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Santander lancia il pagamento con tecnologia Ripple

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Santander lancia tecnologia Ripple per i pagamenti

La notizia era attesa da giorni ma ora è divenuta ufficiale: Banco Santander ha fissato la data di lancio per l’introduzione dei pagamenti internazionali mobili per i clienti personali utilizzando la tecnologia di contabilità condivisa di Ripple. La data di lancio è stata fissata per il primo trimestre del 2018.

I test di Ripple da parte del Banco Santander proseguono ormai da tempo, oltre 18 mesi con il personale della banca, e l’app è stata testata con Apple Pay per pagamenti compresi tra 10 e 10.000 sterline, utilizzando il Touch ID per l’accesso sicuro.

La società si rivela molto soddisfatta dei test, che hanno consentito e consentiranno pagamenti mobili internazionali in 3 clic e 40 secondi, utilizzando la tecnologia del ledger distribuito.

L’iniziativa di Banco Santander sarà lanciata in quattro diversi paesi (Brasile, Regno Unito, Polonia e Spagna), contemporaneamente. La stessa operazione consentirà maggiore trasparenza sulle commissioni e sul cambio. Già a novembre, la divisione britannica della banca annunciò la propria volontà di lavorare con American Express (altra società che ha testato RIpple) per i pagamenti transfrontalieri business-to-business.

Nel progetto xCurrent, tuttavia, non saranno utilizzati XRP, ovvero la criptovaluta nativa di Ripple. L’ennesima dimostrazione che le tecnologie dei progetti godono di molto più successo rispetto alle criptovalute e al loro andamento sul mercato. Infatti, mentre per il progetto e la tecnologia Ripple arrivano queste ottime novità, la valuta digitale XRP segue a ruota le vicissitudini del bitcoin e della regolamentazione riguardanti le exchange nei diversi paesi in cui operano.

Gli XRP sono disponibili su piattaforme exchange e di trading tra cui la piattaforma di trading CFD Plus500.

[plus_chart chart=”XRPUSD”]

Bitcoin prova a risalire dopo venerdì nero

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Bitcoin prova a risalire dopo venerdì nero

Le quotazioni del Bitcoin e delle altre criptovalute risalgono dopo il venerdì nero che ha visto scendere l’intero settore fino a toccare minimi mai presi neanche durante le crisi più dure degli ultimi 2 mesi.

Rispetto a 24 ore fa, alle 11.04 di oggi sabato 3 febbraio 2018, il prezzo del Bitcoin fa segnare un +7,12% a 8.902$, Ethereum +7,41% a 933,3$, Ripple +17,44% a 9,86$. Seguono in positivo tutte le altre valute digitali tra cui spiccano Cardano (+23%), Neo (+16%), Stellar (+16%), Litecoin (+11,%) e ancora NEM, Dash, IOTA, Monero ed EOS intorno al +15%. Più stabile Bitcoin Cash appena sopra il +5%.

[plus_chart chart=”BTCUSD”]

Ripetiamo, si trattano di variazioni molto positive ma che hanno come riferimento la quotazione di 24 ore fa, quando le criptovalute si trovavano nel bel mezzo della crisi più nera del periodo. Si tratta comunque di una inversione di trend che può far ben sperare holder e nuovi acquirenti.

Le analisi tecniche, per quanto utili possano essere nel settore delle criptovalute, mosso come una pozzanghera dalle dichiarazioni di ministri delle finanze circa la regolamentazione degli scambi delle stesse, non potevano fare altro che andare alla ricerca della giusta quota per il rimbalzo.

L’unico dato di analisi tecnica realmente importante di queste ultime 48 ore è stato l’accumulo, ovvero in termini semplici l’arresto del ribasso con l’assestamento temporaneo attorno a determinate quote, registrato in tutti i grafici delle criptovalute in contemporanea a quello del Bitcoin. L’accumulo è stato il primo segnale di un inversione di tendenza.

Il Bitcoin infatti al momento resta il motore di tutto il settore. Se le quotazioni BTC registrano forti variazioni, trascinano con sé (al rialzo o al ribasso) quelle delle altre criptovalute, a prescindere da eventuali novità riguardanti i progetti sottostanti alle singole.

Bitcoin è disponibile su diverse exchange e piattaforme di trading tra cui la piattaforma di trading CFD di Markets.

 

Perché eBay ha abbandonato Paypal per Adyen

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Ebay abbandona Paypal per Adyen

In queste ultime 24 ore ha fatto decisamente scalpore la notizia dell’abbandono di Paypal da parte di eBay. Per ora, infatti, il metodo di pagamento attivo sin dal 2002, resterà come scelta secondaria, mentre la scelta principale sarà rivestita da un piccolo competitor europeo, Adyen.

I motivi del passaggio non sono un segreto, poiché la stessa eBay ha spiegato la sua decisione di integrare il processore di pagamento Adyen con i minori costi per i suoi clienti, fattore a cui si aggiunge anche un maggiore controllo.

Tale decisione ha avuto subito i suoi effetti sul titolo Paypal, sceso di quasi 10 dollari in un giorno solo.

[plus_chart chart=”PYPL”]

Nel frattempo, le azioni eBay hanno raggiunto un nuovo record.

[plus_chart chart=”EBAY”]

Sembra che quindi agli investitori tale cambiamento sia decisamente piaciuto.

Ma cosa è Adyen, questo provider che è riuscito a spodestare Paypal dopo 15 anni di collaborazione con eBay? La stessa eBay, ad ogni modo, tiene a precisare che PayPal resterà comunque un importante partner di eBay. Sebbene non più il primo.

Si tratta di una piccola start-up con base nei Paesi Bassi. Una società specializzata in pagamenti online, servizi di pagamenti backend, processi con carte di credito e sistemi POS. E’ valutata 2,3 miliardi di dollari e il suo valore è destinato a crescere, soprattutto per la sempre più vicina IPO, che potrebbe arrivare in questa prima metà dell’anno.  Non a caso, vanta già clienti importanti tra cui Facebook, Arbnb, Spotify, Uber and Netflix.

Come già accennato, la prima motivazione che ha portato eBay ad abbandonare Paypal come “primary” è data dai costi più bassi per i negozianti. Chi negozia su eBay potrà pagare infatti commissioni molto ridotte rispetto a quelle applicate da Paypal.

Sempre i negozianti, potranno ottenere maggiore controllo delle proprie finanze, con un servizio di gestione e tracking di tutte le transazioni e interazioni con clienti, tramite eBay.

Con Adyen, gli utenti non devono necessariamente interagire con Adyen direttamente. Al contrario di Paypal, che invece richiedeva un’interazione diretta per il completamento della transazione.

Con Adyen, i consumatori possono pagare con 150 diverse valute.

Azioni Ferrari, +7,5% dopo i conti del 2017

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Azioni Ferrari, +7,5% dopo i conti del 2017

Nella nostra quotidiana analisi tecnica del 26 gennaio 2018 ci siamo occupati delle azioni Ferrari. Cosa dicevamo? In sintesi, avevamo evidenziato il forte trend bullish che i prezzi stanno cavalcando dopo il loro bottom di mercato che ha fatto guadagnare al titolo oltre il 300% nel giro di un anno di contrattazione. Inoltre, avevamo sottolineato il breakout con elevati volumi di area 71,00€ che ha spinto le quotazioni verso importanti rialzi. Avevamo concluso dicendo che i prezzi si stavano muovendo in una fase laterale la cui violazione con volumi in aumento avrebbe potuto spingere le quotazioni verso interessanti rialzi. Quando scrivevamo tutto ciò eravamo sulla candela evidenziata con il cerchio viola in area 95,00€.

Azioni Ferrari, +7,5% dopo i conti del 2017
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Cosa è successo successivamente? Nella scorsa giornata di contrattazione l’azione, dopo la pubblicazione dei conti del 2017, accompagnata da volumi molto alti (cerchio arancione) ha fatto registrare una performance positiva del 7,5%. Inoltre, i prezzi hanno breakkato gli importanti massimi precedenti (linea arancione orizzontale).

Quali sono stati i dati di bilancio pubblicati? Ferrari ha chiuso l’anno con un utile su base annua cresciuto di quasi il 30%. La società ha chiuso il 2017 con ricavi pari a 3,42 miliardi di euro, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente. Il Cavallino, infine, ha fatto registrare un utile netto di 537 milione di euro, in salita del 34% rispetto ai 400 milioni del 2016.

[plus_chart chart=”RACE”]

Cosa attendersi per il futuro? A nostro avviso, le azioni Ferrari hanno tutte le carte in regola per far registrare nuovi allunghi e nuovi massimi storici. Nel breve periodo, non sono escluse correzioni causate da prese di profitto da parte del mercato, fino ad area 99,00€.

Nel momento in cui scriviamo l’azione Ferrari batte quota 102,20€.
Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Ci risiamo: Ripple, Ethereum seguono Bitcoin. Sarà rimbalzo?

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Restrizioni Bitcoin non funzionano

Il prezzo delle criptovalute oggi va a picco, indistintamente, a parte per la DigixDAO che alle 9:40 fa segnare un rialzo del 50%. Per tutte quante le altre, Bitcoin in primis, il ribasso è prorompente. In questi mesi abbiamo evidenziato più volte la forte correlazione esistente tra il BTC e le altre due più importanti valute digitali in termini di capitalizzazione, ovvero Ethereum e Ripple.

Alle ore 9:40 di oggi, 2 febbraio 2018, le quotazioni di CoinMarketCap segnano Bitcoin 8.418$ (-15,62% su base giornaliera), Ethereum 892$ (-20,85%), Ripple 0,75$ (-31,86%).

[plus_chart chart=”BTCUSD”]

La storia si ripete perché ancora una volta per il mercato delle criptovalute non ci sono distinzioni tra i progetti. Se il Bitcoin cede, tutte le altre seguono, indistintamente. La correlazione è palese e decisamente importante.

In questi ultimi giorni il Bitcoin ha subito ulteriori attacchi. L’ultimo, in ordine di tempo, proviene dall’India, dove il ministro delle finanze si è dichiarato pronto ad agire fortemente sulle criptovalute, poiché a parere dello stesso (e non è il solo), queste vanno a finanziare molte attività illecite. Allo stesso tempo lo stesso ministro ha chiarito che si potrebbe adottare una via di mezzo, anziché il divieto assoluto, adottando una regolamentazione (probabilmente seguendo il modello Corea del Sud, ndr).

Lo stesso ministro ha tenuto a precisare che allo stesso tempo apprezza invece moltissimo la tecnologia delle blockchain.

Il risultato è stato comunque il crollo delle criptovalute, dovuto in primo luogo all’aumento di vendite su UNOCOIN, una importante exchange collocata in India e punto di riferimento per molti holders indiani.

Sul mercato delle criptovalute ritorna quindi l’ennesimo bivio: vi sarà un complessivo crollo della fiducia o vi sarà l’ennesimo rimbalzo? Su numerosi siti specializzati infatti aumentano le previsioni di rimbalzi a varie quote. C’è chi dice che vi sarà un rimbalzo intorno a quota 8.000$, c’è chi dice 7.500$ e ancora 5.000$. Forse l’unico dato certo è che vi sia ancora uno zoccolo duro di chi nel Bitcoin ci crede fino in fondo e non aspetta altro di poterlo riacquistare a un prezzo più conveniente. Se ciò dovesse accadere, per la forte correlazione ancora in atto, lo stesso farebbero le altre criptovalute, tra cui gli Ether (ETH) di Ethereum e i ripple (XRP) di Ripple.

Hardfork Ethereum con e-Chat, quotazione in salita

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Presto ai voti la fork e-Chat per Ethereum

Ethereum si prepara ad una hard fork che arriva nello stesso momento della ICO condotta dal team di e-Chat, che per certi versi potrebbe rivelarsi rivoluzionaria per la comunità delle criptovalute.

E-Chat, basata su blockchain, ha deciso di trasformare l’applicazione di messaggistica in una piattaforma multifunzione in cui ciascun partecipante o attività può creare delle proprie applicazioni, basate sulla stessa piattaforma di e-Chat.

Allo stesso tempo, si possono creare i propri token per pagare servizi offerti sia all’interno che all’esterno della piattaforma. A proposito dei servizi, tra questi sono già inclusi servizi di chiamata Taxi, prenotazione babysitter e altre tipologie di mansioni.

Chi ha già esperienza con queste chat avrà notato che tali funzionalità sono presenti anche in un’altra piattaforma, denominata WeChat. Tuttavia, la grande differenza si svilupperebbe anche attorno alla modalità di pagamento. Mentre in WeChat il pagamento avviene in valuta legale, in e-Chat avverrebbe tramite token.

[plus_chart chart=”ETHUSD”]

Nel frattempo, anche un altro messenger sta avviando la propria ICO, ed anzi è alle preparazioni finali. Si tratta di Telegram, il messenger divenuto popolare per la sua attenzione alla privacy. La ICO di Telegram è prevista per il mese prossimo, a marzo, mese in cui potrebbe essere “forzata” anche la fork di e-Chat.

Tramite la ICO, il team che lavora sulla piattaforma blockchain mobile di e-Chat si pone anche l’obbiettivo di migliorare il network di Ethereum e offrire maggiori punti d’interesse sia per gli investitori, sia per i clienti (e quindi potenziali nuovi clienti).

Il trading dei futures su ECHT (la sigla della criptovaluta di e-Chat) , sarà presto lanciato su alcune exchange, offrendo così ai trader un’idea delle sue potenzialità.  In tal modo, inoltre, gli investitori potranno valutare eventuali problemi e votare o meno per la fork.

Ethereum è disponibile su diverse piattaforme exchange e di trading, tra cui la piattaforma di trading CFD IQ Option, che molto presto diventerà anche exchange.

Azioni Netflix, nuovi massimi storici

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Azioni Netflix, nuovi massimi storici

Nell’odierna analisi tecnica ci occupiamo di un’asset che sta facendo parlare molto di sè negli ultimi mesi, ovvero le azioni Netflix.
Analizzando il grafico monthly dell’azione Netflix per mezzo di candele cumulate heikin ashi possiamo osservare la significativa tendenza bullish che il titolo sta cavalcando dopo aver raggiunto il bottom di mercato in area 0,35$ (freccia viola) nell’anno 2002. Da qui l’azione ha fatto registrare una performance positiva fino ad oggi del 65.000%. Ciò vuol dire che se un trader/investitore avesse investito 1.000 dollari su Netflix nel 2002 oggi ne avrebbe circa 650.000. Nel corso del trend rialzista non sono mancati importanti storni anche dell’ottanta percento. Dal 2013 ad oggi i prezzi non hanno mai attraversato al ribasso la media mobile esponenziale a 100 periodi, segno di forte direzionalità da parte del titolo.

Azioni Netflix, nuovi massimi storici
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Analizzando il titolo attraverso un grafico daily con candele classiche delle azioni Netflix, osserviamo come i prezzi del titolo Netflix il giorno 18 luglio 2017 (freccia blu) dopo aver aperto la giornata di contrattazione in forte gap, accompagnati da volumi in aumento (cerchio arancione), hanno ricevuto una sostenuta spinta rialzista che ha portato le quotazioni verso nuovi top. Successivamente i prezzi hanno fatto registrare un chirurgico pullback (freccia viola) che si è arrestato sull’ex resistenza divenuta supporto. Da qui le quotazioni sono ripartite al rialzo registrando un guadagno di oltre il 70% in cinque mesi di contrattazione.

Cosa aspettarsi per il futuro? L’azione che sta aggiornando costantemente i propri massimi storici, non fornisce, per il momento, nessun segnale di voler arrestare la propria corsa rialzista di medio termine. Non sono escluse correzioni di breve periodo causate da prese di profitto da parte del mercato.

Nel momento in cui scriviamo l’azione Netflix batte quota 270,30$.

[plus_chart chart=”NFLX”]

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

La SEC blocca in Texas una ICO da 600 milioni di dollari

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La SEC blocca una ICO

La SEC, la Commissione governativa degli Stati Uniti che controlla l’immissione e gli scambi sul mercato di titoli e asset finanziari, ha ottenuto da un tribunale il blocco di quella che andava definendosi come la più imponente ICO (Initial Coin Offering, o offerta iniziale di criptovaluta) della storia, oltre al congelamento dei beni collegati e ai fondi fin qui raccolti da un sedicente istituto bancario del Texas, AriseBank. Attraverso l’uso delle piattaforme social, la pubblicità e altri meccanismi di diffusione di messaggi promozionali, la compagnia basata a Dallas avrebbe raccolto dagli investitori, in soli 2 mesi, circa 600 milioni di dollari: la corte ha disposto il sequestro degli asset dei due fondatori di AriseBank, oltre al capitale da loro racimolato in una ICO che pare aver battuto ogni record.

La Commissione ha basato il ricorso accolto dal giudice sull’illegalità stessa della ICO, dal momento che non è stata presentata in precedenza alcuna autorizzazione alla SEC, né tantomeno una richiesta di esenzione dalla registrazione. AriseBank, che si autodefinisce “una banca decentralizzata”, aveva falsamente dichiarato, per poi ritrattare l’annuncio giovedì scorso, di aver acquistato una banca assicurata presso la FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation), il che avrebbe permesso alla società texana di offrire conti assicurati. Dopo aver interrotto la raccolta di capitale, la SEC intende ora procedere con tutti i mezzi per assicurare i responsabili alla giustizia e restituire i fondi raccolti con l’inganno agli investitori.

Negli ultimi mesi le attività di controllo della Commissione si sono concentrate con particolare attenzione intorno alle ICO, un’attività particolarmente attiva nel comparto delle criptovalute: secondo uno studio della società di revisione Ernst & Young, il meccanismo delle offerte iniziali di moneta, che non gode ancora di una regolamentazione ufficiale e rigida, ha fino a oggi movimentato circa 3,7 miliardi di dollari, dei quali un 10% circa è finito nelle mani degli hacker.

Azioni Amazon, forte tendenza rialzista

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Azioni Amazon, forte tendenza rialzista

Osservando ed analizzando il grafico monthly delle azioni Amazon per mezzo di candele cumulate heikin ashi possiamo apprezzare la straordinaria tendenza rialzista che il titolo sta percorrendo dal lontano 2001 ad oggi. Durante questi anni il titolo ha fatto registrare una performance da capogiro di circa il 26.000% passando da quota 5,51$ a 1437,82$.

Nel corso degli anni non sono mancate fisiologiche ed importanti correzioni. Osserviamo, inoltre, come le quotazioni dal 2009 ad oggi non sono mai andate al di sotto della media mobile a 50 periodi, segno di grande forza da parte dell’azione.

Azioni Amazon, forte tendenza rialzista
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Analizzando ora il titolo “più da vicino” attraverso un grafico daily con candele classiche, osserviamo come i prezzi delle azioni Amazon il giorno 27 ottobre 2017 (freccia blu) dopo aver aperto in forte gap, accompagnati da volumi in aumento (cerchio arancione), hanno ricevuto una forte spinta rialzista che ha portato le quotazioni a far registrare una performance positiva di oltre il 40% nel giro di tre mesi di contrattazione. Un interessamento, dunque, da parte di investitori istituzionali al titolo.

Cosa aspettarsi per il futuro? L’azione che sta aggiornando costantemente i propri massimi storici, non fornisce, per il momento, nessun segnale di voler arrestare la propria corsa rialzista.

Nel momento in cui scriviamo l’azione Amazon batte quota 1.437,82$.

Le azioni Amazon sono disponibili sulla piattaforma di trading CFD Plus500.

[plus_chart chart=”AMZN”]

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Facebook, scatta il divieto per le pubblicità sulle criptovalute

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Le opzioni binarie e digitali sono vietate in Europa. I contenuti relativi ad opzioni restano in archivio a solo scopo informativo. Se non sei un cliente professionista, ti invitiamo a valutare il Trading Forex, CFD o Criptovalute

Con un post pubblicato martedì 30 gennaio Facebook rende noto al pubblico che non permetterà più la pubblicazione sulla piattaforma di messaggi pubblicitari relativi a criptovalute. La decisione, operativa già da oggi, non è da leggersi come una presa di posizione ufficiale del gigante tra i social media rispetto a bitcoin e le altre monete virtuali, come sottolinea Rob Leathern, direttore del Product Management, bensì come la volontà di difendere gli utenti da possibili truffe mascherate dietro a slogan invitanti e fuorvianti.

E così, anche se l’impianto pubblicitario sul quale si costruisce l’immensa fortuna dell’impero creato da Mark Zuckerberg (i dati del terzo trimestre del 2017 parlano di oltre 10 miliardi di dollari di introiti) rimane intatto, alcuni dei suoi contenuti sono stati ripuliti per tagliare di netto ogni eventuale collegamento tra le attività criminali sorte sul successo delle criptovalute e Facebook. “Vogliamo che i nostri utenti continuino a scoprire e conoscere nuovi prodotti e servizi attraverso Facebook senza timore di incorrere in una frode – scrive Leathern – ma purtroppo ci sono molte aziende che pubblicizzano opzioni binarie, ICO e criptovalute al momento non affidabili”.

Il manager ha anche fornito alcuni esempi di messaggi accattivanti che al contrario nascondono le insidie di una truffa ben congegnata: gli slogan che invitano a comprare “ORA con il 15% di sconto”, o che presentano un prodotto come “una criptovaluta senza alcun rischio che permette pagamenti a chiunque” non saranno più autorizzati sulle pagine del social più usato al mondo. Il divieto di pubblicizzare prodotti collegati al comparto delle criptovalute è inoltre esteso alle altre società controllate o collegate da Facebook, come Audience Network e Instagram.

Dopo le iniziative intraprese dai governi nazionali, in particolar modo sul continente asiatico con Cina e Corea del Sud, ora anche un colosso transnazionale che opera su internet come Facebook avvia le prime, importanti azioni per contrastare i fenomeni criminali nati sull’onda dell’entusiasmo suscitato dalle prestazioni eccezionali delle criptovalute degli ultimi mesi.