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Ethereum Dollaro al 19 dicembre, la tendenza è al rialzo

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Ethereum Dollaro, la tendenza è al rialzo

Analizzando il grafico daily (grafico in alto) da un punto di vista puramente tecnico della coppia valutaria Ethereum Dollaro per mezzo di candele cumulate heikin ashi, possiamo osservare come la criptovaluta dopo aver fatto registrare il bottom di mercato il giorno 15 settembre in area 201,00$ (freccia arancione) ha invertito la propria rotta impostandosi al rialzo. Tale salita, che perdura ancora oggi, ha fatto registrare una performance della criptovaluta nei confronti del dollaro di oltre il 300% nel giro tre mesi di contrattazione.
Il giorno 24 novembre 2017 i prezzi hanno fornito un chiaro segnale di forza, prontamente segnalato dai nostri sistemi matematici, al breakout definitivo e con volumi (cerchio arancione) della resistenza statica posta in area 398,00$ (linea viola orizzontale). Tale rottura ha dato la spinta la cross per forti rialzi in tempi brevi. Area 398,00$ rappresenta un livello molto importante: tale livello, infatti, successivamente è stato ritestato più volte (frecce blu) senza mai essere attraversato al ribasso formando dei millimetrici pullback. La resistenza statica è diventata così supporto supporto statico.

Cosa aspettarsi per il futuro? Il trend del cambio Ethereum Dollaro è ben impostato al rialzo ed i prezzi sembrerebbero voler dirigersi verso nuovi massimi entrando in territori ancora inesplorati. Per il trading con piattaforma CFD, Ethereum è disponibile sulla piattaforma di trading Plus500.

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Il trader/investitore che ha fiducia in questa criptovaluta deciderà se e quando intraprendere operazioni long facendo attenzione al money management e al timing di entrata ricordando che, per quanto le previsioni indicano che i prezzi potranno ancora crescere, le criptovalute non sono un investimento sicuro.

Nel momento in cui scriviamo la cripto batte nei confronti del dollaro quota 859,84. Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Cardano, la Ethereum del Giappone

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Il logo di Cardano, sistema in cui si muove la criptovaluta Ada

Il rimbalzo del bitcoin e il superamento del primo giorno alla CME (Chicago Mercantile Exchange) da parte dei futures bitcoin, ha trainato anche le altre maggiori criptovalute tra cui Ethereum, Ripple e Litecoin. A queste si aggiunge Cardano (ADA), una criptovaluta che in 4 giorni è passata da 0,21$ a 0,55$ (momento in cui scriviamo, ore 9:09 del 19 dicembre).

Cardano è definita da molti come la Ethereum del Giappone, probabilmente un modo più semplice per ricordarne l’origine geografica e la tipologia di servizio offerto. Ethereum infatti a differenza degli altri sistemi su cui si basano le criptovalute, presenta un network per la creazione e circolazione di smart contracts. Il paragone tra Cardano ed Ethereum quindi si gioca proprio sulla caratteristica dei “contratti intelligenti”.

Ad ogni modo, se Cardano è il nome della piattaforma, del sistema e della tecnologia, ADA è invece il nome della criptovaluta. Questa può essere utilizzata per inviare e ricevere fondi digitali. Come ogni criptovaluta “che si rispetti”, anche Cardano sembra far leva sulla garanzia di trasferimenti diretti e veloci, messi in sicurezza tramite l’uso di strumenti crittografici.

Cardano è capace di far girare applicazioni finanziarie utilizzate quotidianamente da individui, organizzazioni e governi in tutto il mondo. La piattaforma si basa su un sistema composto da layer, che danno maggiore flessibilità e consentono una più facile gestione. Ogni layer viene costruito per gestire smart contracts, che secondo i creatori rappresentano gli accordi legali che si svolgeranno nel futuro del commercio e del business. Anche per Cardano i servizi non vengono controllati dalle singole parti bensì operano su una blockchain.

Una piccola nota: probabilmente il nome Cardano è un omaggio allo studioso italiano Girolamo Cardano (1501 – 1576). Matematico, fisico, biologo, chimico, astrologo, astronomo, filosofo, scrittore e scommettitore. Quest’ultima “specializzazione” era legata alla sua passione per il calcolo della probabilità, di cui fu praticamente il principale fondatore.

 

CME scuote il prezzo del Bitcoin

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Bitcoin approda al mercato futures CME

Dopo il debutto sul Cboe, i contratti futures sul Bitcoin oggi arrivano sul CME, il Chicago Mercantile Exchange, il importante mercato di futures al mondo che opera tramite piattaforme di trading online. Nonostante i passati giorni siano stati piuttosto tranquilli, la giornata di oggi certo non lo è stata.

Oggi il Bitcoin si è mosso inizialmente al ribasso, crollando da 19.532 a 18.010 per poi recuperare durante la mattinata fino ad arrivare a 19.100 alle ore 13. Alle 15.15 è crollato nuovamente fino a quota 18.048 per poi tornare sopra quota 18.500 dopo le ore 16. La giornata tuttavia sembra tutt’altro che finita e nelle prossime ore si assisterà quasi certamente a movimentazioni interessanti. Al momento della pubblicazione di questo articolo, il BTC quota 18.489 dollari.

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Questo dopo che nel weekend la criptovaluta era tornata vicino a quota 20.000 dollari. Se il debutto sul Cboe ha fatto schizzare il prezzo del BTC, il debutto sul CME lo sta mettendo davvero alla prova. Ad una, pare, più difficile prova.

Nel breve periodo, molti analisti prevedono un rafforzamento che potrebbe sfondare quota 24.000. Si tratta comunque di affermazioni tecniche che potrebbero scontrarsi con qualcosa di più forte, ovvero una possibile ondata di “panico”. E’ un discorso, questo, di cui si parla già da quando la criptovaluta valeva 2-3.000 dollari. Fino ad ora, sebbene si critichi molto l’alta rischiosità di questo strumento, la “bolla” non è ancora scoppiata. Nel frattempo, si sono aggiunte nuove metodologie d’investimento sui bitcoin (futures) e la criptomoneta pare abbia retto il colpo.

Oltre che all’ingresso sui due mercati futures, ha retto anche il colpo di forti ribassi.

Un sondaggio svolto dal Wall Street Journal di una settimana vedrebbe il 96% degli economisti interpellati sul tema bitcoin, convinto del fatto che la criptovaluta sia trainata dalle attese delle possibili e potenziali evoluzioni della tecnologia blockchain.

Proprio la tecnologia blockchain infatti sembra essere la colonna portante di Ripple, il sistema già adottato come implementazione da importanti istituzioni bancarie e network di pagamento, alle quali se ne dovrebbero presto aggiungere molte di più. Di questo abbiamo parlato dell’articolo riguardante l’interesse verso Ripple di banche giapponesi e sud-coreane.

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Il Bitcoin invece sembra fornire meno garanzie per quanto riguarda la “struttura”. Per quanto riguarda questo aspetto, si stanno cercando sempre più risposte e garanzie. Sta di fatto, tuttavia, che questo sistema certo è nato per tutt’altri obbiettivi rispetto a quello di diventare un fenomeno speculativo, perciò degenerando il mercato, si moltiplicano anche le difficoltà e le domande a cui nessuno, per ora, può offrire una facile risposta.

Luxottica in rialzo dopo il cambio di governance

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Il cambio della governance fa rialzare il titolo Luxottica

Segnali positivi da Piazza Affari sull’operazione di cambio governance ai vertici di Luxottica. L’uscita dell’amministratore delegato Massimo Vian, annunciata in un comunicato venerdì sera, ha fatto aprire al rialzo le quotazioni su Milano: +0,99% sugli scambi del listino con un valore che sale a 50,95 euro. Di certo ha pesato, sull’ottimismo del mercato, la garanzia di un passaggio indolore con il patron Leonardo Del Vecchio saldamente alla testa di Luxottica dalla carica di presidente esecutivo, che ha inoltre accumulato su di sé in delega anche le funzioni di Ceo.

Il legame tra Vian e Luxottica, che sarebbe scaduto comunque di qui a tre mesi, si è sciolto dopo il successo della fusione della società italiana leader nel settore dell’ottica con il gruppo francese Essilor. Dal matrimonio delle due realtà Del Vecchio esce sempre al comando, e con una chiara volontà di mantenere Luxottica all’interno della cornice economia e finanziaria del Belpaese, come testimonia la chiara intenzione, più volte ribadita pubblicamente, di quotare la nuova società sulla Borsa di Milano. Che, a sua volta, ha accolto con entusiasmo, a suon di rialzi e di attestati di gratitudine da parte dell’amministratore delegato Raffaele Jerusalmi, la conferma di fiducia.

A guidare il campione italo francese dell’ottica saranno, per una prima fase di transizione, Leonardo Del Vecchio e Hubert Sagnières, rispettivamente presidente e vicepresidente del gruppo, pur con medesimi poteri; lo stesso Sagnières ha però precisato che la caccia al nuovo Ceo è già partita.

Oltre alla valutazione in rialzo del titolo registrata in mattinata a 50,95 euro, salgono anche i prezzi obiettivo: Equita SIM lo fissa oggi a 53 euro, cifra di poco superiore alla valutazione di Banca Imi con 52,7 euro, mentre Banca Akros segna il target price di Luxottica più alto con 54 euro.

Imu e Tasi, oggi scade la seconda rata

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IMU e Tasi, pagamento a scadenza

Oggi, lunedì 18 dicembre, scadono ufficialmente i termini per il pagamento della seconda rata di Imu e Tasi. L’imposta sugli immobili è stata abolita relativamente alla prima casa, ma continua a rimanere in vigore sia per le seconde e terze case, che per abitazioni di lusso e per i cosiddetti immobili strumentali (come negozi, uffici e capannoni).

Anche in questa scadenza fiscale di metà dicembre sono quindi chiamati all’appello diversi milioni di italiani. Secondo i calcoli effettuati dalla CGIA di Mestre, agli italiani questo saldo costerà complessivamente 9.9 miliardi di euro.

Il peso maggiore graverà sui proprietari di seconde e terze case, i quali saranno chiamati a pagare ai rispettivi Comuni una cifra che si aggira attorno ai 5.3 miliardi. La rimanente fetta della torta, quindi all’incirca 4.5 miliardi di euro, sarà spartita tra possessori di uffici, negozi e capannoni. C’è poi una piccola fetta di 36.8 milioni euro che riguarda invece i proprietari di case di lusso.

Per quanto riguarda un’analisi territoriale, la Lombardia è la regione d’Italia che verserà il contributo economico maggiore: tra Imu applicata alle case di lusso (7 milioni di euro), seconde e terze case (786 milioni), e Imu e Tasi gravanti sugli immobili strumentali (1 miliardo), i lombardi sborseranno in totale 1.8 miliardi di euro. Secondi in classifica gli abitanti del Lazio, che da parte loro contribuiranno con 1.2 miliardi di euro. Chiude il podio in terza posizione l’Emilia Romagna, dalla quale perverranno complessivamente 855 milioni di euro.

IOTA Dollaro, continua la fase di consolidamento

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IOTA Dollaro, continua la fase di consolidamento

Nella precedente analisi tecnica sul cross IOTA Dollaro, analizzando il grafico per mezzo di candele cumulate Heikin Ashi, avevamo sottolineato la breve fase laterale di congestione, accompagnata da scarsi volumi (rettangolo viola), in cui i prezzi erano entrati dopo la forte salita che aveva fatto registrato ottime performance agli investitori che avevano creduto nella criptovaluta. Tracciando un “ritracciamento di Fibonacci”, inoltre, avevamo evidenziato come i prezzi avevano testato la linea 0,382 (cerchi blu) senza attraversarla al ribasso, segnale di forza di IOTA.

IOTA Dollaro, continua la fase di consolidamento

Cosa è successo successivamente? I prezzi del cambio IOTA Dollaro sono ancora “ingabbiati” tra area 3,25 e area 5,59. Tale fase, visti anche i modesti volumi, sembra solo una fisiologica correzione, per cui ben presto i prezzi riprenderanno l’up trend.

Cosa aspettarsi quindi per il futuro? Ricordando che un trend è in atto fino a prova contraria, crediamo che la violazione definitiva di area 5,60$ potrebbe rappresentare un segnale di forza della criptovaluta.

[plus_chart chart=”IOTUSD”]

A quel punto ciascun operatore finanziario deciderà se e quando intraprendere operazioni long a favore di IOTA prestando, come sempre, attenzione al timing di entrata sul mercato e al money management. Osserviamo, infine, come le tutte le medie mobili sono molto lontane tra loro segno di forte salita dei prezzi.

Nel momento in cui scriviamo IOTA batte nei confronti del dollaro quota 3,98, con un rialzo di circa l’4,30%. Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading. IOTA è disponibile su diverse piattaforme di trading online tra cui la piattaforma di trading CFD Plus500.

Ripple Dollaro, formazione di una bandiera?

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Ripple Dollaro, formazione di una bandiera?

Nella nostra precedente analisi tecnica sul cambio Ripple Dollaro avevamo posto l’attenzione dei nostri lettori sul lungo movimento laterale che la criptovaluta aveva fatto registrare da maggio a dicembre di quest’anno. Tale trend laterale è stato “breakkato” (ovvero interrotto) dai prezzi definitivamente e con elevati volumi fornendo un chiaro segnale di forza a tutti i trader/investitori. Inoltre avevamo scritto che a nostro avviso il cross sembrava voler far registrare nuovi allunghi.

Cosa è successo successivamente? I prezzi hanno creato un pattern di continuazione del trend principale ovvero una bandiera indicata sul grafico dalla freccia blu. Tale pattern sembra confermato dal fatto che durante la formazione dell’asta della bandiera il cambio ha fatto registrare forti volumi e, viceversa, nella formazione della bandiera (la parte rettangolare) i volumi sono stati bassi.

Negli ultimi giorni, a proposito di Ripple si sono registrati rialzi dovuti a interessamenti da parte di soggetti istituzionali e prese di profitto nelle ultime ore.

Cosa aspettarsi quindi per il futuro? A nostro parere il cross Ripple Dollaro darà un altro chiaro segnale di forza al breakout della bandiera ovvero alla violazione della trendline arancione.

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A quel punto ciascun trader/investitore deciderà se intraprendere operazioni long a favore delle criptovaluta facendo particolare attenzione al money management ricordando che le criptovalute sono strumenti molto rischiosi.

Nel momento in cui scriviamo il Ripple viene scambiato nei confronti del Dollaro a quota 0,74. Le valutazioni evidenziate in questo articolo non vogliono essere un invito all’investimento, bensì solo analisi tecniche da valutare per possibili operazioni di trading/investimento.

Esenzione canone Rai 2018, regole e modello per dichiarazione

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Modello e regole per l'esenzione canone Rai 2018.

Per l’esenzione dal canone Rai 2018 è fissato al 31 gennaio 2018 il termine ultimo per la comunicazione riguardante il non possesso di un televisore all’Agenzia dell’Entrate. Per non pagare il canone, quindi, oltre a non possedere un apparecchio televisivo, occorre inviare la dichiarazione in via cartacea oppure online.

Per quanto riguarda la via cartacea, è consigliabile muoversi entro fine dicembre, poiché i tempi sono più lunghi e ci si potrebbe ritrovare a pagare l’addebito per poi fare richiesta del rimborso. Più veloce invece è la dichiarazione online, tramite il modello di dichiarazione sostitutiva di non detenzione, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

La dichiarazione va effettuata per via della Legge di Stabilità del 2016, per la quale in assenza di tale comunicazione, vi è la “presunzione di detenzione” per qualsiasi utente di energia elettrica. Ed è per tale specifico motivo, che il canone viene ora automaticamente addebitato sulla bolletta elettrica, diviso in 10 rate mensili.

L’auto-dichiarazione ai fini dell’esenzione dal canone rai 2018 è quindi una testimonianza del fatto che non si possiede un apparecchio televisivo, cosa che basterebbe a obbligare il pagamento del canone, anche quando non collegato o non si utilizzi. Tale dichiarazione può essere fatta anche da un’erede nel caso desideri dimostrare che nella casa del deceduto non vi siano apparecchi televisivi.

Come procurarsi, compilare e inviare, modello di dichiarazione sostitutiva

Come procurarselo: Per superare la presunzione di detenzione di apparecchi televisivi è necessario presentare la dichiarazione di non detenzione, compilando il Quadro A della dichiarazione sostitutiva pubblicata sui siti www.agenziaentrate.gov.it e www.canone.rai.it.

Per facilitarvi il compito: il modello è scaricabile qui e le istruzioni sono disponibili in questa pagina.

Come inviarlo in forma cartacea: per inviarlo in formato cartaceo, si può inviare una raccomandata tramite servizio postale, con presentazione del modello e un documento di riconoscimento valido, all’indirizzo:

Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

La dichiarazione sostitutiva può essere anche presentata tramite il servizio di posta elettronica certificata.

In caso di non possesso, la dichiarazione di non possesso va effettuata e inviata ogni anno, ragion per cui è consigliabile la modulistica online, molto più rapida.

Risparmio postale: Cdp e Poste rinnovano intesa fino al 2020

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Poste Italiane e Cassa Depositi Prestiti rinnovano fino al 2020

L’accordo in essere tra Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Poste Italiane è stato rinnovato fino al 2020: l’accordo riguardante il servizio di raccolta del risparmio postale continuerà quindi ad essere valido per altri due anni.

L’intesta è stata raggiunta dall’amministratore delegato di Cdp, Fabio Gallia, e dal numero uno di Poste Italiane, Matteo Del Fante, con una firma apposta presso gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sotto la supervisione del titolare del dicastero, Pier Carlo Padoan.

I termini temporali dell’accordo sono coerenti per quel che riguarda gli obiettivi “di gruppo”, ma appaiono coerenti anche in relazione ai piani industriali che sia Cdp sia Poste si sono date nelle loro rispettive realtà. Il rinnovo dei termini inoltre non fa altro che consolidare un’alleanza che ha dimostrato di saper funzionare, o meglio, che ha dimostrato di saper utilizzare i risparmi degli italiani ai fini dello sviluppo, degli investimenti e della crescita del sistema Paese.

Per quanto concerne il lato pratico, il nuovo accordo che si concretizzerà nei fatti da qui ai prossimi due anni, poggia fondamentalmente su due pilastri: da un lato mira a valorizzare i Buoni Fruttiferi Postali e i Libretti di risparmio postale come strumenti ideali per la gestione del risparmio, e dall’altro punta ad innovare ed ampliare i servizi offerti al mercato.

Un esempio? Cdp e Poste Italiane vogliono rilanciare il ruolo di Buoni e Libretti, e farlo anche attraverso massicci investimenti in tecnologia, comunicazione e formazione, così da raggiungere quanti più risparmiatori possibili. Se tali obiettivi dovessero essere raggiunti, e quindi gli obiettivi annuali di raccolta netta dovessero essere quanto meno eguagliati, a Poste Italiane spetterà, relativamente al triennio 2018-2020, un riconoscimento annuo compreso tra 1,55 e 1,85 miliardi di euro.

Cedolare secca, il Consiglio di Stato appoggia Airbnb

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Cedolare secca, il Consiglio di Stato appoggia Airbnb

Non sembra aver fine la disputa che oppone Airbnb, e sotto il suo ombrello le migliaia e migliaia di proprietari di case e appartamenti che offrono ai turisti ospitalità dalle sue pagine, e le autorità nazionali con la volontà di regolamentare un settore non ancora strutturato, con ricavi elevati ma sommersi nei confronti del fisco.

L’ultimo colpo di scena della querelle segna una vittoria per la multinazionale americana: il Consiglio di Stato, in Italia, ha infatti accolto un ricorso di Airbnb contro il Tar della Lazio e ha così indirizzato di nuovo al Tribunale amministrativo la questione della legittimità dell’applicazione di una cedolare secca sugli affitti brevi turistici.

Tutto ha avuto inizio in estate: la decisione del Governo di applicare una aliquota fissa sugli affitti derivanti da strutture e operatori non professionali risale a luglio scorso. Sin da subito però Airbnb si è opposta alla misura, adducendo ragioni tecniche e chiedendone al Tar una sospensione. Dopo la bocciatura della richiesta del sito di house sharing, è arrivato il ricorso presso il Consiglio di Stato che ha infine dato ragione alla multinazionale, chiedendo all’organo di giudizio competente di rivedere la propria decisione.

A rimetterci, al momento, sono soprattutto le casse dello Stato: l’introduzione della cedolare secca avrebbe potuto portare all’Erario, secondo i calcoli del Ministero dell’Economia, un centinaio di milioni di euro. Per semplificare l’emersione delle transazioni in nero sulle brevi permanenze, intanto, il Parlamento cerca diverse soluzioni tra le quali il dimezzamento dell’aliquota della cedolare secca, che passerebbe così dal 21% fissato precedentemente ad un vantaggioso 10%.

Al di là delle percentuali, però, restano in piedi gli ostacoli tecnici segnalati da Airbnb, e cioè l’incapacità per la piattaforma di verificare l’esattezza delle somme dovute dagli utenti senza una chiara indicazione proveniente dall’Agenzia delle Entrate.