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Investire in azioni Amazon: i 4 motivi per cui vale la pena farlo

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Le azioni Amazon rappresentano davvero uno dei migliori investimenti che possano esser fatti a Wall Street? Proprio come Facebook – di cui abbiamo parlato solo qualche giorno fa -, anche il colosso guidato da Jeff Bezos va guardato con quel po’ di sana lungimiranza, di buona aspettativa e di cauto ottimismo.

Facebook, azioni in crescita: è l’investimento più sicuro?

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Le azioni di Facebook continuano a seminare buone prospettive, con un mese di luglio e con dei primi giorni di agosto che segnano ancora una volta un ottimo rally. Le azioni del social network viaggiano intorno ai 125$, dopo aver comunque provato a toccare un picco poco sopra i 128$.

Fare trading sul cambio USD/CAD: c’è attesa per i dati USA

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Il cambio USD/CAD (dollaro statunitense/dollaro canadese), apre l’ultimo giorno della settimana caratterizzato da un trend che molto probabilmente ci si poteva anche aspettare: quello del ribasso.

PIL, per l’Italia una nuova battuta d’arresto: è crescita zero

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L’Istat ha rilasciato stamane i dati preliminari trimestrali relativi all’andamento del Prodotto Interno Lordo italiano, e come forse non ci si aspettava, la realtà che ne viene fuori è quella di un Paese che è tornato a rimanere fermo. I dati relativi al Pil del secondo trimestre 2016 – cioè quello che comprende il periodo che va da aprile a giugno – descrivono uno scenario non poi così buono.

Atlante 2, il fondo prende forma: raccolti 1.7 miliardi iniziali

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Il Fondo Atlante 2 sta per prendere il via e in questa prima fase si ritrova a tracciare un primo bilancio delle sottoscrizioni che sono arrivate negli ultimi giorni. Ad oggi risulta che le adesioni pervenute da parte delle istituzioni finanziarie italiane ammontino a 1.715 miliardi di euro, una soglia considerata sufficiente per permettere l’avvio di uno strumento pensato per sanare la situazione problematica di alcune banche (come la famosa Monte dei Paschi, oggetto di particolare attenzione ormai da diversi anni a questa parte).

Ricavi, privato meglio del pubblico: la classifica di Mediobanca

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Il privato lavora meglio del pubblico. Nel 2015, infatti, il fatturato delle società pubbliche cala del 16% a fronte di un fatturato che nel comparto privato cresce invece del 7.5%. E’ questo il dato che viene fuori da una ricerca condotta da Mediobanca, che per tracciare il bilancio ha analizzato le prestazioni economiche dei primi 50 gruppi industriali e finanziari italiani e di 5 holding non quotate (Edizione, Aurelia, Cremonini, Fininvest e De Agostini). Delle 50 realtà esaminate, 41 sono gruppi industriali (di cui a loro volta 28 privati e 13 pubblici), 6 sono gruppi bancari e 3 sono invece gruppi assicurativi.

Broker, dipendente arrestata per vendita di dati riservati

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Quando gli utenti che sono interessati ad investire nel forex o nelle opzioni binarie vengono invitati ad affidarsi soltanto a broker seri, affidabili e regolamentati, un motivo c’è eccome.

Istat, economia in frenata ma crescono fiducia e lavoro

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istat su economia

L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha diramato i dati sul clima di fiducia dei consumatori italiani per il mese di luglio 2016, e ha concluso come in Italia si respiri un’aria di generale fiducia per la prima volta nell’ultimo trimestre. Interessanti sono tuttavia anche i dati che riguardano la crescita economica e lo stato di salute del mercato del lavoro. Vediamo quindi nel dettaglio quello che viene fuori dagli ultimi rapporti dell’Istat.

Olimpiadi 2016: come cambia il mercato azionario

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A poche ore dall’accensione della torcia olimpica che ha dato il via alle Olimpiadi 2016 di Rio de Janeiro, ecco che anche gli investitori internazionali iniziano a fare le loro prime valutazioni: checché se ne possa pensare, infatti, i Giochi Olimpici un’influenza sui mercati ce l’hanno eccome. Ma come ci si può muovere in questo caso e a cosa bisogna prestare attenzione per non compiere passi falsi?

Olimpiadi 2016 di Rio: come i Giochi possono influenzare il mercato

Prima di tutto, fino al 21 agosto prossimo, cioè fino alla data di fine dei Giochi, sarà bene mantenere la calma e anche quel minimo di prudenza che ogni buon investitore dovrebbe imparare a fare propria. E non si tratta di un consiglio generico e buttato lì giusto perché ci sta bene, visto che sono diverse prestigiose ricerche ad aver affermato che i titoli azionari diventano piuttosto suscettibili durante gli eventi sportivi che godono di una certa risonanza mediatica (vogliamo forse negare che le Olimpiadi non rientrino in questa definizione?).

Per capire un po’ i termini della questione prendiamo per esempio uno studio diffuso nell’agosto 2007 dal Journal of Finance intitolato non a caso “Sentiment sullo Sport e rendimenti azionari”, e condotto da professori esperti nella finanza che incontrano gli autorevoli nomi di Alex Edmans, Diego Garcia e Oyvind Norli.

Ebbene, i ricercatori che hanno preso parte a questo studio hanno analizzato più di 2.000 eventi sportivi spaziando dagli incontri di hockey e basket nei Giochi Olimpici, fino ai mondiali di calcio, passando per le dispute internazionali di rugby. L’esito di questo incredibile lavoro di analisi è stato il seguente: che quando una squadra del paese X perde nell’ambito di un incontro particolarmente importante, il giorno successivo si registra di norma una perdita della borsa valori proprio di quel paese X. Questo accade perché gli investitori diventano più pessimisti quando le squadre di questo o quel paese perdono, e il loro pessimismo, essendo investitori, si sa, fa pagare dazio come prima cosa proprio alle borse!

Come investire durante le Olimpiadi 2016

Cosa dedurne, a questo punto? Molto semplicemente che l’elevato clima di emotività che si respira durante queste competizioni sportive può giocare brutti scherzi, e che quindi sarebbe il caso di astenersi dal fare grandi investimenti durante l’intero arco delle Olimpiadi. Essendo state programmate per il periodo di agosto e quindi in perfetta concomitanza con le vacanze estive, forse sarebbe il caso di sfruttare anche il periodo olimpionico per andare in vacanza in tutti i sensi e per ritornare a guardare agli investimenti seri solo a Giochi finiti!

Attenzione però, perché non è detto che tutto andrà esattamente come questo studio ha dimostrato (anche perché sappiamo essere molte le variabili che possono influenzare in un senso o nell’altro i vari mercati mondiali). Diciamo più genericamente, quindi, che soprattutto in vista dei grandi eventi sportivi “la prudenza non è mai troppa”.

Oro, un investimento sempre più sicuro alla luce della crisi mondiale

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L’oro, si sa, è il bene di rifugio per eccellenza. Quando azioni, valute e persino i titoli di stato non sono più in grado di assicurare un ritorno economico, gli investitori preferiscono rivolgere le loro attenzioni su beni che “non scadono mai”. Come l’oro, per appunto.

Oggi giorno sono diversi gli elementi che stanno contribuendo a creare un clima di tensione nell’aria e che quindi stanno creando terreno fertile per l’apprezzamento dell’oro: questo clima di tensione ha probabilmente trovato il suo punto di massima espressione con il terremoto Brexit, ma anche il terrorismo, le fratture politiche che si sono create nell’Unione Europea e anche l’instabilità politica che tuttora sta affliggendo la Turchia contribuiscono in qualche modo a questo clima di nervosismo finanziario. Alla luce di tutto quanto ciò è più che mai evidente di come ci siano le condizioni perfette affinché l’oro possa continuare a sperare in un apprezzamento!

Prezzo dell’oro: crescita del 27% su base annua

I fatti appena enunciati sono quelli più di più recente memoria, ma sono ormai diversi mesi che il mondo – soprattutto Occidentale – si sta ritrovando a dover fare i conti con l’instabilità. Non è un caso, infatti, se l’oro abbia cominciato a crescere già da inizio 2016: nell’arco di otto mesi questa materia prima è cresciuta del 27%, incassando dei guadagni persino quattro volte superiori rispetto a quelli realizzati nello stesso periodo di tempo dall’indice S&P 500 (che nel suo caso si è limitato a una crescita inferiore al 6%).

Oro: il ruolo (e l’influenza) delle banche centrali

Le banche centrali stanno studiando tutte le possibili soluzioni per stimolare la crescita delle economie globali, tanto è vero che una politica monetaria espansiva è sempre stata la battaglia più importante di Mario Draghi e ultimamente è divenuta la priorità anche per la Bank of England la quale, non a caso, ha deciso di tagliare i tassi di interesse per stimolare la circolazione del denaro.

L’oro tra l’altro agisce meglio nell’istante in cui i tassi si muovono verso lo zero, perché è risaputo che il bene di rifugio non paga interessi. Insomma, in contesti di questo genere la domanda di chi investe aumenta e l’oro viene ritenuto un’ottima riserva capace di creare valore.

Con bond meno appetibili l’oro ci guadagna

Il Consiglio mondiale dell’oro ha affermato proprio di recente che meno di 4 bond pubblici su 10 ha rendimenti positivi, il che significa che solo il 17% del totale ha rendimenti superiori all’1%. Anche e soprattutto questa ricerca ai titoli sempre meno sostenuta fa sì che gli investitori guardino altrove per lucrare denaro, e che guardandosi attorno incontrino appunto il bene di rifugio per eccellenza: l’oro.

Non solo il Consiglio dell’oro, ma anche un’autorevole testata del calibro di Market Anthropology ha evidenziato come questa corsa ai beni di rifugio sia resa possibile grazie al decadimento dei titoli pubblici, ma ha avvertito al tempo stesso che il rally verso l’oro prima o poi si interromperà: “Considerando che il prezzo dell’oro sta sui 1400 dollari per oncia e che il dollaro non cresce abbastanza, è probabile che i metalli preziosi continueranno ad avere una forte attrattiva. L’oro, in particolare, dovrebbe fermarsi una volta raggiunti i 1924 dollari per oncia.”