito d’interesse.

Restrizioni raggirabili: Bitcoin riprende quota con Ethereum e Ripple

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Restrizioni Bitcoin non funzionano

Le restrizioni al trading di criptovalute in Sud Corea non funzionerebbero. A partire dalla serata di ieri, Bitcoin ha ripreso quota, trascinando con sé tutto il comparto, che guadagna in blocco. In questo momento, alle 8:40 del 18 gennaio, Bitcoin segna quota 11.051$, Ethereum 980$, Ripple 1,33$.

Ciò non significa che oggi le quotazioni continueranno a salire, ma di certo il dibattito si è infiammato, così come si infiammeranno anche le contrattazioni, perciò sono prevedibili grandi sbalzi.

Il dibattito accesissimo in questi giorni, che ha anche visto nascere una petizione in Corea del Sud per fermare il divieto di bandire il trading di Bitcoin, è arrivato anche sui forum specializzati e gli esperti hanno deciso di uscire allo scoperto.

La sintesi delle dichiarazioni di vari esperti di criptovalute è questa: anche in caso di restrizioni, queste sarebbero facili da aggirare. Sebbene queste manovre possano scoraggiare i nuovi arrivati, i vecchi possessori (holders, denominati poi successivamente “holdlers” per via di un meme sbagliato), sono più abituati a questi scossoni e conoscono meglio i metodi di “sopravvivenza” relativi al Bitcoin.

Viene infatti evidenziato ad esempio come, anche in caso di divieto di scambio in Sud Corea, si possano salvare tutti i propri dati (quindi anche in una piccola chiavetta USB) e aprire un conto all’estero. Oppure, farlo aprire da qualche amico. Ad esempio, nel vicino Giappone, dove invece l’utilizzo del Bitcoin è diventato già “strutturale”. Difficilmente, quindi, le restrizioni diverranno un fenomeno globale. Sempre per i Sud Coreani, vi è la possibilità come hanno già fatto in tanti, di spostare i propri conti a Singapore e a Hong Kong. Il governo della Sud Corea, dato il grande deflusso di capitali che si verificherebbe, forse alla fine dei conti vi sarebbero più danni che benefici, con le possibili restrizioni.

Ancora, si può operare utilizzando VPN, le reti private virtuali, nascondendo gli indirizzi IP alle autorità.

Vi sono poi degli scambi decentrati in cui accedere da qualsiasi luogo e senza richiesta di identificazione.

Come abbiamo evidenziato più volte negli ultimi giorni, in Sud Corea viene scambiata un’alta percentuale di criptovalute e un’alta percentuale di Bitcoin, tra il 5 e il 15% giornaliero. Considerando che la capitalizzazione dei Bitcoin si aggira intorno ai 200 miliardi di dollari, si tratta di cifre non da poco.

L’esperto James Altucher, ai microfoni della CNBC, ha affermato che per il Bitcoin più regolamenti saranno creati, più legittimazione otterrà la criptovaluta. Lo stesso afferma che per rendere effettive tali restrizioni andrebbero controllati appieno computer e smartphone, oltre a cogliere in fragrante i negoziatori.

Lo stesso ricorda la possibilità di scambiare il bitcoin in paesi che non lo hanno vietato, su una piattaforma di scambio locale, ma anche tramite gli ATM di criptovalute.

Sempre gli esperti di criptovalute, consigliano ai sud coreani che desiderassero vendere Bitcoin, di stare attenti alle truffe di coloro che, dato l’eventuale imponente deflusso, potrebbe approfittarne tramite raggiri online.

Criptovalute provano a reagire: Ripple +19% a 1,31$.

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Criptovalute al rialzo tra cui spicca Ripple

Volendo fare una sintesi di ciò che sta accadendo in questo momento, alle ore 22:50 del 17 gennaio, sul mercato delle criptovalute, non si potrebbe ottenere miglior risultato se non mostrando la prima pagina di CoinMarketCap, che mostra la media delle quotazioni delle criptovalute su numerose piattaforme exchange.

Ebbene, come si può notare dall’immagine sui sopra, Bitcoin ha recuperato terreno, tornando abbondantemente sopra quota 11.000$ (11.407$). Ethereum torna sopra quota 1.000$ (1.029$) e Ripple sembra andare più veloce di tutti con la quotazione 1,31$ e un rialzo su 24 ore pari al +19,95%.

Il rialzo del +19% viene registrato anche per Cardano, Neo e Stellar Lumens, ma salgono anche NEM, Litecoin.

La situazione al momento è questa, ma come ormai abbiamo imparato, la volatilità delle criptovalute viene potenziata da eventuali dichiarazioni esse concernenti. Negli ultimi giorni, le dichiarazioni dei governi di Cina e Sud Corea hanno fatto il bello e il cattivo tempo, anche se si fanno sempre più forti le voci di possibili correlazioni al mercato dei futures dei Bitcoin. Le vicende che riguardano il BTC riescono ad avere un peso non soltanto sul mercato della criptovaluta creata da Satoshi Nakamoto, ma anche sul mercato delle altre, nonostante i progetti siano tra loro anche molto differenti e indipendenti.

Il mercato delle criptovalute fa storia a sé e non va confuso con i progetti sottostanti, così come abbiamo evidenziato in un altro articolo circa i paradossi del progetto di Ripple, pubblicato stamattina.

Non ci resta che stare a vedere come si evolveranno le quotazioni durante la notte, restando sempre ben attenti a cogliere al volo notizie provenienti dall’Asia o dagli Stati Uniti. Per sintetizzare: Sud Corea, Cina e mercato dei futures.

Bitcoin, parte la petizione in Sud Corea contro il divieto del Governo

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In Sud Corea parte la petizione contro il divieto del Bitcoin

Il popolo dei bitcoin risponde a gran voce: sono a oggi oltre 217mila i sudcoreani che hanno sottoscritto una petizione popolare lanciata sul sito dell’ufficio del Presidente di Seul, per chiedere al governo un ripensamento sulle intenzioni di chiudere del tutto gli scambi di criptovalute all’interno del paese asiatico. Ampiamente superata la quota simbolica delle 200mila firme, che impone alle autorità, per regola costituzionale, di valutare con maggiore attenzione la questione e riconsiderare le istanze promosse dall’iniziativa del popolo.

Mercoledì scorso, nel corso di un’intervista radiofonica, il ministro della giustizia Park Sang-Ki aveva dichiarato che era ancora all’esame del governo l’opzione di un ban del mercato dei bitcoin: parole che avevano gettato nel panico gli investitori locali e precipitato lo scambio bitcoin/dollaro al valore di 11.000, con una caduta del 45% rispetto alle quotazioni del mese precedente.

Bitcoin è disponibile per negoziazioni al rialzo e al ribasso sulla piattaforma di trading CFD Trade.com.. Le posizioni al ribasso consentono di mirare a risultati economici derivanti dal ribasso delle quotazioni.

La Corea del Sud è uno dei principali attori nel mercato delle criptovalute, e una eventuale chiusura definitiva degli scambi di moneta virtuale comporterebbe conseguenze gravi non solamente a livello nazionale. Intanto, la prima mossa è stata la spontanea difesa delle criptovalute da parte dei cittadini stessi: la petizione anonima, dopo aver mandato in tilt il primo giorno per traffico eccessivo il sito dell’ufficio presidenziale, ricorda come i sudcoreani siano stati finalmente capaci “di credere e realizzare un sogno felice che non avevano mai avuto, proprio grazie alle monete virtuali”.

Le autorità sembrano aver ricevuto il messaggio. Jung Ki-joon, un alto funzionario del governo, nel ribadire l’impegno della Corea del Sud a contrastare la speculazione e le attività criminali intorno alle criptovalute, lancia segnali di apertura ricordando come quella della chiusura totale degli scambi sia soltanto “una delle tante misure prese in considerazione dal ministro della Giustizia”.

Il governo di Seul, promette Jung Ki-joon, si impegna anzi a “dare sostegno alla ricerca e allo sviluppo della tecnologia blockchain”.

Azioni Apple, forte tendenza rialzista

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Apple, forte tendenza rialzista

Analizzando il grafico monthly (grafico in alto) per mezzo di candele Heikin Ashi, possiamo osservare l’attraente trend rialzista che l’azione ha percorso dal lontano 1997 ad oggi. Il titolo durante questi anni ha fatto registrare una straordinaria performance positiva di oltre il 37,000%. Osservando l’indicatore Ichimoku notiamo come le quotazioni dal 2005 ad oggi si sono mosse sempre al di sopra della cosiddetta nuvola (area colorata di rosso e di verde) segnale di significativa forza dell’azione Apple. Inoltre, anche la Lagging Span (linea verde) che detta la direzione dello strumento ha mostrato un andamento costantemente al di sopra dei prezzi.

Apple, forte tendenza rialzista
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Analizzando il titolo attraverso un grafico daily con candele classiche, possiamo osservare come il breakout con volumi di area 122,48 (linea blu orizzontale) accompagnato da forti volumi ha dato al spinta al titolo verso un forte movimento rialzista che ha portato i prezzi a compiere una performance di oltre il 40% nel giro di un anno di contrattazione.

Cosa aspettarsi per il futuro? A nostro avviso, nel medio periodo Apple, accompagnato anche da un mercato americano in ottima forma, ha ancora spazio per salire e far registrare nuovi massimi. Inoltre, la rottura con volumi di area 177,00$, a nostro avviso, può innestare un nuovo importante movimento rialzista.

Nel momento in cui scriviamo Apple batte quota 176,19$.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Ftse Mib, analisi al 17 gennaio 2018

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Ftse Mib, analisi al 17 gennaio 2018

Nella nostra analisi tecnica odierna parleremo del nostro indice Ftse Mib.
Il nostro indice è già stato oggetto di nostre precedenti analisi tecniche di medio lungo termine. In particolare, il giorno 15 gennaio avevamo evidenziato a tutti i nostri lettori che i prezzi dopo aver terminano la fase di ritracciamento che aveva fermato la propria discesa in area 21.614 hanno ripreso il loro bullish trend di fondo e dopo il breakout di area 23.144 il Ftse Mib ha fatto registrare nuovi massimi di periodo.

Ftse Mib, analisi al 17 gennaio 2018
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Cosa aspettarsi sul nostro indice per la giornata odierna? Analizzando il grafico a 15 minuti osserviamo un doppio minimo di breve termine (evidenziato sul grafico con le frecce viola) in area 23.350. A nostro parere, il Ftse Mib ha bisogno di un momento di pausa, per cui nella giornata odierna non ci aspettiamo grandi rialzi. Osserviamo inoltre, la presenza di un gap aperto in area 23340 (freccia arancione) che nel breve a nostro avviso dovrà essere chiuso. Inserendo, infine, l’indicatore Ichimoku notiamo che fin quanto la Lagging Span (linea verde doppia) si troverà al di sotto dei prezzi siamo in presenza di una fase di correzione di breve termine.

L’indice FTSE MIB è disponibile per operazioni long e short sulla piattaforma di trading CFD Plus500.

Cosa aspettarsi invece per il futuro su un time frame di medio/lungo termine? Il Ftse Mib è diretto in area 24.000 il cui breakout sarà fondamentale per conoscere il destino dell’indice domestico per i prossimi anni. Infatti, la rottura della suddetta area sancirà l’inizio di un nuovo ciclo rialzista con la fine della fase di accumulo che perdura ormai da molti anni.

Nel momento in cui scriviamo il Ftse Mib batte quota 23.478.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Ricordiamo, infine, che indice indici azionari rappresentano la media ponderata dei titoli del proprio paniere.

XRP e Ripple, paradossi tra progetto e valuta digitale

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XRP e Ripple, due realtà in relazione paradossale

Gli XRP o “ripples”, rappresentano le unità di valuta digitale del sistema Ripple. Sebbene rappresentino soltanto una parte del progetto, la parte “finanziaria”, questi finiscono per ottenere sempre più visibilità rispetto allo stesso. Questa grande attenzione alla valuta rispetto al progetto rivela il grande paradosso che si è andato via via a creare a proposito delle blockchain e degli strumenti di transazione alternativi.

Infatti, se da una parte la tecnologia delle blockchain si sta rivelando sempre più utile ed apprezzata, facendo passi da gigante nel divenire un potenziale strumento per il futuro (prossimo), dall’altra le movimentazioni speculative occultano le potenzialità dei progetti per via dei forti rialzi e ribassi che soventemente occorrono in tale mercato altamente volatile.

Se da una parte vi sono migliaia di progettisti ed esperti informatici che lavorano in rete per offrire un servizio sempre più veloce ed affidabile, dall’altra migliaia di investitori comprano valute digitali non in quanto interessati al progetto bensì al loro valore di scambio.

Per i progetti, se da una parte vi è questa paradossale situazione di quasi anonimato rispetto al valore di scambio della propria valuta digitale, dall’altra non vi è un grande sconvolgimento, poiché spesso inizialmente progettate per avere un valore economico minore di quello raggiunto in questi tempi di alta speculazione.

Ripple rappresenta un perfetto esempio. A differenza di altre valute digitali, gli XRP disponibili sono oltre 99 miliardi, una quantità tale che rende evidente che sin dall’inizio non si puntasse certo a raggiungere una valutazione unitaria di centinaia (o decine) di dollari. Capire quale sia il giusto valore per gli XRP di Ripple è difficile dirlo, forse impossibile, ma di certo il valore oggi considerato “basso” (rispetto ai 3$ di pochi giorni fa) di circa 1$ certo non lo è, considerando i valori di soli pochi mesi fa.

Non è bene confondere, quindi, il valore degli XRP, con il valore del progetto Ripple.

A tal proposito, saranno di sicuro giovamento per il progetto così come per la valuta digitale, ulteriori integrazioni come quella operata in ultimo da MoneyGram, che si è aggiunta a numerose altre istituzioni e società che hanno adottato Ripple per le sue potenzialità.

Ripple, Bitcoin, Ethereum: la nottata è passata?

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Il rimbalzo vicino a quota 10200 del Bitcoin

Nella famosa commedia Napoli Milionaria c’è una popolare battuta che dice “Adda passà ‘a nuttata”. In un certo modo, “deve superare la crisi” è ciò che si augurano migliaia di investitori in criptovalute di tutto il mondo. Soprattutto, è bene il caso di dirlo, coloro che in queste ore stanno valutando se sia il momento giusto per comprare, in aggiunta a coloro che stanno mantenendo in modo ferreo le proprie posizioni.

Per le maggiori criptovalute tra cui Bitcoin, Ethereum e Ripple, è stata di fatto una pessima nottata. Il bitcoin (BTC) ha quasi toccato quota 10.000$, mentre l’ether (ETH) è sceso sotto quota 900$. I ripple (XRP), invece, sono scesi sotto quota 1 dollaro.

La nottata è passata e alle prime ore del mattino vi è stata una lieve ripresa, frenata successivamente da un ulteriore ribasso, che tuttavia non ha toccato i livelli di questa notte. Si tratta di un primo segnale di inversione di tendenza? Troppo presto per dirlo. Di certo, tempi di consolidamento le criptovalute ne offrono davvero pochi e brevissimi, soprattutto in tali casi.

E a proposito di “tali casi”, possiamo fare un paragone di ciò che è successo ieri, con quello che è successo il 22 dicembre, quando il crollo del bitcoin causato da un attacco hacker ad una piattaforma exchange fece crollare il suo prezzo e causando successivamente forti speculazioni, trascinando con sé tutte le criptovalute minori e infine anche quelle di Ethereum e Ripple.

Rottura del supporto a 12400 per il bitcoin
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Ebbene, nonostante la giornata del 22 sia stata la più “memorabile”, il ribasso del bitcoin iniziò già dal 18, per poi registrare un ribasso più marcato il giorno 22. Il trend è durato fino al giorno 30, passato il quale il BTC ha ripreso fiato, fino ad essere scosso a giorni alterni dalle dichiarazioni dei governi di Sud Corea e Cina, circa il divieto di contrattazione di bitcoin.

Nel grafico, la linea blu sta ad indicare non solo la durata del piccolo ciclo ribassista durato dal 18 al 30, ma anche una linea di supporto a 12.400$ per il brevissimo termine, che stanotte è stata decisamente violata.

Interessante, dal punto di vista dell’analisi tecnica, sarà vedere cosa accadrà quando il BTC tornerà vicino alla quota tonda di 10.000$, una soglia che potrebbe portare ad un rimbalzo, forse limitato, così come successo stanotte verso quota 10.200$.

Il rimbalzo vicino a quota 10200 del Bitcoin
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In questo momento, alle ore 10:12 di mercoledì 17 gennaio, la quotazione BTC segna quota 10.522 sul dollaro. 

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.