La Romania adotterà l’euro: il governo conferma

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teodor melescanu (ministro in romania)

Mentre il cambio euro dollaro si sta portando ulteriormente al rialzo rompendo al soglia degli 1.20, ecco che arriva una notizia che potrebbe ulteriormente rafforzare la valuta europea: l’adesione all’euro da parte della Romania.

Il ministro degli Esteri romeno ha dichiarato che l’economia del suo Paese ha già raggiunto gli standard minimi per poter entrare nell’area euro, ma che bisogna aspettare cinque anni per far sì che questo passaggio possa risultare il meno traumatico possibile per la popolazione. Sembra infatti che un cambio repentino della valuta locale possa danneggiare i redditi dei pensionati, e il governo, per ovvie ragioni, non ha alcuna intenzione di permettere che questo accada.

Intervistato dal giornale polacco Rzeczpospolita, il ministro Teodor Melescanu ha affermato: “Già oggi rispettiamo tutti i requisiti formali, per cui potremmo aderire da subito all’unione monetaria. Abbiamo però paura che questo passaggio produca un effetto negativo sui redditi dei pensionati più poveri, per cui credo che adotteremo l’euro più in là, ma comunque entro cinque anni. Nel 2022, con ogni probabilità”.

Ecco quindi che la Romania si convertirà all’euro, ma lo farà non prima del 2022. Se la cosa dovesse essere confermata anche in altre sedi, la Romania sarebbe l’ultimo paese ad unirsi all’Euro dopo che lo ha fatto anche la Lituania, la cui adesione è stata sancita definitivamente nel 2015. Allo stato attuale, su 28 paesi che compongono l’Unione Europea, 19 hanno la moneta unica.

Tuttavia se il Regno Unito dovesse lasciare il blocco Ue e la Romania dovesse entrare nell’euro, di fatto ci sarebbero 20 paesi su 27 ad avere la moneta unica, per cui in quel caso l’ago della bilancia si sposterebbe a favore dell’euro. E questo squilibrio, a sua volta, potrebbe indurre gli altri 7 paesi dentro l’Ue ma fuori dall’euro ad adottare la valuta unica. D’altro canto questo è un argomento di continuo dibattito all’interno del Vecchio Continente.

In ogni caso il tentativo della Romania di entrare nella famiglia dell’euro si trascina ormai da un po’ di tempo, sebbene ci sia comunque una frangia interna non ancora convinta di un simile passo: il timore è che il paese non sia realmente in grado di competere con gli altri paesi aderenti all’euro, per cui, secondo questa tesi, ci sarebbe prima bisogno di rafforzare gli investimenti e migliorare le infrastrutture interne prima di compiere una decisione tanto importante. E anche per questo c’è bisogno che ci si dia del tempo.

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