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Banca di Israele: il bitcoin è un asset, non una valuta

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Israele, Bitcoin non è valuta

La Banca Centrale di Israele interviene nel dibattito intorno alle criptovalute e in una dichiarazione ufficiale rilasciata ieri afferma, per voce del vice Governatore Nadine Baudot-Trajtenberg, di non considerare le monete virtuali quali bitcoin una vera e propria valuta ma semplicemente “come un asset finanziario”, e che perciò come tali vanno affrontate.

Nel corso di una audizione presso la Commissione parlamentare Finanza, la numero due della massima autorità bancaria israeliana ha negato che possa sussistere responsabilità diretta del Governo nei confronti degli investitori in bitcoin, dal momento che non si tratta di una reale moneta di scambio ma di uno strumento finanziario come gli altri, e ha inoltre segnalato le difficoltà della Banca Centrale, così come di altri istituti di credito nazionali e internazionali, nell’affrontare la questione per la mancanza di regolamenti certificati e adottati a livello universale.

Massima cautela, quindi, da parte dei vertici dell’economia di uno dei paesi più sviluppati nel Medio Oriente verso la crescita poderosa delle quotazioni di bitcoin e delle altre criptovalute, mentre proprio in Israele si rafforza la domanda massiccia di investitori e clienti verso le monete virtuali. E in seguito alle forti lamentele della pubblica opinione per le frequenti difficoltà dei correntisti nelle operazioni di trasferimento fondi per acquistare bitcoin e per gli ostacoli frapposti dagli stessi istituti bancari, in mancanza di regolamentazione del mercato dall’alto, si è resa necessaria la presa di posizione della Banca Centrale israeliana.

Tra le preoccupazioni sollevate dal vice Governatore in sede di commissione, oltre all’assenza di linee guida di azione alle quali ispirarsi, anche il rischio che dietro ai movimenti generati da bitcoin possano nascondersi, tra gli altri, anche investimenti illegali: “L’anonimato che caratterizza le criptovalute può portare al loro utilizzo anche per attività di riciclaggio di denaro sporco e di altri crimini finanziari”, ha dichiarato Baudot-Trajtenberg.

Bitcoin, in Corea del Sud ispezionate 6 banche

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Bitcoin al ribasso dopo ispezioni in banche Corea del Sud

Giornata negativa per il Bitcoin, che incassa una perdita di oltre il 15% per poi recuperare nel tardo pomeriggio, mentre arrivano non confortanti da uno dei paesi in cui si investe maggiormente in BTC, ovvero la Corea del Sud.

In questo momento, alle 18:57 del giorno 8 gennaio 2018, Bitcoin batte quota 14.720$ (quotazioni Binance) con una variazione del -7,86% nell’ultima giornata di contrattazioni.

Tornando alle notizie provenienti dall’oriente, il governo della Sud Corea ha ordinato ispezioni in sei banche locali al fine di controllare i servizi su valute virtuali offerti ai clienti. Tali banche, offrono conti in valuta virtuale ad istituzioni, in un contesto in cui cresce la preoccupazione che la crescita dell’utilizzo di tali valute potrebbe aumentare di molto le potenzialità criminali.

Tale preoccupazione rappresenta la motivazione principale, poiché viene precisato dalle stesse autorità che le banche non sono accusate di nulla in particolare. Tra i clienti, tuttavia, potrebbero esservi soggetti che sfruttano le forti variazioni delle criptovalute per fini illeciti. Ad esempio, il riciclaggio.

Tali misure, ad ogni modo, erano state già annunciate il mese scorso. Si erano in tale occasione annunciati provvedimenti di regolarizzazione volte al divieto di anonimato dei conti con criptovalute o, in alternativa, l’offuscamento delle piattaforme exchange.

Le sei banche in questione sono: NH Bank, Industrial Bank of Korea, Shinhan Bank, Koomkin Bank, Woori Bank e Korea Development Bank.

Tutto ciò ha causato un’ondata di perplessità da parte dei correntisti e degli investitori in Bitcoin, soprattutto asiatici. Ricordiamo, a tal proposito, che proprio in Giappone e Sud Corea risiedono i principali investitori e speculatori in Bitcoin, così come evidenziato da più studi, tra cui uno recentemente condotto dalla Deutsche Bank.

Inoltre, tutto ciò si aggiunge a ciò che è già successo proprio in Sud Corea, dove la piattaforma Youbit ha dichiarato fallimento dopo il secondo attacco hacker. Anche questo fattore preoccupa particolarmente le autorità, che ritengono la Sud Corea (per via dei tanti investitori sud coreani) un obbiettivo sensibile per gli attacchi hacker.

Ripple, che succede? CoinBase fa cadere il prezzo

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CoinBase al momento non inserirà Ripple tra gli strumenti finanziari digitali negoziabili

Dopo oltre 10 giorni di rialzo, arriva per Ripple e per i suoi investitori una doccia fredda. Almeno, per il momento, s’intende. Il prezzo è sceso da oltre 3,8$ a circa 2,30$ (ore 15:50 di oggi, lunedì 8 gennaio 2018). La ragione principale di tale ribasso proviene dalla più importante exchange di strumenti finanziari digitali, CoinBase.

La ragione è semplice: i gestori di CoinBase hanno negato di avere in progetto l’inserimento di Ripple nella lista delle valute digitali negoziabili sulla propria piattaforma, almeno per il momento.

Dato che questa coinvolge numerosissimi utenti, il fatto che vi sia o non vi sia Ripple comporta una grande differenza in termini di transazioni e quindi capitalizzazione. Inoltre, c’è da contare anche l’effetto “boom”, così come avvenne per il Bitcoin Cash, le cui sole voci sul possibile inserimento lanciarono per alcune ore le quotazioni della valuta digitale alle stelle (da meno di 2.000 a più di 4.000$ in sole 48 ore).

Le quotazioni dei ripple erano salite anche in virtù di questo. Ed evidenziamo “anche”. Infatti, la qualità del progetto e la presa in considerazione di sempre più istituzioni finanziarie, stanno comunque facendo crescere l’autorevolezza della valuta digitale. Ergo, questo mancato “salto” difficilmente frenerà il proseguimento del cammino degli XRP.

Giorni migliori, rispetto agli investitori, per chi invece ha fatto trading al ribasso tramite le piattaforme CFD, le quali consentono di aprire posizioni sia long (al rialzo) che short (al ribasso) in base alla quotazione dell’asset sottostante, che in questo caso è rappresentato dalla criptovaluta XRP di Ripple. In questi ultimi giorni, le posizioni dei gli “Orsi”, ovvero dei trader che hanno aperto posizioni al ribasso, si sono rivelate vincenti. Esempio di piattaforma trading CFD è quella di eToro, salita alla ribalta per le sue funzioni social e copytrading, che consentono di copiare le attività di altri trader selezionandoli in base a classifiche di rendimento.

Mining Bitcoin: in Cina si spreca troppa energia

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Il governo cinese porta all'angolo i miner di Bitcoin in Cina per eccesso di energia elettrica

A rischio l’attività dei miner cinesi di Bitcoin: secondo un documento interno della Leading Group of Internet Financial Risks Remediation, la commissione istituita da Pechino nel 2016 per controllare i movimenti finanziari generati su Internet e il nuovo mercato delle criptovalute, si attende un giro di vite per limitare e disincentivare la creazione di moneta virtuale, come Bitcoin tra le altre, attraverso i complicati e dispendiosi, in termini di energia, calcoli alla base del mining. Nel promemoria datato 2 gennaio si richiede infatti alle autorità locali di prendere ogni provvedimento utile per spingere le attività che operano in mining sul territorio verso un’uscita dal mercato: tra gli strumenti proposti, aumenti della tassazione, disincentivi fiscali, stretta nelle licenze e autorizzazioni, tariffe dell’elettricità più pesanti.

Sebbene si tratti per il momento di una direttiva interna, indirizzata agli uffici locali dell’agenzia governativa per il controllo delle attività finanziarie in rete, c’è chi ravvede in essa una presa di posizione a livello centrale. La Cina è, al giorno d’oggi, tra i leader mondiali nella produzione di criptovaluta tramite mining: circa due terzi dell’energia dedicata in tutto il mondo a questa attività è infatti concentrata all’interno del gigante asiatico, e i più importanti produttori di hardware dedicato si trovano proprio all’interno della Grande muraglia.

La crescita impetuosa del mercato delle criptovalute, con quotazioni moltiplicate esponenzialmente nel giro di pochi mesi e Bitcoin a guidare la fila con un aumento di circa 1800% in soli 12 mesi, hanno indotto numerosi imprenditori locali a investire in questa redditizia attività. Le indiscrezioni degli ultimi giorni, però, segnalano la preoccupazione delle autorità per i risvolti sociali e economici di questa esplosione di nuovi centri di mining, che rischia di creare delicati squilibri nella distribuzione dell’energia elettrica, necessaria per il funzionamento delle potenti macchine di calcolo. Sotto esame soprattutto le aree di minore efficienza nella griglia di fornitura di energia, come lo Xinjiang, dove però parallelamente l’abbondanza di materie prime ha facilitato la nascita e la diffusione di nuovi centri di mining.

Oltre al mining, la criptovaluta Bitcoin è disponibile per il trading sulle exchange e sulle piattaforme di trading come quelle di IQ Option, eToro e Plus500.

Quotazione Oro: analisi tecnica al 08 gennaio 2018

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Gold: analisi tecnica al 08 gennaio 2018

Nella seguente analisi tecnica ci occuperemo della quotazione dell’oro. Analizzando il grafico monthly (grafico in alto) dell’oro per mezzo di candele cumulate heikin ashi, possiamo osservare la forte tendenza rialzista che l’oro ha cavalcato dal lontano 1999 al 2012 muovendosi in un attraente bullish trend che ha portato le quotazioni da 252,00$ a 1921,00$ con una performance positiva di circa il 650%. Successivamente i prezzi hanno subìto una fisiologica correzione che ha portato le quotazioni a perdere circa il 44% del loro valore in circa 3 mesi di contrattazione. Da qui il Gold è entrato in una fase di congestione che ha come supporto statico area 1.050$ l’oncia e come resistenza statica area 1.400$ circa (linee arancioni).

Gold: analisi tecnica al 08 gennaio 2018

Analizzando il grafico daily dell’oro per mezzo di candele cumulate heikin ashi, possiamo osservare più da vicino la fase di consolidamento nella quale la materia prima si sta muovendo.

Cosa aspettarsi per il futuro su questa materia prima? Ricordando che l’oro è il bene rifugio per eccellenza, a nostro avviso, la definitiva fuoriuscita rialzista o ribassista della già menzionata fase laterale dell’oro detterà, con buone probabilità, la direzione futura dei prezzi. Tale breakout o breakdown, infatti, potrebbe dare la spinta alla materia prima verso l’alto o verso il basso (a seconda della direzione della fuoriuscita).

Nel momento della scrittura l’oro batte quota 1.320,42$ l’oncia.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

NEM Dollaro, forte tendenza rialzista

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NEM Dollaro, forte tendenza rialzista

Analizzando tecnicamente il grafico weekly (grafico in alto) della coppia valutaria NEM Dollaro per mezzo di candele cumulate heikin ashi, possiamo subito osservare la straordinaria tendenza rialzista che la criptovaluta sta percorrendo dalla settimana del 18 gennaio 2016 (cerchio viola) ad oggi. Tale tendenza rialzista è confermata da massimi e minimi crescenti che si sono susseguiti durante questi due anni. Tale salita ha fatto registrare una performance da capogiro alla criptovaluta nei confronti del dollaro di oltre il 700.000% nel giro due anni di contrattazione.

NEM Dollaro, forte tendenza rialzista

Analizzando il chart attraverso un grafico daily possiamo osservare come il giorno 08 dicembre 2017 il breakout dei prezzi di area 0,3386$ (linea blu orizzontale) con elevati volumi (cerchio arancione) ha dato la spinta ad un ampio movimento rialzista che ha portato i prezzi a guadagnare quasi il 500% nel giro di un mese di contrattazione.

NEM è disponibile sulle principali exchange oltre che su alcune piattaforme di trading, tra cui la piattaforma di trading CFD IQ Option.

Cosa aspettarsi per il futuro? Il trend del cambio NEM Dollaro è ben impostato al rialzo ed i prezzi non sembrano, per il momento, voler arrestare la propria corsa rialzista. Le lunghe ombre sia superiori che inferiori che presentano le candele durante l’ultima salita ci indicano una fortissima volatilità del cross per cui è consigliabile maneggiare con cura.

Nel momento in cui scriviamo la cripto batte nei confronti del dollaro quota 1,6136. Le quotazioni differiscono a seconda delle exchange. Tra le più importanti citiamo CoinBase, Bittrex, Binance.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento. Ricordiamo, inoltre, che le criptovalute sono soggette ad un’alta volatilità.

Brasile userà Ethereum per progetti di legge popolare

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Ethereum adottato dalla burocrazia brasiliana

Non solo criptovalute: la tecnologia che fonda il funzionamento delle piattaforme di blockchain potrebbe ben presto allargarsi a contesti non esclusivamente economici e di scambio, ma coinvolgere ampi settori della vita sociale e comunitaria. È questa la lezione che giunge dal Brasile, dove sta per essere messo a punto un processo decisionale basato su Ethereum per sviluppare e approvare progetti di legge popolare.

Questa notizia ha contribuito ha far alzare il prezzo degli Ether nelle ultime 24 ore, per poi frenare questa mattina.

Il sistema costituzionale del paese sudamericano prevede infatti la possibilità di discutere, in sede parlamentare, disegni normativi su iniziativa dei cittadini, quando a chiederlo sia almeno l’uno per cento degli aventi diritto al voto. Una percentuale facilmente raggiungibile in teoria, ma che collide con difficoltà e problemi strutturali peculiari di un paese vastissimo, dove risulta complicato certificare l’autenticità delle firme e delle identità dei cittadini.

Le caratteristiche principali delle piattaforme blockchain, e di Ethereum in particolare, possono ora offrire una soluzione, nelle intenzioni dei legislatori brasiliani, e garantire un sistema auto-certificato, democratico e controllabile orizzontalmente per concedere ai cittadini un potere decisionale fino a oggi inutilizzato. Con un sistema blockchain i dati potrebbero essere infatti inseriti da ogni unità decentrata e sparsa sull’enorme territorio del Brasile, e al contempo garantirebbero alle autorità e ai cittadini stessi la possibilità di controllare il processo, verificandone in tempo reale l’autenticità e evitando ogni rischio di brogli. Per quanto riguarda la sicurezza e la privacy, l’applicazione che governa il processo dispone di un sistema crittografico di protezione dati.

Gli stessi sviluppatori di queste nuove tecnologie e piattaforme, d’altronde, non hanno mai nascosto le infinite possibilità di utilizzo del blockchain, anche se l’attenzione della cronaca si è da subito concentrata esclusivamente su ciò che concerne le criptovalute, certamente per merito delle straordinarie performance finanziarie registrate negli ultimi mesi da Bitcoin e dalle altre monete virtuali che proprio su piattaforme blockchain si appoggiano.

A proposito di blockchain, è recente l’annuncio di investimenti da parte di Ethereum per sovvenzioni a ricerche sulla scalabilità.

Ethereum investe milioni in ricerche su scalabilità

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Vitalik Buterin, creatore di Ethereum

La fondazione no profit che sovrintende il progetto Ethereum ha annunciato di aver lanciato dei programmi di sovvenzione alla ricerca sulla scalabilità dello stesso sistema, ovvero il meccanismo che consente di incrementare il numero di transazioni che la blockchain di Ethereum può elaborare.

Ad annunciarlo è stato lo stesso creatore di Ethereum, Vitalik Buterin. Egli ha infatti evidenziato come si sia raggiunta la quota di 1 milione di transazioni al giorno, ragion per cui occorre fare in modo che il sistema non rallenti. Una sfida, questa, comune a tutte le blockchain. Per Buterin si tratta di un passo necessario affinché le applicazioni blockchain possano essere utilizzata ad ampio raggio.

Le due strade proposte da Ethereum agli sviluppatori a tal fine: i protocolli Sharding e i protocolli Layer-2. Entrambi, verrebbero costruiti sull’attuale blockchain.

Queste due soluzioni si presentano entrambe interessanti e solo lo sviluppo potrà dire quale delle due si dimostrerà migliore dell’altra.

Sharding ha la caratteristica di richiedere pochi nodi per la verifica di una transazione sulla blockchain. Layer-2 invece estrae le transazioni dalla blockchain principale di Ethereum, con la rete che consentirebbe alle transazioni di andare avanti e indietro al fine di bloccare la blockchain ma senza che questa venga utilizzata per elaborare effettivamente le transazioni.

Le sovvenzioni sono ottime: da 50 mila a 1 milione di dollari per la copertura dei costi. A queste si aggiungeranno anche aiuti pratici nell’attuazione dei protocolli sulla rete di Ethereum.

A tale progetto e sovvenzioni potranno partecipare sviluppatori singoli o aziende, così come gruppi universitari o accademici, che verranno anche formati su come procedere in modo tale da poter svolgere il proprio progetto in armonia con quello di Ethereum.

Quotazioni di Ethereum oggi

Dopo aver sfondato quota 1.200$ in mattinata, Ethereum torna verso i livelli di ieri.

In questo momento, alle 10:20, Ethereum batte quota 1.144$ (quotazioni Binance).

 

Qtum, la blockchain focalizzata sul business

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QTUM, la criptovaluta degli smart contracts compatibili anche su mobile

Tra le criptovalute a maggior capitalizzazione nelle ultime 48 ore è emersa QTUM, la criptomoneta del sistema Qtum, una blockhain focalizzata sul business. Si tratta di una blockchain di nuova generazione poiché unisce l’infrastruttura core di Bitcoin con una versione della Virtual Machine di Ethereum, al fine di offrire vari tipi di utilizzo con gli Smart Contracts, i “contratti intelligenti”.

Si tratta quindi di un progetto che si pone l’obbiettivo di attrarre grandi aziende, poiché alla tecnologia innovativa aggiunge il circuito di smart contracts che hanno il privilegio di velocizzare molto le pratiche contrattuali per dei contratti standard.

Uno dei punti di forza di Qtum sta nelle applicazioni mobili. Il Simple Payment Verification Protocol infatti rende possibile l’esecuzione degli Smart Contracts in portafogli limitati. Infatti, va considerato che metà del traffico web è generato ormai da dispositivi mobili e tablet, perciò Qtum fornisce un modo per consentire a tali dispositivi di accedere alle applicazioni basate su blockchain in modo sicuro.

Inoltre, un aspetto da non sottovalutare è la compatibilità retroattiva. In pratica, anche a seguito di aggiornamenti futuri, la Blockchain Qtum resterà compatibile con le applicazioni Bitcoin e con i contratti esistenti di Ethereum. In tal modo, le aziende che hanno già adottato smart contracts Ethereum, non avranno problemi con l’utilizzo di Qtum.

Quotazione QTUM e capitalizzazione

In questo momento, alle 16:35 del 5 gennaio, Qtum quota 51,75$. La capitalizzazione di mercato è pari a 4,690 miliardi di dollari. Tali quotazioni cambiano a seconda della piattaforma exchange utilizzata. Tra le piattaforme più utilizzate vi sono Bittrex e Binance.

Alle 12.00 la quotazione è schizzata da 45 a 54$ in meno di 15 minuti, un rialzo vertiginoso, considerato il valore della criptovaluta. Un rialzo di circa il 10% che è stato seguito da un assestamento attorno a quota 55$ e successivamente da un ribasso fino a quota 52$.

Al momento la giornata di contrattazioni su QTUM segna un +8%.

Considerando un arco temporale di 1 mese, QTUM è partito da quota 12,59$ il giorno 5 dicembre per poi salire fino a 29$ il 15 dicembre e arrivare al massimo storico di 60,50$ il giorno 19 dicembre. Il giorno 22 è tornato a quota 40$ per via della crisi del Bitcoin, per poi riprendere la sua corsa gradualmente fino ai dati odierni.

Cambio BTC USD, finito lo storno del Bitcoin?

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Cambio BTC USD, finito lo storno?

Nella nostra precedente analisi tecnica del 06 dicembre 2017 sul cambio BTC USD avevamo sottolineato che le quotazioni sono continuate a crescere, guadagnando nei confronti del dollaro un altro rialzo di circa il 27%. Avevamo aggiunto che queste forti performance invogliavano il mercato ad acquistare BTC con conseguente aumento dei prezzi. Ricordiamo, infatti, che il prezzo è dato dalla domanda sull’offerta (se aumenta la domanda aumenta il prezzo). Inoltre, avevamo scritto che con la rottura del muro di 12000,00$ i prezzi del BTC avevamo dimostrato ancora grande forza. Il giorno che scrivevamo tutto ciò eravamo sulla candela evidenziata con il cerchio arancione.

Cosa è accaduto successivamente? I prezzi del Bitcoin dopo aver fatto registrare ancora forti rialzi e nuovi massimi storici in area 19666,00$ hanno compiuto una fisiologica e copiosa correzione che ha portato le quotazioni fino ad area 11160,00$. La media mobile a 50 periodi a funto da ottimo supporto respingendo per più volte i prezzi verso l’alto (frecce blu).

Bitcoin è disponibile su diverse piattaforme exchange e di trading tra cui la piattaforma trading CFD eToro.

Cosa aspettarsi per il futuro? A nostro avviso, il trend del cambio BTC USD rimane rialzista e le quotazioni sembrano voler proseguire il loro cammino bullish e dirigersi verso nuovi massimi. Fondamentale, sarà però, osservare il comportamento dei prezzi nei prossimi giorni.

Nel momento in cui scriviamo il Bitcoin batte nei confronti del dollaro quota 16145,00$ con un rialzo di circa il 6%.

Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento. Ricordiamo, inoltre, che le criptovalute sono soggette ad un’alta volatilità.